Su Netflix torna Zerocalcare con «Due spicci», e anche noi diventiamo grandi

«Sì, tu vai con la macchina, io te raggiungo cor coso…». Domani, mercoledì 27 maggio, Zerocalcare torna su Netflix con Due spicci, otto episodi per chiudere la trilogia iniziata cinque anni fa. Due spicci arriva dopo Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo come terzo capitolo di un percorso animato che Michele Rech sembra aver concepito come un arco complessivo, dove ogni opera segue un percorso a sé e si sposta sempre un po' più in là: dall'introspezione personale alla tensione politica, si giunge ora alla presa di coscienza dell'inevitabile età adulta. I personaggi – Zero, Sarah, Secco, Cinghiale – hanno attraversato anni di storie, su carta e su schermo, e diventare grandi è inevitabile.
È «la fine della trilogia», come l'ha definita lo stesso autore. «È crepuscolare perché io stesso sto in un periodo dell’esistenza un po’ così – ha spiegato Zerocalcare al Salone del Libro di Torino –. Sono cresciuto con valori molto forti riguardo alla collettività, ed è vero che ci si salva solo insieme. Arrivato a 40 anni mi sono però accorto che si incontrano situazioni in cui il fatto di stare insieme, essere amici, a volte non basta per avere il lieto fine».
Si diventa grandi, anche sullo schermo
E Armadillo? Ci sarà, eccome. Doppiato dall’amico Valerio Mastandrea, la coscienza di Zero dovrà confrontarsi con il senso di colpa e una truppa di neuroni più saggi che «valutano la questione». Sempre più complicata quando si diventa grandi. Con il tempo che passa e le situazioni che lasciano debiti emotivi (due spicci, appunto). Relazioni lasciate in sospeso, conti interiori e questioni irrisolte che prima o poi presentano il conto.
Due spicci segue le vicende di Zero e l'amico Cinghiale, alle prese con la gestione di un piccolo locale e con una serie di difficoltà economiche e personali che mettono a dura prova gli equilibri. Tra fantasmi del passato e nuove responsabilità, che mettono in evidenza la fragilità dei rapporti umani. «I problemi sua’ che diventano i tua». E i mostri che si presentano sotto casa.
Il brano di Coez
«Non ti riconosco più», canta Giancane nella sigla di Due spicci. Canzone inedita disponibile dal 22 maggio in radio e sulle piattaforme digitali. Giancane, pseudonimo di Giancarlo Barbati Bonanni, aveva già lavorato alle musiche delle precedenti serie di Zerocalcare e il suo ritorno è legato non solo alla sigla ma anche a diversi brani strumentali. Ma c'è una novità: la collaborazione con Silvano Albanese, in arte Coez. Che ha scritto Ci vuole una laurea, brano inserito nella colonna sonora della serie. «Ma tu ti immaginavi a finir male così / dico ci vuole una laurea / bisogna essere bravi», canta Coez.
Zero, Sarah, Secco. Sempre loro, uguali e diversi. «Ci si perde, ci si ritrova, i silenzi si allungano, i gelati si sciolgono. Bisogna crescere. Ma nessuno si salva da solo». La difficoltà aumenta, come nei videogiochi. «E non possiamo più risolvere i problemi come se fossimo i Goonies, anzi, i Gunis».
L’anteprima al Circo Massimo di Roma
Domenica 24 maggio, la festa d'anteprima di Due spicci ha coinvolto oltre 10 mila persone al Circo Massimo di Roma. Una serata con decine di videogame anni Ottanta e Novanta, calcetto (o biliardino), ping pong, la proiezioni dei primi episodi e un concerto, ovviamente con Giancane e Coez. Qualcuno ha definito Michele Rech «il re di Roma dopo Totti», perché «riesce ad arrivare a tutti». Netflix ha impostato la promozione digitale su un meccanismo di sblocco collettivo dei contenuti: per poter sbloccare la visione pubblica dei primi tre episodi della serie i partecipanti hanno dovuto letteralmente giocare con le centinaia di postazioni disposte nell’arena. Diecimila persone, come per i concertoni.
È arrivato il momento in cui tirare le somme. Insomma, si diventa adulti e si chiude un cerchio. Buona visione!
