L’avventura aliena di Metroid Prime 4: Beyond

Sono passati ben 18 anni dall’ultimo Metroid Prime: abbiamo dovuto aspettare quasi due decenni per il nuovo capitolo della iconica serie sci-fi di Nintendo. Uno sviluppo a dir poco tormentato, che ha visto una ripartenza da zero, un cambio di developer, e un’uscita a cavallo del salto generazionale tra la prima e la seconda Switch, che doveva funzionare su entrambe le console Nintendo. È valsa la pena aspettare così tanto?
Metroid è un nome decisamente importante. Non solo è un franchise tra i più iconici di Nintendo, dai tempi del NES e del Famicom (fine anni ’80), ma alcuni dei suoi capitoli hanno scritto letteralmente la storia dei videogame, ispirando dozzine di titoli successivi dei competitor. Se oggi esistono titoli come Halo e Hollow Knights, lo dobbiamo a questa serie.
Metroid è nato come gioco di piattaforme, in cui la protagonista Samus esplorava i livelli con la classica visuale bidimensionale «di lato». E non parliamo di un gioco qualunque: se leggete le nostre prove di videogiochi, avrete spesso sentito parlare del genere Metroidvania, ovvero dei giochi in cui l’esplorazione è particolarmente sfiziosa e impegnativa, dove bisogna trovare chiavi, poteri speciali e via dicendo per aprire strade prima bloccate. Ecco, si chiamano «Metroidvania» perché li consideriamo ispirati ai primi Metroid e Castlevania, due giochi che negli anni 80 e 90 hanno creato questo genere di esplorazione arzigogolata e appagante.
Facile quindi comprendere quanto il nuovo capitolo del franchise, che arriva dopo due decenni dal capitolo precedente, sia carico di potenziale e aspettative, nonostante uno sviluppo – come abbiamo ricordato sopra – non proprio idilliaco e spedito. A essere precisi, come si intuisce già dal titolo, appartiene allo spin-off Prime, una serie di giochi che sono ambientati nell’universo sci-fi di Metroid, ma puntano soprattutto sulla grafica tridimensionale e le sparatorie in prima persona – quindi, un po’ più simile a giochi come Battlefield o, volendo rimanere in tema sci-fi, il sopracitato Halo.
In Metroid Prime 4: Beyond, ritroviamo la solita protagonista Samus alle prese con un attacco improvviso. Il primo livello, che funge anche da tutorial, ci racconta come Samus, nel tentativo di fermare il barbaro cacciatore di taglie Sylux e i suoi pirati, viene teletrasportata su un lontano pianeta alieno, Viewros, brulicante di nemici ma anche delle affascinanti vestigia della civiltà perduta dei Lamorn. Controllando la silenziosa Samus, dovrete entrare in contatto con gli echi dei ricordi dei Lamorn, aiutarli a recuperare delle «chiavi» particolarmente importanti, nel tentativo di lasciare il pianeta.
Samus può sempre contare sul suo iconico braccio – arma, che nel corso delle sue esplorazioni verrà costantemente «aggiornato» con nuovi tipi di proiettili e attacchi. Inoltre, imparerà rapidamente dei poteri mentali dai Lamorn, e inizierà a decodificare i loro marchingegni attraverso una serie di puzzle veloci e generalmente poco impegnativi, oppure a controllare psichicamente la traiettoria dei proiettili della sua arma. Infine, Samus non corre: per spostarsi velocemente si trasformerà in una sfera che può rotolare in ogni direzione, e la cosa sarà utile anche in combattimento, persino contro i classici «boss» di fine livello, per contrastare i loro attacchi. Tra sparatorie e rotolamenti sfreccianti, dà il meglio di sé il sistema di controllo studiato alla perfezione per il mix di sparatutto e esplorazione, e che vi permette di muovervi, saltare e prendere la mira «puntando» i due joycon della Switch 2 verso lo schermo – ma se preferite, è sempre possibile controllare la protagonista in modo più tradizionale con i due micro-joypad.
Il mondo alieno è piuttosto esteso: ci sono diverse ambientazioni che potremo esplorare, dalle rovine misteriose tra i ghiacci a delle installazioni invase dalla lava. Per arrivare a queste location, dovremo attraversare un’enorme distesa che purtroppo è praticamente vuota, cosa che consideriamo una occasione mancata: un’area centrale più ricca e piena di attività avrebbe agganciato il franchise di Metroid al genere degli open world, così abbiamo avuto costantemente la sensazione di attraversare un deserto tra una missione e l’altra. Inoltre, sebbene l’esplorazione sia costantemente impreziosita da bivi e diramazioni nascoste che portano a bonus e oggetti extra, si tratta di una esperienza essenzialmente lineare e lontana dagli esempi più ricchi di giochi «Metroidvania» veri e propri – ma questa non è una sorpresa, visto che lo spin-off Prime è tradizionalmente meno propenso a farci esplorare le aree già viste (i gamer lo chiamano «backtracking», perché si deve tornare «indietro» sui proprio passi) una volta acquisiti nuovi poteri o nuove «chiavi.
Nonostante l’area centrale ci sia sembrata un po’ troppo vuota, Metroid Prime 4: Beyond non fatica a accontentare i palati dei nuovi giocatori e dei veterani nel franchise Prime. Non solo su Switch 2, dove «vince facile» grazie a grafica migliorata e controlli avanzati anche via «mouse», ma anche sulla prima Switch, dove si difende benissimo per le 20 ore circa di avventura e esplorazione.
Metroid Prime 4: Beyond è disponibile su Switch 1 e 2, essendo una esclusiva di Nintendo. Il gioco è tradotto in italiano e ha un PEGI età consigliata 12+.
