Calcio

Bottani e un ritorno riuscito: «Abbiamo vinto da grande squadra»

La meritata vittoria contro lo Zurigo lancia nel migliore dei modi i quarti di finale di Coppa Svizzera a Basilea – Il 10 bianconero: «Era un crocevia importante della stagione» – Il tecnico Croci-Torti: «Dal primo all’ultimo minuto abbiamo avuto più fame»
©Keystone/Golay
Massimo Solari
25.02.2024 20:15

È il 64. minuto. Il Lugano conduce per uno a zero, senza aver corso particolari rischi. Celar, appena gettato nella mischia, si ritrova fra i piedi la palla del raddoppio. Brecher è sbilanciato, la porta zurighese spalancata. Zan, però, sbaglia incredibilmente la mira, colpendo un difensore avversario. Ahia. La mente, subito, corre alla precedente sfida con il Servette. E alla clamorosa traversa colpita di testa dall’attaccante sloveno, prima della ripartenza granata; prima del fallaccio da codice penale (e del rosso) di Grgic; prima di una vittoria tramutata imperdonabilmente in sconfitta.

A Cornaredo, però, si respira un’aria diversa. La formazione di Mattia Croci-Torti ha preso lo Zurigo per il collo. Dal primo minuto. Senza limitarsi al compitino, insomma, a differenza di quanto accaduto allo Stade de Genève. Passano altri quattro minuti e, non a caso, i bianconeri raddoppiano. Proprio con Celar, questa volta micidiale col destro. A suggellare una prestazione collettiva che rasenta la perfezione.

Turnover ragionato e obbligato

«D’altronde bisognava reagire, e per più ragioni» osserva il Crus al termine dell’incontro. «Innanzitutto a fronte della partita persa malamente a Ginevra. Poi considerati i risultati della concorrenza: San Gallo, Lucerna e Basilea hanno tutti vinto». Sì, l’allenatore del Lugano ci mette anche i renani, sempre a -6 in classifica ma soprattutto rivali nei quarti di finale di Coppa Svizzera. «Un impegno, quello di mercoledì, che volevamo lanciare nel migliore dei modi» prosegue il tecnico momò, per poi approfondire il 2-0 maturato a Cornaredo. Il primo, attesissimo successo casalingo del 2024. «Dal fischio d’inizio abbiamo avuto nettamente più fame dello Zurigo. L’interpretazione del match, a livello tattico e difensivo, è stata oltremodo positiva. Nel primo tempo, inoltre, abbiamo giocato come piace a me. Con tanta qualità». Vero. Il vantaggio ottenuto dal dischetto da Vladi, al 25’, ha premiato la formazione migliore. Una formazione che Croci-Torti ha in parte stravolto in vista della sfida da dentro o fuori al St. Jakob-Park. Il paradosso? Sono due, in realtà. Già, poiché Hajrizi ha dovuto alzare bandiera bianca all’ultimo per un problema a un piede, mentre Bislimi ha lasciato il campo già al 14’, complice la distorsione a una caviglia. «E ammetto che se ci fosse stato, Kreshnik avrebbe giocato, comportando una diversa costruzione dal basso» riconosce ilCrus. Che il turnover lo ha comunque abbracciato in altre forme.

«Renani favoriti dalla lega»

Dal primo minuto si è per esempio rivisto Bottani. Non accadeva da inizio novembre. «Non sono ancora al top fisicamente, ma mi sono sentito bene» afferma il 10 bianconero, bravo a procurarsi il rigore che ha sbloccato il risultato. «Questa vittoria - sottolinea - deve darci grande fiducia. Arrivavamo dalla brutta sconfitta con il Servette. Brutta in termini di gioco e alla luce della rimonta subita nel finale. La sfida contro lo Zurigo, dunque, rappresentava una sorta di crocevia. Che a mio avviso abbiamo affrontato da grande squadra, che vuole chiudere la prima fase del campionato nelle prime sei posizioni».

La Coppa Svizzera, suggerivamo, vale altrettanto. E Mattia Croci-Torti, qualora ce ne fosse bisogno, lo ha voluto ribadire a modo suo. Dapprima punzecchiando la Swiss Football League: «La lega sapeva benissimo quali club di Super League avrebbero disputato i quarti di finale. E non va per nulla bene aver concesso un giorno di recupero in più al Basilea. In questa situazione, senza che sia previsto il rientro di qualche infortunato, non potrò fare altro che svolgere degli allenamenti di scarico da qui a mercoledì. Certo, è una dinamica che abbiamo imparato a conoscere con l’Europa. Ma trovo scorretto elargire dei vantaggi a una o l’altra squadra».

Le emozioni della piazza

All’appuntamento, ad ogni modo, il Lugano e il suo allenatore si presentano rinfrancati. Le scelte della panchina hanno pagato. E l’entusiasmo da cavalcare in un momento già decisivo della stagione è stato creato. «Se mi sono assunto dei rischi facendo turnover? Sì, perché un po’ mi piace rischiare. Cosa che tra l’altro ha fatto ancora di più lo Zurigo, la cui formazione iniziale mi ha stupito. Si vede che tengono ai quarti contro il Winterthur. Tornando alle mie scelte, credo di aver sempre fatto capire quanto è importante la Coppa Svizzera per il Lugano. Non rappresento solo un club, ma anche i tifosi che lo sostengono. E, in questo senso, ci sono delle emozioni a cui prestare molta attenzione. Quali? Beh, riportare a Berna 12 mila ticinesi è qualcosa che vogliamo rivivere tutti assieme».

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