A Cornaredo, ora, comanda anche un altro «Kruus»

È l’ultimo arrivato e non ha ancora un soprannome. «In realtà non l’ho mai avuto, ma sono volentieri aperto a suggestioni», afferma sorridendo Hannes Delcroix nella sala stampa di Cornaredo, alla vigilia della sfida contro il Winterthur. Su di lui, domani sera, Mattia Croci-Torti dovrà subito fare affidamento per sostenere il peso della difesa del Lugano. E ciò a fronte della squalifica di Papadopoulos, l’infortunio di Mai e la probabile presenza al suo fianco dell’inesperto Kelvin. Sono le contingenze e il destino, dunque, a suggerirci un nomignolo perfetto per il rinforzo del mercato invernale, già fondamentale sullo scacchiere del tecnico bianconero. Kruus. Come Crus, sì, e in quanto - se le nostre ricerche sono corrette - equivalente di «croce», e dunque «croix», in fiammingo, lingua materna del giocatore cresciuto nelle Fiandre.
Le lezioni di Kompany
«L’innesto di Delcroix - sottolinea l’allenatore Croci-Torti - mi ha regalato e ha regalato alla rosa un profilo pronto. Hannes si è sempre speso per giocare con la seconda squadra del Burnley, oltre che con la nazionale di Haiti. Questa situazione, va da sé, ha favorito il suo debutto immediato a Lucerna e, ora, rende meno problematica l’emergenza del reparto arretrato». In Ticino, oltretutto, è giunto un elemento con un bagaglio d’esperienza notevole. «E, ve lo assicuro, non è evidente poter trovare un 26.enne con le sue caratteristiche libero in gennaio» osserva il Crus. Caratteristiche che il tecnico del Lugano riassume così: «Gioca semplice e fa giocare bene la squadra». Il tutto, aggiungiamo noi, mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti sia all’Anderlecht, sia al Burnley, da Vincent Kompany.
«Lo definirei un predestinato» afferma Delcroix, descrivendo l’ex allenatore. Beh, non si finisce casualmente sulla panchina del Bayern Monaco a soli 38 anni. «Sa lavorare con i giovani, brilla sul piano tattico e, soprattutto, può far tesoro - nella sua gestione - di quanto appreso lungo l’importante carriera di calciatore». Croci-Torti completa il discorso:«Esistono percorsi speciali e quello di Kompany figura fra questi. Se è diventato capitano del Manchester City, è grazie a una spiccata personalità sulla quale - indipendentemente dai risultati ottenuti da tecnico di Anderlecht e Burnley - il club bavarese ha voluto scommettere».
C’è anche il greco
Dalle parole del Crus traspare un’ammirazione sincera. «Il Bayern è la squadra che pratica il calcio più offensivo in Europa, permettendosi pure delle innovazioni tattiche. Ed è bellissimo osservarla».
E a proposito di manovra d’attacco e di alternative. In panchina, domani contro il Winterthur, ci sarà anche Koutsias, tornato ad allenarsi a pieno regime dopo aver saltato la trasferta di Lucerna. Il greco, lo ricordiamo, aveva chiesto e ottenuto un weekend di «alleggerimento mentale» per mettersi alle spalle, una volta per tutte, l’aggressione da parte del compagno Behrens, subita durante il ritiro di Benidorm. «Georgios - indica Croci-Torti - si è preparato con convinzione negli scorsi giorni e sono certo che, se chiamato in causa, farà bene».
Detto questo, e anche alla luce delle fresche voci di mercato che riguardano il 21.enne ex Chicago Fire, rimane lecito chiedersi se non sarebbe saggio evitare brutte sorprese, ingaggiando preventivamente un terzo centravanti di ruolo. «Ho piena fiducia nella società, la quale - come dimostra l’arrivo di Delcroix - è intenzionata a rispondere colpo su colpo qualora si rendesse necessario. In merito abbiamo le idee chiare, senza però dimenticare, contingente alla mano, di come non si debba mai sottovalutare la variabile infortuni. Ecco perché, prima di compiere scelte definitive, occorrerà restare sul pezzo sino al tramonto della finestra di mercato». Insomma, qualcosa - in entrata - potrebbe ancora muoversi a Cornaredo.
Meglio non «gigioneggiare»
Tolto lo squalificato Papadopoulos, ad affrontare la Cenerentola della Super League sarà ad ogni modo la stessa formazione che - una settimana fa - aveva messo in imbarazzo il Lucerna. «Mi è piaciuto molto il nostro approccio, poi però ci siamo un po’ seduti, abbiamo “gigioneggiato” e ci siamo piaciuti troppo» riconosce l’allenatore bianconero. «La reazione che ha fatto seguito all’1-0 è stata di spessore, vero, ma dobbiamo essere più continui. Con Rahmen, il Winterthur è tornata a essere una squadra che chiude bene gli spazi e prova a fare male in ripartenza. Sarà importante andare in vantaggio il prima possibile e sfruttare le risorse in panchina. Tutti gli incroci con il Winterthur di Rahmen a Cornaredo, in effetti, sono rimasti in bilico sino ai minuti finali». Per poi, doverosa precisazione, sorridere sempre al Lugano.


