Calcio

Ahmed Kendouci, cronaca di una promessa sin qui non mantenuta

Il Lugano questa sera affronta il Servette a Cornaredo con l’obiettivo di rilanciarsi dopo due bruschi stop – Riflettori puntati sull'algerino, infine titolare - Fiore all’occhiello del mercato e atteso in ottobre, il centrocampista non è mai sbocciato, complici i risvolti del brutto infortunio subito la scorsa primavera
©KEYSTONE/MASSIMO PICCOLI
Massimo Solari
11.02.2026 06:00

12 agosto 2025: un sorridente Ahmed Kendouci pronuncia le prime parole da giocatore del Football Club Lugano. «Non vedo l’ora di scendere in campo». E ancora, elencando gli obiettivi stagionali: «Rappresentare la mia nazionale, l’Algeria, alla Coppa d’Africa e ai Mondiali». 11 febbraio 2026: salvo sorprese, Ahmed Kendouci disputerà la prima partita da titolare in Super League. Già, sono trascorsi ben sei mesi dai migliori auspici del centrocampista algerino. Da quella promessa, fatta con le migliori intenzioni, ma sin qui non mantenuta. Il 26.enne ha disputato la miseria di quattro spezzoni di partita in campionato: una quindicina di minuti il 29 novembre, contro il Sion, poi altri 15’, seguiti da 5’, sino all’entrata in campo all’89’, sabato sera, alla Schützenwiese di Winterthur. Non ricordiamo una giocata importante. Va da sé, Kendouci non ha preso parte alla Coppa d’Africa e - a oggi - immaginarlo in America il prossimo giugno, convocato da Vladimir Petkovic per il torneo più prestigioso del pianeta, appare un autentico azzardo.

Tempi lunghi

Così, il 25 giugno scorso, il responsabile dell’area sportiva Sebastian Pelzer presentava il nuovo acquisto, di fatto fiore all’occhiello del mercato estivo e ritenuto un lusso per la Super League: «Siamo convinti che il suo arrivo rappresenti un valore aggiunto dentro e fuori dal terreno di gioco, grazie alla sua personalità, alle sue qualità tecniche e alla voglia di emergere di cui ha fatto prova accettando la sfida stimolante che gli è stata proposta e che lo porta in un calcio diverso da quello nel quale ha già saputo imporsi. Il suo palmarès fa di lui un calciatore in grado di assurgere al ruolo di leader». Prelevato dagli egiziani del Cleopatra FC per una cifra vicina agli 1,5 milioni di euro e già 13 volte nazionale, Kendouci era stato accompagnato da un grosso asterisco. Nell’aprile dello scorso anno, infatti, un’entrata killer nei suoi confronti si era tradotta nella rottura della tibia della gamba sinistra e in uno stop stimato in 5 mesi. Nell’annunciare l’innesto del centrocampista, non a caso, la società precisava: «Sarà a disposizione della squadra a settembre». Facciamo ottobre.

Beh, evidentemente non tutto è andato come previsto. I tempi di recupero si sono dilatati, tanto che per testare Kendouci si è atteso il 12 novembre e un’amichevole organizzata contro il Locarno. E di presentazioni ufficiali alla stampa, nemmeno l’ombra.

Una stella che non brilla (ancora)

Ad autunno inoltrato, comunque, il tecnico Mattia Croci-Torti non ha mai smesso di evidenziare le doti dell’algerino, dipingendo un calciatore potenzialmente fuori categoria. «Ha tanto talento e tanta qualità, gli mancano però intensità e forza» precisava il Crus. Intervistato dal CdT, pure il Chief Sports Officer Pelzer dosava prudenza e speranza: «In patria, Kendouci è una star e senza il suo infortunio probabilmente non saremmo riusciti a portarlo a Lugano. Lo aspettiamo tutti, ma secondo la tabella di marcia più giusta per un elemento che in allenamento sta già dimostrando di che cosa è capace».

A partire dal ritiro invernale di Benidorm, lo staff tecnico ha ad ogni modo parlato di un calciatore «integrato al 100% nel gruppo». I test contro Colonia e Viktoria Plzen, al proposito, hanno permesso a Kendouci di mettere nelle gambe rispettivamente 45 e una ventina di minuti. Già. Poi è tornata la Super League, e il cuore bianconero ha ripreso a pulsare grazie ai soliti Anto Grgic e Uran Bislimi, di regola supportati in corso d’opera da Belhadj. Stasera, contro il Servette, tutti e tre saranno però squalificati. «Ma quella di Ahmed non è una scelta obbligata» ha voluto precisare Croci-Torti in vista del match infrasettimanale di Cornaredo, evidenziando i meriti - sul piano dell’equilibrio e della fisicità - dei primattori del centrocampo. Poco male: la grande chance per Kendouci è infine arrivata. E se il Lugano è chiamato a rilanciarsi dopo due bruschi stop, dall’algerino - che avrà i riflettori puntati addosso - ci si attende un segnale. Da promessa non mantenuta a caso, d’altronde, sarebbe un attimo.

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