Calcio

Bene Alioski e von Ballmoos, Behrens è inconsistente

Diamo le pagelle ai bianconeri dopo il successo di misura contro il Dukagjini
©Gabriele Putzu
Massimo Solari
23.07.2026 23:45

Von Ballmoos 5

Attento in un paio di circostanze delicate. Provvidenziale allo scadere, quando la palombella di Elezaj puzza tremendamente di beffa.

Zanotti 4

Dà il la all’azione da cui nasce il vantaggio. E però, al solito, sbaglia (parecchio) quando si tratta di scodellare palloni interessanti nell’area avversaria.

Papadopoulos 4

Alterna interventi decisi a passaggi a vuoto.

Mai 4

Partecipa al festival dei gol falliti, sparando sull’avversario a porta praticamente sguarnita. Per il resto discreto.

Cimignani 4

Non fa mai mancare il suo appoggio in fase di spinta e - se necessario - in retrovia. Il tutto senza incantare.

Grgic 4

Sembra partire forte. Ritmo e idee, tuttavia, non impiegano molto a scemare.

Bislimi 3,5

Non benissimo. Qualche pallone perso e qualche esitazione di troppo al momento di fare male al Dukagjini.

Alioski 4,5

La qualità complessiva del match, a fine luglio, è quella che è. «Gianni» contribuisce ad alzarla con diverse giocate offensive interessanti. Fra le quali l’assist per l’1-0. È il primo a essere sostituito: e non la prende benissimo.

Steffen 3,5

Più con la determinazione che con la brillantezza. Basta per entrare nella storia, firmando la prima rete bianconera alla AIL Arena. Ma anche per sbagliare clamorosamente il raddoppio al 57’ e un altro paio di chance nitide.

Dos Santos 3

Si vede che non è al meglio. Colleziona gesti approssimativi, o comunque riusciti a metà. Fino a sparire. Behrens 3 Inconsistente (persino sul piano fisico) e puntualmente in fuorigioco.

Moncada 4

Prima largo a destra, poi da prima punta, ha quantomeno il merito di scuotere compagni e traversa.

Kendouci 4

Dieci minuti, due o tre intuizioni interessanti.

Bichsel 4

L’eleganza è un’altra cosa. In termini di efficacia e personalità, ad ogni modo, si difende.

Pihlström S.V.

Croci-Torti 4

Difficile incidere sulla brillantezza e il killer instinct dei suoi giocatori. Qualcosa in più, sul piano della convinzione e del gioco, era però lecito attenderselo. Non da ultimo perché si affidava a un undici collaudato. Anche la sostituzione di Alioski, sin lì migliore in campo, non convince appieno.

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