Cedric Itten, l'ultimo invitato al grande ballo dei Mondiali

Ha scelto il numero 26. Ventisei come i convocati di Murat Yakin, sulla cui lista figura quale invitato a sorpresa. O, se preferite, l’ultimo degli invitati. A Cedric Itten, però, il rumore di sottofondo importa poco. L’attaccante rossocrociato, semplicemente, si ritiene meritevole della chiamata per i Mondiali americani, oltre che una persona fortunata. «Il mio numero, il 13, era occupato, e quindi ho raddoppiato, anche su consiglio di mia madre: “Due 13 non possono che portare bene” mi ha detto».
E dunque eccolo lì, tra i debuttanti al grande ballo mondiale, a 29 anni e nonostante l’amara retrocessione in Dritte Bundesliga appena patita con il Fortuna Düsseldorf. «Le ultime settimane - spiega Itten dal campo d’allenamento della Nazionale a San Gallo - sono state frenetiche, un susseguirsi di emozioni contrastanti. L’annuncio di Muri è stato emozionante, a dispetto della retrocessione, un’immensa delusione per il club e per la città. Ci sono voluti alcuni giorni per metabolizzare tutto, ma ora l’attesa per il Mondiale è spasmodica». Itten, suggerivamo, ha riabbracciato la Svizzera forte di una stagione comunque positiva sul piano personale. «È pazzesco quando vivi un campionato del genere, ma la tua squadra finisce per essere relegata». Nel dettaglio, la punta renana ha realizzato 15 reti in campionato, praticamente la metà della sua squadra. E pure consapevole del suo ruolo, Itten intende capitalizzare al massimo questa fiducia contabile. «La Coppa del Mondo, soprattutto questa, è un torneo lungo, e in qualità di uomo-squadra sento di poter servire alla Nazionale. D’altronde l’ho sempre dimostrato. Naturalmente, Breel Embolo è il nostro riferimento offensivo. Ma a me basta poco: entrare e segnare un gol. Mi allenerò con questo obiettivo e sarò pronto in qualsiasi momento».
Far parte della spedizione elvetica, in ogni caso, rappresenta un orgoglio per l’ex attaccante di Basilea, San Gallo e YB. «Rappresentare il mio Paese significa tutto per me, soprattutto nei grandi tornei. I Mondiali del 2002 in Corea e Giappone sono stati anche il motivo per cui ho iniziato a giocare a calcio. Ho lavorato duramente durante la mia carriera, e ho persino cambiato squadra per trovare spazio in Nazionale. Perciò, adesso, sono felice di poter viaggiare in Nordamerica». Quale sarà la tappa successiva di Cedric Itten, oramai svincolato e in cerca di un nuovo club, non è invece chiaro.

