Croci-Torti: «La mia reazione mi ha fatto vergognare, ma certi episodi nemmeno in Seconda Lega»

No, Mattia Croci-Torti non ha ancora digerito lo sgarbo arbitrale del Letzigrund. Complice l’ennesima vittoria pesante del Thun, il giorno dopo a Basilea, l’1-1 trovato dal Lugano al cospetto del Grasshopper si è d’altronde trasformato in un passo falso nella rincorsa al vertice della Super League. Una certa frustrazione è comprensibile. «Ma non ho mai sostenuto che la vittoria è sfumata per colpa del direttore di gara». Prima della puntina vincente di Krasniqi e a seguito del mancato posizionamento di Koutsias sulla sinistra, in effetti, si sono sommati diversi errori. E, dunque, che cosa non va giù all’allenatore ticinese? «Ho allenato in Seconda Lega e vi assicuro che episodi del genere non accadono. Io sono amico dei fischietti svizzeri, ma qui siamo di fronte a un problema più grande. E cioè il fatto che buona parte della categoria non si compone di professionisti, ma di persone che la mattina dopo aver arbitrato vanno a lavorare, per poi fare il quarto uomo e tornare a dirigere un incontro nei due giorni successivi. È normale non essere sul pezzo e, di riflesso, non ravvisare un rigore come quello su Behrens, impedire a Koutsias di posizionarsi correttamente dopo il cambio o ancora espellere Belhadj per un intervento che sette giorni prima, compiuto su Alioski, non si era tradotto in alcuna sanzione. Non solo: spiegatemi dove sono i migliori arbitri del Paese. Ribadisco quindi la mia seccatura per quanto avvenuto, mentre mi sono vergognato con le mie figlie per la reazione che ho avuto a fine incontro e che è stata filmata al rientro negli spogliatoi. Non mi sono piaciuto per niente e chiedo scusa».
Chi si muove, e chi temporeggia
A Croci-Torti, invece, è piaciuta molto la prestazione fornita a Zurigo da Mahou. Già, nonostante la clamorosa occasione fallita quando si trattava di chiudere il match. «Hicham è stato perfetto sul piano difensivo, evitando qualsiasi tipo di errore. Perciò riproporremo questa soluzione a Winterthur. Abbiamo le idee abbastanza chiare su come comportarci sulla corsia di sinistra e non riteniamo sensato rinforzarci con dei giocatori U21 provenienti da altre squadre». Poco prima, parlando dell’avversario di questa sera, il Crus aveva menzionato gli innesti in retrovia di Mirlind Kryeziu e, appunto, del 19.enne Rhodri Smith, in prestito dall’YB. A Cornaredo, invece, tutto tace sul fronte mercato. «Ci sono dei giocatori che interessano al Lugano, ma non sempre è possibile incanalare le trattative sul binario giusto» precisa Croci-Torti: «Non abbiamo ancora trovato qualcuno che possa aiutare veramente il gruppo».
«Riprendere il Thun? Si può»
Ad aiutare lo staff tecnico, alla Schützenwiese, saranno i rientri di Antonios Papadopoulos e Lukas Mai. «E le soluzioni, in ogni caso, preferisco trovarle in casa» insiste il Crus, facendo l’esempio di Damian Kelvin, convincente pure contro il GC. Al suo fianco, alla luce dell’infortunio subitaneo di Hannes Delcroix, è emerso Anto Grgic. «Non è però stato evidente; l’ultima volta che avevo giocato in difesa risaliva a 10 anni fa. Ben vengano quindi i rientri di Papa e Lukas, così potrò tornare a mio agio nel cuore del campo».
L’obiettivo, a Winterthur, è riprendere immediatamente a correre. E, a questo giro, sperare che sia il Thun a inciampare. «Nove punti di distacco - riconosce Grgic - sono tanti. Ma la fiducia, al nostro interno, rimane intatta. Stiamo vivendo un buon momento di forma, ci creiamo tante occasioni e il cruccio - semmai - risiede nell’inefficienza sotto porta. Detto ciò, possiamo vincere tutte le partite, compresi gli scontri diretti con la capolista. No, riacciuffare i bernesi non è impossibile».


