Calcio

Croci-Torti: «Le parole di Grgic? Le partite per farsi notare sono le ultime»

Il Lugano affronta il Thun a Cornaredo, dove fanno ancora discutere le dichiarazioni del centrocampista: «Senza Europa, mezza squadra vorrà andarsene» - Il tecnico: «Si può sbagliare, ma ho provato a trasformare quel pensiero in un pungolo costruttivo»
©CdT/Chiara Zocchetti
Massimo Solari
03.04.2026 20:00

Il Lugano guarda avanti: agli ultimi sette turni di Super League, discrimine tra una stagione dignitosa e una inferiore alle attese, con tre obiettivi su tre falliti. La caccia all’Europa, a proposito di ciò che resta in palio, riparte da un match di spessore; a Cornaredo - domani - è in programma la sfida contro il Thun, dominatore del torneo e futuro campione svizzero nonostante la casacca di neopromosso indossata al via. «Imporsi, ad ogni modo, non è una questione di orgoglio o rivalsa» puntualizza il tecnico Mattia Croci-Torti. «I bernesi meritano il primato, mentre noi - semplicemente - non siamo stati al loro livello. Il divario in classifica parla chiaro. Affronteremo il Thun con grande rispetto, ma senza alcun tipo di paura. Sono infatti sicurissimo che siamo una squadra più forte; va da sé, cercheremo di dimostrarlo».

Il Lugano guarda ai prossimi, probanti 90 minuti, dicevamo, ma durante la sosta riservata alle nazionali ha dovuto metabolizzare due variazioni sul tema. E non di poco conto. Da un lato la dichiarazione, forte e inaspettata considerato il soggetto, di Anto Grgic, pronunciata a margine dell’1-1 in casa dell’YB: «Se non andiamo in Europa, mezza squadra vorrà andarsene». Dall’altro la prospettata separazione con il capitano Mattia Bottani.

Focus e determinazione

«Grgic? Si può sbagliare, ma come allenatore - a volte - devi essere bravo a trasformare determinate parole in un pungolo costruttivo» osserva Croci-Torti. Per poi precisare: «A chi pensa a una cessione dev’essere chiara una cosa: le partite più importanti, per farsi notare da scout e potenziali club interessati, sono le ultime. L’anno scorso abbiamo vinto solo una delle ultime sette gare. Me ne vergogno. E dunque, di nuovo: se si ambisce ad altri lidi, occorre focalizzarsi su quest’ultima porzione di campionato e sul miglior finale possibile con la maglia del Lugano. A maggior ragione considerato il commiato da Cornaredo, uno stadio che merita rispetto e il nostro orgoglio. Tutti i miei giocatori, non solo gli uomini mercato, devono quindi crederci e comprendere che mancare un piazzamento europeo costituirebbe un dispiacere collettivo. Farebbe male, sì».

Già, farebbe male ad Antonios Papadopoulos? Lambito puntualmente da rumors, il difensore greco - seduto di fianco al Crus a poche ore dal match con il Thun - si conferma oratore diplomatico:«Raggiungere l’Europa, evidentemente, rappresenterebbe un vantaggio per tutti. Allenatore, giocatori, sottoscritto. Tutti mirano a questo traguardo. E se disputeremo i prossimi incontri con la stessa intensità portata in allenamento in queste settimane, credo che ce la faremo. Abbiamo il destino nelle nostre mani, e non vogliamo mollare la presa. Perciò non è il momento di ragionare su che cosa accadrà nella prossima stagione. Anche per me, ve lo assicuro, l’estate è lontanissima».

Bottani e le scelte tecniche

Che poi, tenuto conto delle premesse, quale peso va attribuito ai turni di qualificazione delle competizioni UEFA e al tortuoso percorso che ne discenderebbe? «Qualificarsi o meno ai preliminari conferisce più o meno valore a una stagione» rileva Croci-Torti:«Da quando fa stato il nuovo formato della Super League, solo Lugano e YB hanno sempre raggiunto questo obiettivo. Un obiettivo che, in tutto l’ambiente, suscita una sensazione di costanza e che - all’esterno - potrebbe favorire il convincimento di nuovi giocatori. Non solo. È anche una questione di aspettative. Servette, Zurigo e Lucerna rosicano di non far parte del gruppo di testa. Mentre qui, alla luce delle ambizioni elevate, tutto appare normale. Anzi, a fronte del campionato a parte che sta vivendo il Thun, quanto fatto dal Lugano e da altre compagini assume una portata quasi negativa».

La portata della recente conferenza stampa congiunta con protagonisti Bottani - al passo d’addio - e la dirigenza bianconera è invece stata chiara a tutti. «Se mi sento responsabile della mancata permanenza in società di Mattia? Le scelte tecniche di qualsiasi allenatore, e quindi anche le mie, influenzano tante altre decisioni, in positivo e in negativo» riconosce il Crus. «Il mio non è un compito semplice. Sono consapevole che vi sono delle decisioni che feriscono o che magari tolgono passione a chi le subisce. È la parte difficile dell’incarico, che però è sempre orientato al bene del gruppo, superiore a qualsivoglia componente emozionale».

Von Ballmoos, firma e infortunio

Le variazioni sul tema, in realtà, sono tre. A inizio settimana, in effetti, è arrivata pure la firma su un contratto triennale di David von Ballmoos, acquistato in via definitiva dallo Young Boys. Tutto molto bello, peccato il portiere sia finito kappaò in allenamento. «Un risentimento all’adduttore destro» precisa una nota della società, aggiungendo che le condizioni fisiche del giocatore saranno «valutate e gestite nei prossimi giorni». Tra i pali, contro il Thun, si rivedrà dunque Amir Saipi, reduce dalla finale playoff per la qualificazione ai Mondiali persa dal suo Kosovo al cospetto della Turchia. Per Saipi si tratta di un ritorno in prima linea. Il secondo, per la precisione, dopo che a metà settembre e circa un mese fa la sua posizione era stata subordinata a quella del collega. Ma a differenza di quanto suggerito da Grgic e dribblato in seconda battuta da Papadopoulos, Amir è destinato a salutare Lugano con o senza il raggiungimento dei preliminari UEFA.

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