Delcroix impressionante, Belhadj alla fine viene premiato

David von Ballmoos 4
Si riprende la porta bianconera e, a differenza di Saipi, non infastidisce l'avversario in costruzione. Alcuni interventi sono più a favore di fotografo che funzionali - un po' alla Baumann, se ricordate -, ma nel complesso è attento quando chiamato in causa.
Antonios Papadopoulos 4,5
Provoca e ringhia contro tutto ciò che gli passa a tiro. Anche per questo motivo, nella resistenza, non è sempre lucidissimo. A conti fatti, ad ogni modo, Rastoder e Ibayi non sono pericolosi.
Lukas Mai 4,5
Lui, invece, non è sempre solidissimo sull'uomo. Senso della posizione, gioco aereo e pure un pizzico di classe, gli permettono tuttavia di emergere.
Hannes Delcroix 5,5
Imposta con precisione. Manda in porta Koutsias. Copre le spalle ai compagni di reparto disattenti. Non perde praticamente un duello. È il signore della difesa. E il migliore bianconero.
Mattia Zanotti 5
Alla distanza, vince il duello fra cavalli pazzi con Heule. La sua cavalcata verso l'area avversaria, da cui prende vita il rigore decisivo, è da libro Cuore.
Anto Grgic 3,5
Ripropone la sua versione opaca, fatta di appoggi approssimativi e una personalità solo di facciata. No, non è la sua serata. E allora non c'è decisione migliore che fare un passo indietro, per permettere ad Alioski di presentarsi sul dischetto.
Uran Bislimi 4,5
Rispetto al collega di reparto, cerca di mostrare la via con più convinzione. Soprattutto nella ripresa, quando si fa trovare praticamente ovunque. Se solo cercasse di essere più concreto e meno bello al momento di affondare il colpo.
Yanis Cimignani 4
Non fa mai mancare spinta e copertura. Anche se al cross, tolto un bel tentativo al volo, sbatte tante volte contro l'avversario diretto.
Renato Steffen 4
Primo tempo anonimo. Dopo la pausa, per contro, sale di tono, tornando nel vivo dell'azione e contribuendo a molteplici fraseggi capaci di incutere paura nel Thun. Al momento di concludere nello specchio, però, pecca di brillantezza.
Daniel Dos Santos 3,5
La sua partita dura un tempo, complice un intervento robusto di Heule da cui non riesce a riprendersi. Se a Cornaredo, a inizio mese, aveva incantato, punendo la sua ex squadra, a questo giro gioca a nascondino, fornendo davvero pochi impulsi.
Georgios Koutsias 3,5
Si ritrova sul mancino l'occasione migliore del primo tempo: purtroppo incrocia troppo. Non si risparmia, ma in diversi frangenti - alcuni dei quali invitanti - tentenna e finisce per non cogliere l'attimo.
Mahmoud Belhadj 4,5
Vero, l'occasione che fallisce a dieci dalla fine è clamorosa. E se il Lugano non avesse vinto, sarebbe finito sul banco degli imputati. Ma i bianconeri vincono, ed è anche merito del suo ingresso, che dà gamba e slancio alla squadra. Il rigore conquistato allo scadere, insomma, è il giusto premio all'abnegazione.
Kevin Behrens 4,5
Quando il tedescone entra in campo, il Thun finisce per non capirci più niente. Tradotto: con lui, è un altro Lugano, per peso, potenza e pericolosità. Pecca di altruismo al 75', ritornando la sfera a Bislimi invece di girarsi e sparare a rete.
Ezgjan Alioski 5
Sfiora la rete al primo pallone toccato, spizzando a lato di testa. Vuole lasciare il segno, maledettamente, dopo mesi complicatissimi. E allora, con attributi e autorità, convince Grgic a farsi dare la sfera, trasformando un rigore dall'enorme significato. Per il Lugano. Per sé.
Bottani, Pihlström S.V.
Mattia Croci-Torti 5
Mette sotto il Thun per la terza volta su quattro. E, se osserviamo la ripresa, lo fa riuscendo persino a dominare l'avversario, i futuri campioni svizzeri. A spingere la sua squadra verso un successo di spessore - carico di qualche rimpianto e però anche di tanto valore - sono indubbiamente i cambi. Ma anche l'energia che riesce a trasmettere dalla panchina lungo tutti i 90', mentre alla sua destra la tensione gioca un brutto scherzo.


