Calcio

È tutta un'altra estate bianconera e per l'attacco c'è Enem

Un anno fa, il Lugano soffriva nei bassifondi della Super League, già fuori dai giochi in Europa e Coppa Svizzera - Oggi la squadra di Mattia Croci-Torti, capolista a punteggio pieno come il Thun dei miracoli nel 2025-26, appare inscalfibile - Ma un autunno senza rinforzi in attacco e a centrocampo sarebbe pericoloso: ecco dunque in arrivo dal Bologna il vice Behrens
©KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI
Massimo Solari
31.08.2026 19:04

«Stiamo dimostrando di non essere una squadra che può giocare per i primi posti della classifica. Nel calcio, tuttavia, le cose cambiano molto velocemente». 31 agosto 2025: il Lugano ha perso ancora, questa volta in casa dello Young Boys, chiudendo un mese d’agosto tremendo. Due obiettivi su tre, Europa e Coppa Svizzera, sono già sfumati, mentre la classifica di Super League preoccupa: il fanalino di coda Winterthur è staccato di una sola lunghezza, mentre il Thun - leader in solitaria con 13 punti - ha già gettato le basi per uno dei titoli più clamorosi nella storia moderna del calcio europeo.

31 agosto 2026: il Lugano è reduce da un’altra vittoria, questa volta in casa del Sion, imbattuto da una vita in campionato al Tourbillon. Si archivia così un mese d’agosto da sogno. La squadra non ha praticamente sbagliato un colpo, avanzando come previsto in Coppa, accedendo al tabellone principale di Conference League con una piccola, grande impresa e cogliendo quattro successi su quattro in Super League: i bianconeri guidano la graduatoria a punteggio pieno, proprio come era riuscito al Thun dei miracoli un anno fa e con una gara in meno rispetto alla concorrenza più agguerrita.

Due reparti scoperti

Insomma, è tutta un’altra estate. E, sì, osservando e soppesando la qualità della rosa e le prestazioni offerte sin qui dagli avversari, immaginare un Lugano da vertice lungo l’intera stagione è tutto fuorché ardito. Dodici mesi or sono, dicevamo, fu necessario sbandare e lambire l’orlo del burrone prima di sterzare in modo deciso. La pausa dedicata alle nazionali si presentò prima e, seppur con colpevole ritardo, vide il club a intervenire su più fronti, rinnovando lo staff del Crus (con Michele Salzarulo e Germano Vailati al posto di Andrea Aletti e Riccardo Di Benedetto) e ingaggiando il portiere David von Ballmoos. Di brusche virate, ora che il veliero bianconero viaggia spedito, non si avverte l’esigenza. Anzi. Il gong del mercato in uscita che suona alle 20 di questa sera rassicura, perché i vari Zanotti, Bislimi e Papadopoulos sono sempre lì, al loro posto, forse dispiaciuti per il mancato trasferimento all’estero, ma a differenza della scorsa annata senza macchie.

Ad abbandonare definitivamente la nave bianconera nelle scorse settimane, al contrario e per ragioni differenti, sono stati Mahou, Brault-Guillard, Bottani, Vladi, Duville-Parsemain, Belhadj, Saipi e Koutsias. In considerazione degli arrivi, alcuni dei quali per altro già messi a punto in gennaio (come Bichsel) e dei sostituti, è oggettivo come il saldo sia negativo. In particolare per quanto riguarda due ruoli: il centrocampo e l’attacco, lasciati per l’appunto scoperti dalle partenze di Belhadj e Koutsias. Paradossalmente, tornando al 31 agosto 2025, il Lugano di un anno fa si apprestava ad affrontare una sola competizione con tre centravanti nel motore: Behrens, Koutsias e Duville-Parsemain.

Una settimana di tempo

La punta tedesca, è cattiva notizia del weekend, sarà indisponibile sino a ottobre. Ahia. E per quanto i diretti interessati stiano convincendo (e persino incantando), immaginare di scaricare il peso dell’attacco bianconero sulle acerbe spalle di Pihlström e Moncada è impensabile. Sarebbe pericoloso, anche. «Sono in corso delle discussioni e vogliamo trovare una soluzione», si è limitato ad affermare Sebastian Pelzer ai microfoni di Teleticino. Detto, fatto. Ieri, dall’Italia, è rimbalzato l’atteso annuncio: il Bologna è pronto a girare in prestito ai bianconeri l’attaccante olandese Jay Enem, appena prelevato dalla Stella Rossa. Alto quasi 2 metri, il centravanti sarebbe il perfetto sostituto di Behrens. Per il responsabile dell’area sportiva del Lugano, però, anche il consolidamento di una mediana rimasta orfana degli strappi e dei duelli di Belhadj dovrebbe costituire una priorità. Spremere Bislimi e Grgic - andate a contarvi i palloni persi da Anto a Sion - rischia di trasformarsi in un pessimo affare. Oltretutto si è capito come l’allenatore non si fidi a schierare il fragile Kendouci in cabina di regia.

Il tempo stringe. I club svizzeri possono rinforzarsi sino a martedì 8 settembre. E la speranza, in questo senso, è che la fine della bagarre per i trasferimenti nei maggiori campionati europei incrementi gli spazi di manovra dei dirigenti bianconeri. Nel calcio le cose cambiano molto velocemente. E gettare al vento un’estate che assomiglia a una promessa ambiziosa sarebbe imperdonabile. 

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