Effetto novità, risultati e influencer: l'AIL Arena è già «the place to be»

«Noi la Conference League non la conquisteremo mai, ma successi come questi, in rimonta, contro una squadra che è solita giocare in Champions ed Europa League e che in bacheca ha una Coppa dei Campioni, generano un’energia incredibile». Mattia Croci-Torti si riferisce alla fiducia – per altro già enorme – dei suoi giocatori. E allo slancio clamoroso che potrebbe portare in dote la prima, storica vittoria in una fase principale delle competizioni continentali ottenuta – in casa propria – dal Football Club Lugano. La folle serata dell’AIL Arena, tuttavia, non ha lasciato il segno solo in spogliatoio e sull’ego di Albert Riera, pessimo perdente alla luce del 3-2 subito dalla sua Stella Rossa.
Quanto raccontato dal campo, e pure nelle interviste a fine incontro, con le dichiarazioni al veleno dello spagnolo, è benzina anche per il pubblico bianconero, letteralmente impazzito dopo i gol di Moncada e Grgic. «Triplete Crus! Altro che non vincere la Conference» commenta, per esempio, un tifoso sotto il video della conferenza stampa post-partita pubblicato dal club su YouTube. Euforia e sogni, oramai, non sembrano più conoscere freni. Uno stato d’ebbrezza, sì, che l’AIL Arena sta riuscendo a incanalare e innaffiare di partita in partita.
La convivenza con l’HCL
Le affluenze registrate nel nuovo fortino bianconero non mentono. Parliamo di una media vicina ai 6.000 spettatori, e ciò nonostante le sfide dall’appeal contenuto contro il Dukagjini, il Runavík o ancora il Vedeggio in Coppa Svizzera. Ad alimentare l’entusiasmo della piazza, va da sé, sono i risultati eccezionali inanellati da Steffen e compagni, a complemento dei quali non sono mai venute meno emozioni e trame di gioco a tratti irresistibili. E se la musica continuerà a essere questa, gli abbonamenti per la stagione 2026-27 di Super League, che a inizio agosto avevano raggiunto quota 3.100, potrebbero prendere l’ascensore – se non è già accaduto – in prossimità del Natale.
La costellazione del calendario bianconero, al proposito, si è rivelata fortunata. Da un lato perché l’AIL Arena ha potuto accogliere – prima dei grandi freddi e in attesa del Basilea il 1. novembre – il big match contro lo Young Boys e pure le nutrite tifoserie di Zurigo, San Gallo e Lucerna. Dall’altro considerato che per il grande debutto sulla scena europea è per l’appunto stata sorteggiata la Stella Rossa, avversario più prestigioso del lotto e garante di un bacino di sostenitori enorme. Qui, il «Conference Pack» messo in vendita dalla società bianconera per le tre gare della League Phase è stato acquistato da 2.793 persone. Complici l’effetto novità e, come detto, il rendimento strepitoso della squadra, l’avvento della National League e dei match disputati dall’HC Lugano, distinto vicino di casa, non ha provocato particolari contraccolpi. Anzi. L’AIL Arena si sta facendo leggermente preferire in termini di frequentazione.
Pubblico trasversale e orari
Rispetto al nuovo impianto calcistico della città, Davide Santini sfodera una definizione audace. «L’AIL Arena, al momento, è the place to be». Santini è titolare della PSsport, da questa stagione agenzia ticketing ufficiale dell’FC Lugano. «Nel giro di pochi mesi è stato compiuto un passo avanti notevole. Basta osservare la trasversalità del pubblico presente allo stadio. Non solo tifosi del Sottoceneri, ma sempre più anche persone in arrivo dal Sopraceneri, diverse delle quali sfruttando il trasporto pubblico gratuito incluso nell’abbonamento o nel singolo biglietto. Come agenzia, però, iniziamo altresì a registrare un interessante riscontro da parte della clientela confederata – e infatti giovedì sera ho supportato alcune persone spostatesi da oltre San Gottardo –, come pure da quella straniera. A quest’ultima, in passato, tendevamo a offrire pacchetti declinati unicamente sulla Serie A: per esempio il sabato sera la partita dell’Inter e la domenica pomeriggio quella della Juventus a Torino. Adesso, spingendo anche sulla bellezza della città di Lugano, proponiamo magari la combo San Siro+AIL Arena. Anche in Ticino, d’altronde, è finalmente possibile promuovere la cosiddetta experience allo stadio. Che è un valore aggiunto. E il pienone perenne dei settori hospitality è lì a dimostrarlo».
In qualità di addetto ai lavori e fine osservatore delle dinamiche che influenzano la vita negli stadi di calcio, Santini allarga poi le sue riflessioni. «Ad aiutare il Lugano, sin qui, sono stati pure gli orari: si è giocato diverse volte la domenica pomeriggio, mentre per motivi di ordine pubblico le sfide casalinghe contro YB e Lucerna sono state anticipate alle 19 e alle 18 il sabato sera. Ebbene, queste collocazioni sono state sfruttate, e parecchio, dalle famiglie. Cosa che non sarebbe per forza avvenuta con il fischio d’inizio previsto alle 20.30».
La fidanzata di Zanotti
Non è tutto. Perché AIL Arena, oramai, fa pure rima con influencer. Proprio così. «Esserci», suggerivamo, è di moda. E ce ne siamo accorti a ridosso del fischio d’inizio di Lugano-Stella Rossa, osservando una coppia di ragazze che ha dato vita a uno shooting fotografico di una ventina di minuti nella prima fila della tribuna principale. Ne sa qualcosa Elisa Dallamano, fidanzata del difensore bianconero Mattia Zanotti e content creator. I suoi contributi su Instagram sono sempre più virali e pongono sia il calciatore, sia l’AIL Arena sotto una luce differente.
«Sì, i club e gli sponsor invitano gli influencer allo stadio» ha tenuto a spiegare in un recente video pubblicato sul proprio profilo social. «Il mondo del calcio è un business e questo genere di inviti è da ricondurre a un interesse economico delle società e dei loro partner. Puntare su influencer che sono soliti parlare di calcio ha poco senso, perché i rispettivi follower si recano già allo stadio. Un influencer che con il pallone non c’entra niente, per contro, è in grado di generare visibilità a favore di un target diverso dal fan tipico. Un fan a cui si cerca di vendere quelle esperienze che vanno oltre la partita». I tifosi più accaniti ed entusiasti, loro, non hanno invece paura di sognare: dai Crus, regalaci il triplete.


