Cerca e trova immobili
L'editoriale

AIL Arena e risultati: Lugano è (anche) calcio

La squadra di Mattia Croci-Torti, grazie a un'estate-capolavoro, non ha tardato a colmare di passione il nuovo impianto cittadino - I trofei non si conquistano a settembre, e il difficile arriva adesso, ma di certo si possono compromettere
Massimo Solari
05.09.2026 06:00

Bastava farsi un giretto sui social, ieri mattina, per imbattersi in un tripudio di emozioni bianconere. Club, giocatori e tanti, tantissimi tifosi presenti all’AIL Arena hanno voluto condividere l’entusiasmo generato dalla rete firmata allo scadere da Albian Ajeti, ultimo arrivato in casa Lugano e subito decisivo contro il Servette. Una piccola, grande «bolgia», fattore e termine tanto cari all’allenatore Mattia Croci-Torti. Proprio il Crus, festeggiando come un matto sotto la curva, ha contribuito ad arringare il pubblico, prima di un doveroso omaggio nella pancia dello stadio in sede di analisi. Oltre 5.700 spettatori per un turno infrasettimanale, e con gli avversari sostenuti da poche decine di persone, sono d’altronde un numero importante. Molto importante. Segno che il nuovo gioiello cittadino intriga parecchio. Ma, soprattutto, segno che la formazione bianconera sta facendo le cose per bene - eccome - sul terreno di gioco.

Paragonare la situazione attuale con quella disastrosa di un anno fa ha un non so che di impressionante. Anche perché regia e interpreti sono grossomodo gli stessi. Certo, e lo abbiamo sottolineato, la variabile AIL Arena sembra incidere. Ed è bello che sia così. Altri elementi, tuttavia, stanno facendo davvero la differenza. Da molti ritenuta un’arma a doppio taglio, in quanto catalizzatrice di energie, l’Europa ha compattato la rosa, e in particolare i suoi primattori. In attesa della chiamata o delle offerte giuste, a conti fatti mai arrivate, i pezzi da novanta del Lugano hanno ritenuto saggio e vantaggioso spendersi, e spendersi bene, per continuare a calcare il palcoscenico internazionale, fonte di visibilità immediata e forse ventura. La missione è riuscita, con dirigenza e staff tecnico abili però a mantenere il gruppo sul pezzo anche in Super League.

Ne sta venendo fuori un’estate-capolavoro, praticamente costellata da soli successi. Il valore della cavalcata bianconera, comunque, non va misurato unicamente sul piano dei risultati. O meglio, merita di essere posto in controluce rispetto a un mercato che si preannunciava oltremodo ingombrante. Non è stato così, poiché i vari Zanotti, Bislimi, Papadopoulos e Delcroix sono sempre al loro posto. Ma se lo status quo ha favorito consapevolezze e continuità - il Lugano non perde da quattordici partite! -, le mancate cessioni hanno pure ridotto clamorosamente i margini per agire in entrata. Tradotto: al netto di una proprietà solidissima e facoltosa, i paletti posti dal fair-play finanziario e quelli fissati con fermezza dallo stesso Joe Mansueto hanno quasi legato le mani alla dirigenza, una volta di più costretta a rincorrere le emergenze (l’infortunio di Behrens) e a domare i desideri più o meno sottintesi del Crus (un centrocampista capace di far rifiatare Grgic e Bislimi, considerata l’inaffidabilità di Kendouci). La mossa Ajeti, prelevato a tempo determinato dal Basilea, è tuttavia confortante, poiché tradisce principi che parevano assoluti, come quello di evitare a tutti i costi i prestiti, ragionando esclusivamente sulle plusvalenze, e sposa ragioni meno nobili e più utilitaristiche: vincere a breve termine.

Detto ciò, sarebbe improprio inserire il rendimento eccezionale dei bianconeri in un quadro di ristrettezze. Non esageriamo. Questo esercizio, semmai, andrà sviluppato nei prossimi mesi, lastricati di impegni e di aspettative. Aspettative che l’avvio di stagione ha moltiplicato, con tutti i meriti e rischi del caso. Una cosa è certa: il Lugano ha imparato l’ennesima lezione e si è guardato bene dall’ipotecare un’annata - con i suoi tre obiettivi - già alle porte di settembre, quando i trofei non si conquistano ma, appunto, si possono compromettere. La squadra, insomma, sta rispondendo alla grande. L’AIL Arena, con tanta passione, pure. Poi, tra dieci giorni, Lugano sarà (anche) hockey.

In questo articolo:
Correlati
Ajeti fa subito impazzire il Lugano
I bianconeri superano 1-0 il Servette, grazie a una rete all'ultimo respiro dell'ex attaccante del Basilea - I bianconeri, al quinto successo consecutivo, riconquistano così la vetta della Super League