Calcio

Il Lugano ai piedi di Bislimi (e del suo contratto)

Il centrocampista, autore di una prova sublime a Basilea, sta emergendo su tutti in questo avvio di stagione da applausi - «La Nazionale? Sì, ci penso ancora» - La società non ha ricevuto offerte congrue per cedere il 26.enne, in scadenza: il rischio è di perderlo senza incassare un franco
Uran Bislimi, 26 anni, ha un contratto che scade a giugno 2027. ©KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS
Massimo Solari
07.09.2026 18:00

Tra poco più di una settimana, Murat Yakin annuncerà da quale Svizzera intende ripartire dopo l’inebriante Mondiale 2026. È lecito attendersi qualche nome nuovo - su tutti, e indipendentemente dalle rispettive scelte finali, Winsley Boteli e Alessandro Romano -, così come il ritorno di alcuni profili interessanti esclusi dal torneo americano. Al netto della voglia di confermarsi, la Nations League dovrà infatti fungere da mini-laboratorio per un gruppo alle prese con un inevitabile rinnovamento. Ebbene, tra gli elementi che mancano da un po’ dal giro e che stanno lanciando segnali inequivocabili al commissario tecnico figura pure un bianconero. Chi? Uran Bislimi, naturalmente. Instancabile e insostituibile, il centrocampista del Lugano sta trascinando la squadra da inizio stagione. E la prestazione totale appena fornita al St. Jakob, con tanto di gol pesantissimo, ne è l’emblema.

«La Nazionale è un tema che continua a frullarmi per la testa» riconosce al proposito il 26.enne, due gettoni in rossocrociato e tante presenze sulla lista di picchetto. «Ogni calciatore sogna la maglia del proprio Paese. Me compreso. E non mi resta che dare il massimo per poter influenzare ciò che accade in campo. Il resto, a partire dalle decisioni del selezionatore, che siano contro o a mio favore, lo accetterò».

«Meriterebbe la Svizzera»

Sascha Fischer, fidato agente di Bislimi, non la pensa differentemente. Ma ha le idee chiare. «Non mi aspetto la convocazione di Yakin, ma non ho dubbi sul fatto che Uran la meriterebbe» afferma interpellato dal CdT. «La sua forma, da due mesi a questa parte, è eccezionale, costante, prolifica e determinante nei momenti importanti. E sono proprio questi numeri e queste prestazioni a parlare a favore del giocatore».

Lo status del calciatore, pezzo da novanta del club bianconero, non è invece stato suggellato dal mercato. Già, perché anche a questo giro, e nonostante alcune indiscrezioni sul suo conto, Bislimi non ha fatto le valigie. Ma come è possibile? La prima versione è del diretto interessato: «Credo che questo sia il calcio. Il calcio è imprevedibile. Naturalmente nutro delle ambizioni, ho i miei obiettivi, ma anche rimanere a Lugano mi rende felice. Faremo di tutto per raggiungere qualcosa. E il primo passo è stato compiuto con la Conference League. Ora dobbiamo continuare a cavalcare l’onda in campionato». La verità, svela Fischer, è che il nome di Bislimi è finito su più di un taccuino. «Uran ha suscitato l’interesse di alcuni club di vari campionati, e alcune di queste offerte erano vicine alla cifra richiesta dal club per il cartellino». È ipotizzabile un importo vicino ai 3 milioni di franchi. La società, e quanto avvenuto con Albian Hajdari lo dimostra, non è comunque intenzionata a scendere a compromessi e a svendere i propri primattori. «Ed è comprensibile» osserva Fischer: «I contratti stabiliscono un quadro chiaro, e all’interno di questo quadro il club ha ogni diritto di fissare i prezzi che ritiene opportuni. È semplicemente logica imprenditoriale, e dobbiamo accettare queste decisioni. Inoltre, a Lugano sanno esattamente quanto vale un giocatore come Uran Bislimi e quanto costerebbe sostituirlo adeguatamente». L’agente tiene quindi a precisare: «Alla fine è stata anche la convinzione personale di Uran a ritenere che il momento o la situazione concreta non fossero ancora quelli giusti per il suo prossimo passo. Ha idee precise su come debba procedere la carriera, e proprio questa lucidità è un tratto caratteristico della sua personalità. A conti fatti, per un trasferimento è sempre necessario che tre parti si accordino, e in questa sessione di mercato, semplicemente, non è stato così».

Per Uran sono state avanzate alcune offerte vicine alla cifra fissata dal club bianconero. Via a parametro zero? Pericolo inevitabile
Sascha Fischer, agente di Uran Bislimi

Pelzer e le difficoltà a vendere

Non lo è stato nemmeno per altri Stammspieler, come Zanotti o Papadopoulos, apertamente sul mercato. E allora, di nuovo, come è possibile? A Lugano, oltretutto, la storia sembra ripetersi di estate in estate. Risposta e ultima parola sulla questione spettano al responsabile dell’area sportiva Sebastian Pelzer: «Non è così semplice da spiegare, poiché le variabili in gioco sono molteplici. Il mercato non è stato facilissimo quest’estate, ma a consuntivo possiamo dirci immensamente soddisfatti di avere Uran con noi, così come altri giocatori. Finché saranno con noi, lavoreremo insieme nel modo migliore possibile; parliamo di calciatori legati al club da un contratto e dai quali, per questo motivo, ci aspettiamo determinate prestazioni. È un dare per avere all’insegna del rispetto reciproco».

Rinnovare è ancora possibile?

Già. Ma nel caso di Bislimi c’è un dettaglio tutto fuorché insignificante da considerare. L’accordo valido con il Lugano scade al termine della stagione 2026-27. Tradotto: il rischio di dover perdere il giocatore senza incassare un centesimo esiste. E il discorso vale, tra gli altri, pure per Papadopoulos, Grgic, Marques o ancora Cimignani. «Questo pericolo esiste sempre non appena un giocatore entra nel suo ultimo anno di contratto» rileva Fischer. «Fa parte degli affari e non rappresenta una particolarità legata a Uran». A fronte della situazione delicata, è immaginabile che le parti abbiano discusso anche di un possibile rinnovo. Senza stringersi la mano. Dopo cinque anni e oltre 200 partite insieme, d’altronde, un «no grazie» da parte di Bislimi sarebbe persino comprensibile e coerente con le citate ambizioni. «Questo è ancora tutto da vedere e abbiamo ancora abbastanza tempo per farlo» puntualizza e conclude il suo agente Sascha Fischer.

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