La condanna di Breel Embolo creerà problemi anche in Canada?

Giovedì sera, infine, Breel Embolo ha ottenuto il nullaosta dalle autorità statunitensi: potrà partire, grazie a un visto ordinario, e raggiungere i suoi compagni di squadra in ritiro a San Diego. Al Mondiale, insomma, ci sarà pure lui. Risolta la questione con gli Stati Uniti, all'orizzonte potrebbe profilarsi un possibile, nuovo inghippo diplomatico. La terza partita del girone, contro il Canada, si disputerà infatti a Vancouver. Tradotto: è necessario un visto d'ingresso, chiamato ETA, anche per il Paese della foglia d'acero. Proprio come per l'ESTA statunitense, per il quale si erano rese necessarie ulteriori verifiche e, infine, una domanda di visto ordinario, anche l'ETA canadese prevede una domanda specifica sui precedenti penali del richiedente: «Hai mai commesso, sei mai stato arrestato, incriminato o condannato per un reato in qualsiasi paese o territorio?».
Embolo, a questa domanda, dovrà rispondere affermativamente. Come detto, la condanna per minacce ripetute – i fatti risalgono al 2018 – è cresciuta in giudicato lo scorso aprile. Di qui la domanda, lecita, del Blick: potrebbero sorgere problemi con le autorità canadesi? No, secondo l'Associazione svizzera di football (ASF). «Abbiamo contattato immediatamente le autorità svizzere in Canada e chiesto se fossero necessarie ulteriori informazioni su Breel» ha spiegato al quotidiano zurighese Adrian Arnold, portavoce dell'ASF. I rapporti, ha aggiunto Arnold, sono buoni. «Presumo che non ci accadrà più» una vicenda simile.
