La Svizzera e il paziente scozzese

Addio kick and rush. O, se preferite la versione nostrana, un calcio «pane e salame». La Scozia ha deciso di cambiare stile e di non limitarsi al pragmatismo. Perlomeno, sono queste le prime indicazioni emerse dall’esordio di Sébastien Pocognoli sulla panchina della Tartan Army, martedì sera avversaria della Svizzera in Nations League. Se i rossocrociati sono già i padroni del girone, complice la convincente vittoria per 3-0 conquistata in Macedonia, gli scozzesi vogliono per l’appunto ristabilirsi e rilanciarsi dopo gli smacchi dell’era Steve Clarke. E per riuscirci, appunto, la Federazione ha preso una decisione forte, affidandosi a un allenatore straniero, solo il secondo nella storia della nazionale dopo il breve mandato di Berti Vogts (2002-2004).
17 tiri
Ritenuto una sorta di enfant prodige della categoria, Pocognoli non è riuscito ad andare oltre lo 0-0 in Slovenia nel primo turno. Tuttavia, suggerivamo, quanto mostrato dalla Scozia ha generato speranza e persino ammirazione in seno a tifosi e addetti ai lavori. Per dire: ai colleghi dello Scotsman non è parso vero di annotare un possesso palla pari al 64,7% e addirittura 17 tiri verso la porta slovena. D'accordo, perseverando con uno dei talloni d’Achille della selezione, l’inefficacia offensiva, lo sforzo di McGinn e compagni non si è tradotto in alcuna esultanza. E però, osservando in particolar modo il travolgente secondo tempo di Lubiana, non si è mancato di far notare il netto cambio di passo rispetto alla gestione precedente. Già, poiché agli ultimi Mondiali la Scozia aveva realizzato solo un misero gol, per altro in controtendenza rispetto alla trama del match contro Haiti. Inevitabile l’eliminazione precoce, così come era accaduto a Euro 2024, con la nazionale britannica che 17 conclusioni le aveva scagliate lungo l’intera fase a gironi. Il paradosso? La prova migliore era stata offerta proprio al cospetto della Svizzera di Yakin, messa sotto nel punteggio e salvata solo dalla perla di Xherdan Shaqiri.
Aggressività da domare
Ad ogni modo, e nonostante sia presto per ritenere guarito il paziente scozzese, a Glasgow si avvertono fiducia e rinnovato entusiasmo. «Ci attende un avversario ostico, ma indipendentemente dalla forza della Svizzera, e dal momento che giochiamo in casa, non intendiamo cambiare atteggiamento, cercando di avere il più possibile il controllo delle operazioni» ha dichiarato alla vigilia Pocognoli, 39 anni e già un titolo in Belgio con l’Union Saint-Gilloise, prima di prendere le redini del Monaco. Come avvenuto in patria e in Ligue 1, per altro con un bilancio di 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta contro il PSG, tra campionato e playoff di Champions League, Pocognoli continua anche ad aggrapparsi a intensità e pressing alto. Ed è dunque verosimile che l’incrocio imminente possa essere deciso in queste circostanze di gioco. Insomma, se la Svizzera sarà in grado di gestire e venire a capo dell’aggressività scozzese, anche il secondo match della Lega B potrebbe conoscere un esito positivo.
Una spia accesa
Alle prese, come l’omologo, con un parziale rinnovamento della rosa, ma pure con le scottanti defezioni di capitan Granit Xhaka e Breel Embolo, il ct rossocrociato si è comunque potuto presentare ad Hampden Park senza dubbi e tentennamenti. Anzi, le risposte importanti ottenute sabato, su tutti da Zeki Amdouni e Zachary Athekame, potrebbero spingere «Muri» a confermare buona parte dell’undici schierato al debutto nella competizione continentale. Rinunciare a qualsivoglia sorpresa, però, non è nello stile di Yakin. E a proposito di imprevisti: la delegazione elvetica ha dovuto fare i conti con un altro contrattempo, questa volta senza addentellati giudiziari, a causa del volo charter LX8806 chiamato a trasferire staff e giocatori da Skopje alla capitale scozzese. «È stato necessario uno scalo a Zurigo per fare rifornimento: la causa del ritardo è un errore nel calcolo del peso da parte della compagnia aerea» ha fatto sapere l’ASF. Quasi una spia accesa, a rendere tutti attenti sulla portata della partita e sul rinnovato potenziale della Scozia di Sébastien Pocognoli.



