L'espulsione di Embolo era giusta o era uno scandalo?

Giusto o sbagliato? Decisione corretta o scandalo? Murat Yakin, nel commentare la partita e, appunto, il cartellino rosso sventolato a Breel Embolo, non ha usato giri di parole: «Espulsione incomprensibile». Anche perché decisa, in sostanza, dal VAR. Ma come stanno, davvero, le cose?
Innanzitutto, la rabbia di Yakin e, allargando il campo, dei tifosi rossocrociati è legata, anche, al momento in cui è caduta la decisione: poco dopo il gol dell’1-1 di Ndoye, con la Svizzera che stava mettendo in seria difficoltà l’Argentina e il cosiddetto momentum che ci sorrideva. Tutto è cambiato al 69’, quando Paredes (almeno così sembrava) è intervenuto con una foga eccessiva su Embolo nei pressi del fallo laterale: fallo e cartellino giallo al centrocampista dell’Albiceleste. Il VAR, negli istanti successivi, si è però fatto sentire. Facendo piombare il gelo sulla panchina elvetica e nelle nostre piazze: a cercare il contatto, simulando, è in realtà Embolo.
Detto che, secondo la logica naturale del calcio e ragionando da tifoso, a tutti è scappato un «vaffa», giova ricordare che il regolamento è stato adattato in vista di questi Mondiali. Il giallo a Paredes era del tutto ingiustificato e, per questo, è stata richiamata l’attenzione dell’arbitro in campo. Quel mistaken identity comparso a video, in sostanza, stava a indicare che il giallo andava dato a Embolo. Il quale, già carico di un’ammonizione, è stato quindi espulso.
L’ex arbitro Lutz Wagner, intervenendo sull’emittente tedesca ARD, ha spiegato: «Il giocatore sbagliato non deve ricevere il cartellino giallo. Di conseguenza, corretto sanzionare opportunamente la simulazione e allontanare Embolo dal campo». Dello stesso avviso, come scrive il Blick, l’esperto elvetico Sascha Amhof su SRF.
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