Calcio

Ma quante porte girevoli in Super League

L’ultimo turno del massimo campionato svizzero ha raccontato diverse storie speciali per quanto concerne gli estremi difensori: da Spycher a Thun alla promessa Huber a Zurigo - All’orizzonte si stagliano altri scossoni, Lugano compreso
©KEYSTONE/GAETAN BALLY
Massimo Solari
03.02.2026 06:00

Ci spiace solo per Stefanos Kapino. In un weekend che ha raccontato diverse storie speciali per quanto concerne i portieri della Super League, il numero 1 del Winterthur ha incassato almeno una rete per la ventunesima partita consecutiva. Vabbè, poco male: gli zurighesi hanno finalmente ritrovato il successo, battendo 2-1 il Losanna e tenendo viva la speranza di una nuova, incredibile salvezza. Nella parte nobile della classifica, invece, le sliding doors hanno interessato l’appassionante sfida tra Basilea e Thun, ennesimo tassello di un puzzle che - per i neopromossi bernesi - sta vieppiù assumendo i contorni della consacrazione. Oltre alla titolarizzazione, sul fronte renano, dell’eterno secondo Mirko Salvi - sembra in circolazione da una vita, ma ha solo 31 anni -, il match del St. Jakob-Park ha acceso i riflettori sul giovane Tim Spycher.

Lacrime e destino

Approdato alle giovanili del Basilea all’età di 11 anni, Spycher è stato a lungo ritenuto uno degli estremi difensori di maggior talento del Paese. Dopo essere stato girato in prestito al Baden prima e allo Stade Nyonnais poi, nel gennaio dello scorso anno il giocatore è rientrato all’ovile, ritrovandosi però in una sorta di limbo, superato nelle gerarchie da altri colleghi. Per dire: negli ultimi dodici mesi, Spycher ha difeso la porta della U21 renana in appena tre occasioni. Ecco perché la chiamata del Thun, giunta a fine dicembre, è parsa un’ancora di salvataggio. A divertirsi con il destino del 21.enne, suggerivamo, è quindi stata la partita andata in scena domenica pomeriggio. L’infortunio occorso al 65’ a Niklas Steffen, titolare della formazione di Mauro Lustrinelli e anch’esso prodotto del vivaio basilese, ha favorito l’esordio di Spycher nel massimo campionato elvetico. E che esordio, considerato l’ennesimo colpaccio riuscito alThun contro la sua ex squadra. Non solo. In un finale di gara incandescente, Spycher ci ha messo del suo, prima di cedere all’emozione e alle lacrime in zona interviste.

Ammainata la bandiera Brecher

Sempre domenica pomeriggio, ma a Berna, anche Silas Huber ha conosciuto il battesimo in Super League. 20 anni e prima scelta della Under 21 rossocrociata, l’argoviese ha ottenuto la fiducia dell’allenatore Denis Hediger e più in generale del club, che negli scorsi giorni ha promosso una piccola, grande rivoluzione fra i pali. Oltre a ingaggiare il francese Michaël Bauch in qualità di preparatore - mettendo di riflesso fine alla collaborazione con Dean Santangelo -, la società di Ancillo Canepa e del nuovo direttore tecnico Alessandro Mangiarratti ha declassato il capitano e bandiera Yannick Brecher. Vero, lo Zurigo è uscito con le ossa rotte dal Wankdorf, battuto per 3-0. Al netto del passivo importante, Huber ha però fornito una prestazione convincente. «Una prestazione che lo pone in una posizione di forza» ha confermato al termine dell’incontro Hediger. Per poi precisare: «L’idea, ora, è di favorire la competizione interna per il ruolo di portiere».

Saipi e von Ballmoos

Seppur con profili, modi e tempi diversi, l’avvicendamento in casa Zurigo ricorda quanto avvenuto a Cornaredo a fine estate. L’allenatore dei portieri che cambia all’improvviso, un nuovo numero uno e la mossa che - nelle intenzioni - dovrebbe scuotere pure l’estremo difensore soppiantato. Amir Saipi, al proposito, ha reagito positivamente all’avvento di David von Ballmoos. E, complice l’infortunio capitato all’ex YB a fine ottobre, è pure tornato al suo posto. Ma l’equilibrio ristabilito resisterà? E se sì, per quanto tempo? Sollecitato per l’ennesima volta sul tema, alla vigilia del match esterno contro il Grasshopper, l’allenatore del Lugano Mattia Croci-Torti ha per certi versi suggerito la risposta: «Sarò io il primo a informarvi, quando opereremo il cambiamento». Insomma, come a dire che quel momento - presto o tardi - arriverà nel corso del girone di ritorno. La gestione di Saipi e von Ballmoos, ad ogni modo, non investe solo il Crus, ma pure il responsabile dell’area sportiva Sebastian Pelzer. Il kosovaro, che nelle scorse ore il Blick ha dato addirittura per partente, ha un contratto che scade nel giugno 2027. I margini per monetizzarne l’addio, dunque, sono ridotti. Rispetto al prestito di von Ballmoos, valido sino al termine di questo campionato, il club bianconero vanta invece un’opzione di riscatto. Ed è immaginabile che le trattative tra le parti, per rendere definitiva la permanenza del portiere, siano già in corso.

E a proposito di potenziali trasferimenti. In vista della prossima stagione, oltre al Lugano, pure Losanna e Basilea sono chiamate a compiere scelte importanti. Se alla Tuilière giunge a scadenza l’accordo con il forte Karlo Letica, in casa renana va trovato il sostituto di Marwin Hitz. Ed è a un ritorno tanto rumoroso, quanto scontato, che il club di David Degen starebbe lavorando: quello di Yann Sommer, attualmente titolare all’Inter.

La cattiva e la buona notizia

Tornando al Lugano, ieri sono stati forniti attesi aggiornamenti circa l’infermeria. Come si temeva, durante l’ultima partita al Letzigrund il difensore Hannes Delcroix ha accusato una lesione dell’adduttore destro. La società, tuttavia, non ha precisato entità dell’infortunio e tempi di recupero, che potrebbero andare dalle 2 alle 6 settimane. Ieri è per contro tornato ad allenarsi a pieno regime il compagno di reparto arretrato Lukas Mai. A Winterthur, sabato, mancherà infine Belhadj, squalificato per due giornate a seguito del rosso diretto rimediato nel finale di gara contro il GC.

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