Calcio

Moncada, solo un jolly come Amoura? «No, è molto più avanti»

L'utilizzo oculato del talento honduregno del Lugano ricorda la gestione del folletto algerino: l'allenatore Mattia Croci-Torti, però, la vede diversamente - Intanto, l’estate scorsa, dopo cinque partite la squadra del Crus vacillava sull’orlo del burrone - Oggi, al contrario, i bianconeri non hanno ancora perso un match: ma lo Zurigo, atteso all’AIL Arena, sarà un avversario più tosto
Dereck Moncada, 18 anni. ©CdT/Gabriele Putzu
Massimo Solari
07.08.2026 21:00

C’è Daniel Dos Santos, che vaga sulla tre-quarti alla ricerca di un guizzo o di un pertugio introvabili. C’è Dereck Moncada, a cui bastano un paio di minuti per crearsi, d’imperio, due occasioni da rete. Ci sono Damian Kelvin e Hannes Delcroix, i quali - seppur al cospetto di un avversario mediocre - non hanno particolari problemi a sostituire Lukas Mai, Antonios Papadopoulos e Joel Bichsel. E infine c’è Anto Grgic, sfibrato e però insostituibile per qualità e spessore. Il Lugano d’inizio agosto può essere riassunto anche così, in termini di fiducia e gamba che in alcuni casi ci sono e in altri no, come pure sul piano dell’abbondanza che interessa il reparto difensivo a fronte dell’aridità in mediana. Bene ma non benissimo, insomma, seppur a pesare più di ogni altro aspetto sia il filotto di cinque vittorie consecutive - tra preliminari europei e Super League - che si sta traducendo in una situazione agli antipodi rispetto all’estate del 2025.

Un po’ più di un jolly

Al netto dei risultati che sorridono alla squadra di Mattia Croci-Torti, è lecito interrogarsi sul rendimento di alcuni singoli e, di riflesso, scrutare un mercato assopitosi, quantomeno all’apparenza. Nel match d’andata del Q3 di Conference League, contro il Runavík, il Crus ha deciso di cavalcare la sfacciataggine e il talento di Elias Pihlström, venendo premiato, rinunciando invece alla dirompenza di Moncada, sulla cui importanza si è avuta un’altra risposta convincente a scoppio ritardato.

L’honduregno, sin qui, ha disputato una sola partita su cinque dal 1’, firmando una rete (col Grasshopper domenica scorsa). Il tutto per un totale di 175 minuti in campo. Ebbene, il pensiero, inevitabilmente, corre a ritroso, alla prima annata dell’era Croci-Torti e all’utilizzo oculato di Amoura, 159 minuti e un gol nelle cinque uscite iniziali con il club bianconero. La storia, rimpianti e mugugni annessi, rischia di ripetersi? «Non intravedo questo rischio, perché Moncada è molto più avanti rispetto al primo Amoura, a livello tecnico, tattico e di disciplina» replica l’allenatore del Lugano. Per poi aggiungere: «Dereck, semplicemente, ha 18 anni e non va bruciato. Parliamo di un giocatore che sta dimostrando di avere un dinamismo e una forza preziosi per vincere determinate partite. Il valore delle individualità in grado di spaccare i match in corso d’opera, in ogni caso, non va ridimensionato, anzi, deve essere sfruttato. Moncada, detto altrimenti, è già molto presente nella mia testa. Ora c’è lo Zurigo e, come accaduto contro il GC, una maglia da titolare è tutto fuorché da escludere». Tradotto: con ogni probabilità accadrà.

Rinforzi in naftalina

Per come si è espresso finora, match con il Runavík su tutti, sacrificare Dos Santos non costituirebbe una bestemmia. «Non dimentichiamo però che Daniel è reduce da un infortunio serio, che di fatto gli ha impedito di svolgere correttamente l’intera preparazione» tiene a precisare Croci-Torti. «Dos Santos ha sempre fatto la differenza grazie all’esplosività, caratteristica che in questa fase sta venendo meno. Per ritrovarla, tuttavia, occorre allenarsi e giocare. E da questo punto di vista siamo sereni e non rinunciamo a essere pazienti, per quanto è doveroso aspettarsi qualcosa in più da un elemento che ha mostrato grandi cose lungo la scorsa stagione».

Chi, da oltre un anno a questa parte, ha preso per mano la squadra è per contro Anto Grgic, a cui - giovedì sera - il Crus ha concesso un’ora di riposo. Troppe, considerato l’apporto del sostituto e la mancanza di qualità complessiva osservati alla AIL Arena. Tradotto: se in difesa c’è l’imbarazzo della scelta, e l’eventuale partenza di Papadopoulos potrebbe persino non essere compensata, a centrocampo è indispensabile intervenire per dare ossigeno al citato Grgic e a Bislimi. «Vi sono diversi giocatori a cui siamo interessati e che al momento restano alla finestra» premette il tecnico bianconero. «È la legge di un mercato che si protrae sino a inizio settembre. E quindi per altre tre settimane e oltre. Lo scambio di informazioni e pareri con il direttore sportivo Sebastian Pelzer è quotidiano e la volontà di rinforzare la rosa è presente. Sì, faremo di tutto per garantire una risorsa in più nel cuore del campo, in attacco e pure sugli esterni». L’innesto dell’uzbeko Bekhruz Karimov, per l’out di destra, rimane probabile. «Ma dopo aver puntato su profili giovani, come Moncada, Bichsel e Beckham, ora è necessario agire con intelligenza e, quindi, senza fretta. Non possiamo permetterci una o più scommesse. Servono giocatori pronti ad aiutare immediatamente il Lugano a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato». Nell’attesa, il contatore delle vittorie consecutive ha toccato quota cinque. «E sarebbe davvero importante allungare questa striscia, regalandoci altri tre successi in una settimana contro Zurigo, Runavík e Vedeggio. Riuscirci, per certi versi, potrebbe portarci ad affrontare la coda del mercato estivo con le idee ancora più chiare».

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