Calcio

Mondiali 2026, l'ASF conferma: «Restituita alla FIFA parte del contingente biglietti»

Tra i tifosi rossocrociati, ticinesi compresi, regna un certo scetticismo in vista del torneo americano - Il fedelissimo Nicolò Parente: «Ho deciso di rinunciare, percepisco un'atmosfera tutto fuorché serena«
Mancano quattro mesi all’inizio del Mondiale 2026. © reuters/gent shkullaku
Massimo Solari
13.02.2026 06:00

Molti ticinesi, dunque, diserteranno i Mondiali 2026. No, la possibilità di seguire la nazionale svizzera oltreoceano, e in particolare negli Stati Uniti, non ha scaldato il cuore dei tifosi di casa nostra. Anzi. Di qui la decisione drastica di Davide Santini, titolare dell’agenzia PSsport, specializzata in viaggi a tema sportivo: «Per la prima volta, infatti, non organizzeremo un cosiddetto viaggio di gruppo in occasione di un grande appuntamento. Abbiamo, a malincuore, ritirato i pacchetti in offerta». L'attuale clima politico negli USA e i ripetuti attacchi alla Svizzera, spiega Santini, hanno scoraggiato tanti appassionati.  

Membro del Suisse Fans Club di Lumino, uno dei più nutriti e fedeli in Svizzera, Nicolò Parente rientra in questa categoria. «In pochi, a questo giro, seguiranno i rossocrociati. Io stesso, solito a organizzarmi autonomamente, ho deciso di rinunciare. Dovrò persino appoggiarmi alla piattaforma di rivendita della FIFA; i biglietti, in effetti, me li ero già assicurati tramite il servizio di prelazione dell’ASF dedicato ai sostenitori più vicini alla Nazionale. Non solo: come me, e credo sia indicativo, faranno un passo indietro anche i miei immancabili compagni di viaggio». Parente parla di una decisione presa a malincuore, ma anche figlia del buon senso: «Ricondurla al solo clima politico negli Stati Uniti sarebbe forse sbagliato. Un’influenza, anche solo inconsciamente, il fattore in questione l’ha però esercitata. Basti pensare che negli USA non avremmo nemmeno messo piede, avendo optato per il match di Vancouver contro il Canada. In generale, e penso che il discorso valga per molti tifosi elvetici, non percepisco un Mondiale sereno. E lo sostengo con la piena consapevolezza delle controversie che avevano segnato le edizioni passate. Eppure, persino attorno al Qatar, dove mi recai nel 2022, l’atmosfera risultava decisamente meno scettica».

In duemila per l’esordio

Da noi contattata, l’ASF non nega il citato scetticismo. «Effettivamente non registriamo cifre paragonabili agli ultimi grandi tornei» indica il responsabile comunicazione Adrian Arnold. «Per dire: in Germania, a Euro 2024, la Svizzera ha potuto contare sul seguito di quasi 20mila tifosi. Il contingente che la FIFA ci aveva assegnato per il Mondiale 2026, invece, non è stato sfruttato completamente. Anzi. Abbiamo proceduto a restituire un discreto numero di biglietti». Nel dettaglio, per le tre sfide della fase a gironi l’ASF avrebbe potuto garantire dai 4.500 (al BC Place di Vancouver) ai 5.500 tagliandi negli impianti di San Francisco e Los Angeles. «Per il match d’esordio con il Qatar - rileva al proposito Arnold - la richiesta si aggira attorno alle 1.600-2.000 unità. Sommando le tre sfide, siamo invece a quota 5-6.000 biglietti». Non molti, in effetti. «Ma in California è presente una folta comunità svizzera e siamo a conoscenza di biglietti richiesti direttamente in loco» precisa ancora Arnold. «Speriamo inoltre in un rinnovato interesse qualora la selezione di Murat Yakin dovesse qualificarsi alla fase a eliminazione diretta«.

Nel dubbio, Vancouver

Responsabili della Travelclub, storica agenzia a fianco della Nazionale e dei suoi tifosi, Antonio Gambardella e Victor Tinari sottolineano alcune tendenze: «Il turismo negli USA è al ribasso indipendentemente dal Mondiale. Trump non aiuta, ma non avvertiamo una diffidenza verso il torneo a causa del grado di sicurezza interna. In ogni caso, di recente abbiamo riscontrato una certa disaffezione per i primi due incontri della Svizzera in California. L’opzione Vancouver, per contro, attrae maggiormente». I nostri due interlocutori pongono l’accento anche su un’altra variabile. «Il nuovo formato a 48 squadre dilata i tempi fra una partita e l’altra. Se in Qatar bastavano otto giorni per coprire la fase a gironi, in America ne serviranno 11. Il che, ovviamente, incide sulle valutazioni dei tifosi». Le stime della Travelclub, non a caso, sono state aggiustate rispetto agli ultimi grandi appuntamenti. «E per quanto ci riguarda, oggi, possiamo ritenerci soddisfatti» osservano i titolari: «Ci troviamo in linea con le previsioni e con dei pacchetti prenotati nella misura del 60% circa sul totale pianificato».

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