Mondiali negli USA e tifosi ticinesi, storia di un amore mai nato

San Francisco, Los Angeles, Vancouver: cara Svizzera, quanto mi costi? Titolavamo così, lo scorso dicembre, sulla scia del sorteggio della Coppa del Mondo 2026, a Washington, pensando al viaggio che i tifosi rossocrociati, ticinesi in testa, si sarebbero sobbarcati in estate. Davide Santini, titolare dell’agenzia PSsport, specializzata in viaggi a tema sportivo, allora ci aveva detto: «L'idea è anticipare la partenza così da poter scendere a Los Angeles da San Francisco con calma. Sarebbe un peccato, infatti, non godersi la California». L’obiettivo? Portare in Nordamerica una cinquantina di persone.
Una situazione anomala
A distanza di mesi, l’orizzonte è cambiato. Radicalmente e, viene da dire, in peggio. Ed è proprio Santini a dircelo: «È una situazione abbastanza anomala, per noi» afferma. «Per la prima volta, infatti, PSsport non organizzerà un cosiddetto viaggio di gruppo in occasione di un grande appuntamento. Abbiamo, a malincuore, ritirato i pacchetti in offerta». Un’anomalia, già, considerando che «portiamo tifosi alle partite della Nazionale dal 2012».
La prima, primissima domanda che rivolgiamo a Santini è tanto semplice quanto rivelatrice: perché rinunciare? «I ticinesi, ma direi gli svizzeri e gli europei in generale, visto che da quanto mi risulta non siamo i soli ad aver avuto difficoltà, non vogliono andare negli Stati Uniti». Detto in altri termini, da un lato «la situazione che stiamo vivendo, geopoliticamente parlando, pesa» mentre dall’altro «l’entusiasmo per questo Mondiale è falso». E dire che, venendo ai biglietti, in soli 33 giorni sono arrivate 500 milioni di richieste.
Meno turisti negli USA?
Santini, durante l’intervista, snocciola concetti e dati. «Le agenzie di viaggio, non solo quelle sportive, parlano di un calo di interesse per gli Stati Uniti. Di recente, sono usciti articoli con previsioni che parlano, rimanendo ai turisti svizzeri, di un -25-30% di presenze, oltreoceano, rispetto al 2025.
Siamo, aggiunge il titolare della PSsport, al paradosso: «Stiamo parlando di un anno, di per sé, incredibile, con i Mondiali che dovrebbero fungere da traino e, invece, il turismo verso gli USA che scende. Ed è un paradosso perché i voli sono relativamente a buon mercato e il dollaro non è basso, è bassissimo. D’accordo gli alberghi, che sono cari, ma in questo momento a prevalere è un sentimento anti-Stati Uniti. Lo dico pensando al fatto che le partite che si giocheranno su suolo canadese o messicano, al contrario, vendono molto di più».
«Ci hanno presi in giro»
Con Santini torniamo proprio sulle cifre fornite dalla FIFA. Gli chiediamo, di nuovo: possibile che il governo del calcio mondiale parli già del Mondiale più seguito di sempre e dal Ticino nessuno voglia partire per andare a vedere la Svizzera dal vivo? «Dipende che cosa intendiamo per record di richieste, dipende per che partite sono stati richiesti i biglietti e, ancora, se poi le persone acquistano effettivamente i tagliandi o li rimettono in circolo».
I fattori, dice Santini, sono tanti. «Sicuramente – ribadisce l’esperto – il clima politico attuale pesa. Tanto, tantissimo. Come pesano gli attacchi di Donald Trump alla Svizzera. C’è chi, fra i miei clienti, magari ha pensato: perché dovrei spendere soldi in un Paese la cui amministrazione ci ha continuamente presi in giro? Il Canada, in questo senso, ha suscitato molto più interesse. C’è chi si è comunque rivolto a noi per vedere la partita in programma a Vancouver».
Diverso da Russia e Qatar
Di sicuro, a Santini non era mai capitata una situazione così delicata. «Abbiamo vissuto sia il Mondiale in Russia, sia quello in Qatar. In entrambi i casi, al di là del contesto politico, i tifosi al seguito della Svizzera erano tanti. Il pacchetto che offrivamo, poi, non costava uno sproposito. In linea con i prezzi offerti per il Qatar. C’è, indubbiamente, la questione delle scuole ancora aperte quando inizia il Mondiale, ma a prevalere è proprio la non voglia di Stati Uniti. Dieci, quindici anni fa, se avessimo proposto l’American Dream fra San Francisco e Los Angeles il pacchetto sarebbe andato a ruba».
Santini, a livello numerico, aveva parlato di 12 pacchetti quale numero minimo per effettuare la trasferta oltreoceano. «Ci siamo ritrovati con appena quattro iscritti, che abbiamo rigirato ad altre agenzie». Ovviamente, chiosa il titolare della PSsport, «noi subiremo una perdita economica. Fa parte del gioco, per carità. È che in questo momento, come detto, non c’è domanda. E questa cosa deve far riflettere».
