Amarcord

Quando Alex Frei avrebbe raggiunto di corsa il Lugano

Questa sera l'ex bomber della Nazionale sarà di scena all'AIL Arena alla guida della Svizzera U21 - Nel corso della stagione 2000-01, l'attaccante fu a un passo dal vestire la maglia bianconera - «E oggi posso raccontarvi perché, alla fine, non firmai»
Alexander Frei ai tempi del Lucerna, nel 1999. ©KEYSTONE/SIGI TISCHLER
Massimo Solari
25.09.2026 06:00

È il 10 dicembre del 2000 e in scena va l’ultimo turno valido per il girone d’andata di Lega nazionale A. Lucerna-Lugano finisce 1-1, quanto basta per regalare ai bianconeri l’etichetta di campioni d’inverno e una primavera all’inseguimento di un titolo che manca da oltre cinquant’anni. Subentrato all’82’ e in rotta di collisione con il tecnico Andy Egli, il giovane attaccante dei lucernesi Alexander Frei - 21 anni - esce allo scoperto. «Il mio futuro? Se le due parti si accordano, vengo in Ticino di corsa!».

Già. Il bomber Christian «Jimmy» Gimenez fa gola ad alcuni club di Bundesliga. E, in ogni caso, a Cornaredo si vuole tentare il tutto per tutto per provare a mettere le mani sul massimo campionato svizzero. Prende così vita la trattativa per portare Frei - già nel giro della Nazionale - a Lugano. Oddio, più che una trattativa si tratta di una telenovela, che si protrae per oltre un mese. Quasi tutto, va da sé, ruota attorno ai soldi. La prima richiesta del Lucerna destabilizza la società presieduta da Helios Jermini: 1,5 milioni di franchi. Sotto l’albero di Natale, al fine di sbloccare l’impasse, si cerca quindi di includere nella negoziazione il centrocampista Michael Hoy, avverso a mister Roberto Morinini. Intanto i giorni passano, gli allenamenti riprendono e il prezzo di Frei scende a 1 milione. Ancora troppi per il Lugano, anche se giocatore e club continuano a flirtare. Addirittura, citiamo le parole dell’allora ds Ivan Degli Esposti, vi sarebbe un’intesa di massima. Il problema è che a farsi avanti con il Lucerna sono pure Grasshopper e San Gallo, concorrenti dirette dei bianconeri. A Cornaredo si valuta così un’ultima mossa. Acquistare Alexandre Rey dal Servette e girarlo ai lucernesi in cambio di Frei. Ebbene, le cose vanno proprio così, solo che a restare con un pugno di mosche in mano è il Lugano. Il 23 gennaio 2001, infatti, Lucerna e Servette annunciano lo scambio dei propri attaccanti.

Diciamo che mi furono proposti due contratti: uno da sottoporre anche al fisco e uno... slegato dalle imposte
Alex Frei, 84 presenze e 42 gol con la Nazionale

Oltre 25 anni più tardi, con la città e il Ceresio che si stagliano all’orizzonte, Frei acconsente ad aprire il libro. «È passato tanto tempo e posso raccontare come sono andate veramente le cose. A Lucerna giocavo meno del previsto per colpa di Andy Egli, a cui non andava giù una clausola inserita nel mio contratto: se fossi stato convocato con la Nazionale A, sarei stato il giocatore più pagato del Lucerna. E questo a solo 21 anni. Di qui le tante panchine, così da non favorire la mia convocazione in rossocrociato. Complice la situazione, il Lugano, come altre squadre, s’interessarono al mio acquisto. Di più: l’accordo con i bianconeri era praticamente pronto. Solo che c’era un piccolo problema. I contratti erano due: uno formale, da sottoporre anche al fisco, e uno, diciamo così, slegato dalle imposte... Ne ho parlato pure con la mia famiglia e, all’ultimo, ho preferito non rischiare, optando per il Servette e Ginevra, dove, più in là, avrei comunque incontrato mister Morinini». Gimenez sarebbe rimasto a Lugano insieme a Julio Hernan Rossi. Di più: di lì a poco sarebbe arrivato pure Kubilay Türkyilmaz. Il titolo, però, avrebbe preso la strada per Zurigo, sponda GC. Prima del tragico decesso del presidente Jermini. 

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