Remo Freuler: «Abbiamo tanto da guadagnare, ma anche tanto da perdere»

Tutti a bocca aperta. Una volta messo piede all'interno del SoFi Stadium di Los Angeles, anche i giocatori della nazionale svizzera sono rimasti a bocca aperta. E via di video e foto a non finire, per immortalare - e lo ripeteremo ancora e ancora - uno stadio straordinario.
A bocca aperta, però, siamo rimasti tutti anche a fronte del pareggio all'esordio contro il piccolo Qatar. Non se l'aspettava nessuno. E, a caldo, gestire l'1-1 della San Francisco Bay Arena è stato tutto fuorché semplice per i rossocrociati. Parole forti, qualche dito puntato e il commissario tecnico Murat Yakin a vestire gli scomodi panni del pompiere.
Ora, va da sé, si attende una reazione. Si attendono i 3 punti, unico obiettivo al cospetto dell'insidiosa Bosnia. Insomma, il vento deve cambiare. E, come accaduto anche a Euro 2020, dopo il pareggio al debutto contro il Galles, capitan Granit Xhaka ha deciso di affidarsi al parrucchiere di fiducia per dare un taglio al passato.
«Pressione? Disponiamo di un sufficiente numero di giocatori esperti, abituati a giocare sotto pressione» sottolinea Yakin, riferendosi proprio al capitano e altri elementi della squadra. Fra loro, figura naturalmente anche Remo Freuler, seduto di fianco al selezionatore nella pancia dell'astronave di LA. Il centrocampista del Bologna, al cospetto della Bosnia, farà novanta in rossocrociato. «Un numero di presenze che significa molto per me».
A contare, dicevamo, è tuttavia il risultato. «Abbiamo tanto da guadagnare e però anche tanto da perdere» riconosce Freuler. Per poi aggiungere: «Calma. Abbiamo disputato la prima di tre partite e i punti da conquistare sono ancora molti. Naturalmente non è stato facile prendere sonno dopo il pareggio col Qatar. L'epilogo è stato deludente e abbiamo analizzato le cose positive e negative del match. Ma ripeto: non è il momento di snaturarci. La Bosnia è un avversario che merita grande rispetto. Dovremo farci trovare pronti sul piano fisico e mentale. Le critiche di Xhaka? Dopo un esordio del genere è doveroso essere autocritici e pure accogliere dei giudizi negativi. Se ci si accontenta delle belle parole quando le cose vanno bene, il campo da calcio non è il posto giusto dove stare».
Yakin, ad ogni modo, non vuole buttare l'intera partita con il Qatar. «Il modo in cui ci siamo espressi e le statistiche non sono state negative. Ovviamente abbiamo gettato al vento due punti, complice l'inefficienza e la solidità difensiva venuta meno nel finale di gara. Adesso però voltiamo pagina».
La prima vittoria al Mondiale 2026 andrà cercata contro una squadra spigolosa. «Abbiamo analizzato l'esordio della Bosnia in Canada. Ho visto un avversario robusto e a cui piace giocare in verticale. Il pacchetto attaccanti della Bosnia, inoltre, è di altissimo livello». Tradotto: attenzione a qualsivoglia distrazione in retrovia, alle palle ferme e ai centimetri della selezione più alta del torneo.


