Calcio

Rinato Steffen: ecco il pagellone bianconero del girone di ritorno

Diamo i voti complessivi ai giocatori del Lugano, da gennaio in avanti protagonisti di un percorso convincente - Delcroix top player, Behrens imprescindibile, che fatica invece a sinistra
©Keystone/Pablo Gianinazzi
Massimo Solari
18.05.2026 06:00

Von Ballmoos

4,5 Titolare dal fisico fragile: di qui le «sole» otto partite nel 2026, spesso e volentieri convincendo e però vincendone appena tre. I piedi vanno educati un po

Saipi 5

Ha le valigie pronte, paradossalmente a margine del periodo di maggiore affidabilità in bianconero. Il Lugano costruisce un solido girone di ritorno sulle sue parate.

Zanotti 4,5

Le sue statistiche non impressionano, anzi. Tolto l’appannamento finale - zona interviste comprese - si conferma giocatore di spessore.

Mai 4,5

La difesa bianconera, da gennaio, regge che è un piacere. E sì, al netto di alcuni blackout, il merito è anche suo.

Papadopoulos 4,5

Idem come sopra. Con più ardore e una teatralità «tarzanesca». Il gol firmato allo scadere a Sion pesa tantissimo.

Delcroix 5

Elemento hors catégorie. Roccioso, pulito, prezioso. Speriamo non si esalti al Mondiale, magari contro il Brasile, altrimenti trattenerlo sarà ancor più difficile.

Kelvin 4,5

Fisico erculeo e buona volontà. Entrambi, nella prima parte del 2026, gli permettono di mascherare i limiti tecnici.

Marques 4

Al Crus serviva tanto un terzino sinistro. Bersagliato da iella e infortuni, risponde presente in troppe poche occasioni.

Alioski 3,5

Altri sei mesi al di sotto delle aspettative, complice l’abbonamento all’infermeria. Si esalta con il rigore di Thun, si sgonfia sbagliando quello contro il San Gallo, possibile crocevia per il 2. posto.

Carbone 4

Tappabuchi di talento. Ha il tempo di dimostrare solo la prima caratteristica.

Grgic 4,5

In calando, anche perché spremuto all’inverosimile. Ad ogni modo, rimane e rimarrà il faro.

Bislimi 4,5

I tre assist di Lucerna, all’alba del ritorno, sono una promessa mantenuta solo in parte. Imprescindibile quando decide di esserlo.

Belhadj 4,5

Quando ritrova la forma atletica, diventa una sorta di iradiddio. Questa versione, solo questa, mancherà.

Dos Santos 5

Per qualità, numeri e costanza di rendimento, è il grande vincitore del 2026.

Cimignani 4

Il francesino, più che Zanotti, deve accettare di indossare un vestito scomodo, fatto di tanto sudore e poche paillettes. Non tradisce.

Mahou 3

Eterno incompiuto. Lui sì che tradisce, lasciando dietro di sé un ricordo insipido.

Kendouci 3

Atteso a settembre, poi a dicembre, infine nel 2026. Non pervenuto.

Steffen 5

Ritorna trascinatore, con reti pesanti e un’energia di cui si nutre l’intero gruppo.

Bottani 3,5

Accompagnato alla porta con scarsa sensibilità, chiude la sua storia d’amore con il Lugano senza lasciare il segno e però travolto dall’amore del popolo bianconero.

Pihlström 4

Guizzi col contagocce.

Behrens 4,5

Con la sua generosità e i suoi centimetri, è un altro Lugano. In parte, però, è concausa della sterilità offensiva. E l’aggressione a Koutsias, beh, resta una macchia indelebile.

Koutsias 3,5

Il greco, tra tante esitazioni e una fiducia sotto i tacchetti, si riprende solo in chiusura dai fattacci di Benidorm.

Brault-Guillard, Cassano, Maslarov e Ajdin S.V.

Croci-Torti 4,5

Record di punti in Super League e obiettivo Europa raggiunto. Raggiunge l’unico traguardo rimasto grazie alla stabilità difensiva, mentre dalla cintola in su occorrono gli straordinari. Sullo sfondo, una sensazione di fatica e di occasione mancata.

La società 4

Delcroix a gennaio è un colpaccio. Il solo, a ben guardare. La gestione «leggerina» dei casi Behrens-Koutsias e Bottani, invece, deve far riflettere chi sta al vertice. Insomma, il cambio marcia si è inceppato. 

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