Salah, Petkovic, l'Iran: ora chi affronterà la Svizzera?

La Svizzera conosce solo una parte del suo destino dopo aver festeggiato la vittoria contro il Canada, sinonimo di 1. posto nel gruppo B. Da un lato il ritorno a San Diego, con una settimana di tempo per riprendere fiato e preparare al meglio la fase a eliminazione diretta. Dall'altro il ritorno a Vancouver, a cui restiamo aggrappati in vista del sedicesimo di finale in programma a cavallo tra giovedì e venerdì prossimi. Il nome dell’avversario che affronteranno i rossocrociati, invece, rimane avvolto nella ragnatela del primo Mondiale a 48 squadre. Per conoscere il prossimo avversario di Xhaka e compagni bisognerà attendere le prime ore di domenica e il tramonto dei gironi.
Chiudendo in testa, la selezione di Murat Yakin si è offerta un ventaglio di cinque potenziali sfidanti. Nel dettaglio, le terze classificate dei gruppi E (Costa d’Avorio, Ecuador o Curaçao), F (Giappone, Paesi Bassi o Svezia), G (Egitto, Iran, Belgio o Nuova Zelanda), I (Senegal o Iraq) e J (Algeria o Austria). Alcune teste cadranno nelle prossime ore, altre formazioni, suggerivamo, rimarranno in corsa fino all’ultimo. E a fare gli straordinari, nel weekend, saranno dunque gli algoritmi della FIFA che di iniziare dagli ottavi proprio non ne aveva voglia.
All’orizzonte, per la Nazionale, si stagliano dunque alcuni scenari affascinati. Come incrociare l’Egitto di Salah o l’Iran, la compagine più discussa e, stando ai suoi protagonisti, “più oppressa del Mondiale”. E poi, certo, il possibile appuntamento con il grande ex Vladimir Petkovic, e il suo assistente ticinese Davide Morandi.
Gli elvetici, come accennato in avvio, torneranno a esibirsi al BC Place di Vancouver. Per la prima volta con un match programmato a orario serale (le 21 canadesi, le 5 del mattino in Svizzera). L’occasione, pure in termini logistici, è ghiotta. Superare il turno – ed è un lusso per pochi - significherebbe rimanere nella splendida e godibile British Columbia anche per gli ottavi di finale, in agenda martedì 7 luglio alle 14 locali (le 22 in Svizzera). Guardare oltre, per contro, non ha senso. Non ancora.


