Svizzera: battere la Slovenia per fare il vuoto

La Svizzera può già fare il vuoto nella Lega B di Nations League, ipotecando il ritorno nella massima divisione e, soprattutto, lanciando l’ennesimo segnale positivo. Dopo i convincenti successi ottenuti in trasferta contro Macedonia del Nord e Scozia, i rossocrociati sono pronti a riabbracciare i propri tifosi, in occasione del terzo turno in programma sabato sera a Lucerna, dove è attesa la Slovenia. Vincere, appunto, significherebbe portarsi a +5 in classifica sulla concorrenza, confermando - qualora ce ne fosse ancora bisogno - che gli uomini di Murat Yakin hanno poco da spartire con il secondo livello della competizione continentale. «Attenzione però: affronteremo un avversario molto forte e organizzato sul piano difensivo» rileva Remo Freuler.
Il neocentrocampista dell’Olympiacos non ha tutti i torti. La Slovenia, infatti, è stata l’ultima formazione capace di neutralizzare gli attacchi elvetici in una partita ufficiale. Parliamo di un anno fa e delle qualificazioni ai Mondiali americani, con la sfida andata in scena a Lubiana che si era chiusa sullo 0-0. Sul fronte offensivo, ad ogni modo, sono già giunte risposte importanti, con il terzetto tutto romando formato da Ndoye-Manzambi e Amdouni capace di creare pericoli a getto continuo e un numero cospicuo di reti.
Considerata l’onda e l’entusiasmo che stanno cavalcando, è lecito attendersi che il commissario tecnico si affidi nuovamente a loro per puntare al terzo successo consecutivo. Sulla questione, tuttavia, Yakin non si sbilancia: «Affrontiamo un match alla volta, convinti delle nostre idee e degli obiettivi da raggiungere. Alla promozione non pensiamo. L’importante è evitare di generare inutili pressioni su uno o l’altro elemento. Le prestazioni offerte sin qui parlano a favore del gruppo e sono felice di poter avere a disposizione praticamente l’intera rosa». Solo Cedric Itten, ieri, si è allenato a parte. Mentre, a fronte delle parole del selezionatore e di un Amdouni «on fire», rimane difficile ipotizzare la titolarizzazione dell’attesissimo Winsley Boteli.
Insomma, una volta di più la Nazionale potrebbe parlare francese. «Ma non faccio distinzioni in questo senso, siamo tutti svizzeri» precisa Yakin: «Che tra i giocatori francofoni della squadra vi sia un legame speciale, plasmato in giovane età e in determinati quartieri, è in ogni caso evidente. E mi piacerebbe indagare sul calcio di strada a Losanna e Ginevra». Tra poche ore, invece, saranno Lucerna e uno stadio da tutto esaurito a spingere la Svizzera, che torna a esibirsi in casa dopo l’esaltante Coppa del Mondo chiusa a un passo dalla semifinali. Al netto del valore della Nations League e della Slovenia, l’attesa è dunque grande.

