Calcio

Thun, dal titolo al concreto rischio retrocessione?

Scatta oggi la stagione di Super League, con Servette-Basilea e Losanna-Grassoppher - Dopo la sorpresa bernese dello scorso anno, la lotta per la vittoria finale appare più che mai incerta - Lo Young Boys dovrebbe aver sistemato le magagne difensive - Basilea, Lugano e San Gallo alla pari
© Keystone/Peter Klaunzer
Thomas Schürch
Thomas Schürch
25.07.2026 06:00

Dopo oltre due mesi di attesa, il momento è finalmente arrivato. Il calcio svizzero torna protagonista, con la stagione 2026-2027 di Super League che prende ufficialmente il via sabato. Alle 18 il Servette ospiterà il Basilea, mentre alla stessa ora il Grasshopper renderà visita al Losanna. Ma che cosa dobbiamo aspettarci da questo campionato? Di norma i galloni di favorito spetterebbero al detentore del titolo, ovvero il Thun. Appare tuttavia molto difficile pensare che i bernesi possano ripetere la clamorosa cavalcata dello scorso anno, che li ha portati a laurearsi campioni svizzeri da neopromossi. Le partenze di giocatori importanti quali Ethan Meichtry, Kastriot Imeri, Leonardo Bertone ed Elmin Rastoder, unite all’addio dell’allenatore dei miracoli Mauro Lustrinelli, impongono un ridimensionamento delle ambizioni della compagine dell’Oberland, la quale potrebbe addirittura ritrovarsi a lottare per conservare il posto nella massima serie.

La caccia al titolo

La domanda da porsi, dunque, è chi raccoglierà l’eredità dei campioni svizzeri in carica. Secondo in graduatoria nell’annata 2025-2026, il San Gallo coltiva legittime ambizioni. I biancoverdi devono però far fronte alla partenza del centravanti Alessandro Vogt, miglior realizzatore della squadra nella passata stagione con 15 centri. Per sostituirlo è stato ingaggiato dal Basilea Andrin Hunziker. Vedremo se e come questo avvicendamento influirà sulle prestazioni del club di mister Enrico Massen, fresco vincitore della Coppa Svizzera. Da segnalare anche l’arrivo dall’Aarau del giovane talento Leon Frokaj.

Ma se si parla di compagini ambiziose, non si può non citare il Lugano; i ticinesi nelle ultime stagioni si sono consolidati come una delle realtà di vertice del campionato e si presentano ai blocchi di partenza con un gruppo quasi invariato. I movimenti di mercato più importanti hanno riguardato le partenze di Mohamed Belhadj, Hicham Mahou, Amir Saipi e Georgios Koutsias, nonché gli innesti di Dereck Moncada, Beckam Castro, Joel Bichsel e del secondo portiere Felix Gebhardt. Avvicendamenti che non dovrebbero comunque impattare in modo significativo sul gioco della truppa di Mattia Croci-Torti, desiderosa di lasciare il segno lungo la prima stagione nella nuova AIL Arena. Attenzione però: da qui alla fine della finestra estiva non si possono escludere ulteriori addii. Per i bianconeri (ma anche per San Gallo e Sion) permane inoltre l’incognita legata alla qualificazione alle competizioni europee: disputare uno dei tornei continentali potrebbe infatti avere ripercussioni sul percorso in campionato. La storia è nota.

Di nuovo «big»?

Qualificarsi al Championship Group, ma rimanere fuori dai piazzamenti che contano. Per due club storici come Basilea e Young Boys (campioni svizzeri rispettivamente nel 2025 e nel 2024), lo scorso campionato ha rappresentato un fallimento e le due società non vedono l’ora di rifarsi. Forti del capocannoniere della passata stagione, Christian Fassnacht, i gialloneri hanno cercato di puntellare la difesa con i ritorni di peso del centrale Cédric Zesiger e del terzino Isaac Schmidt. In casa renana sono stati invece acquistati il difensore Victory Maduabuchukwu, il centrocampista Jonas Harder (in arrivo dalla Fiorentina) e l’ex attaccante del Lugano Zan Celar. Gialloneri e rossoblù non possono insomma nascondersi: l’obiettivo rimane sempre il titolo.

La lotta per il vagone di testa

Gettando uno sguardo alla «bagarre» per un posto tra le prime sei, il Sion – che si presenta ai blocchi di partenza con una rosa molto simile a quella dell’anno passato – vuole riconfermare e perché no migliorare la propria quarta posizione, sinonimo di piazzamento europeo. A contendere questo obiettivo ai vallesani saranno verosimilmente Servette e Lucerna. I granata saranno ancora guidati da Jocelyn Gourvennec, ma l’impatto più atteso è quello del neodirettore sportivo John Williams. Per quanto concerne invece gli svizzerocentrali, il mercato ha regalato al tecnico Ugo Portmann – successore di Mario Frick - rinforzi importanti, quali il sopracitato Bertone in arrivo dal Thun e l’esterno Aurelio Oehlers, proveniente dal Volendam. Da segnalare però anche le partenze del portiere Pascal Loretz, ingaggiato dall'Hannover 96, del difensore Severin Ottiger, approdato al Winterthur, e dell’attaccante Sinan Karweina, trasferitosi al Wehen Wiesbaden. Più difficile appare la situazione del Losanna, che con l’addio dell’estremo difensore Karlo Letica ha perso sicurezza tra i pali. La speranza dei vodesi è che il ritorno all’ovile Melvin Mastil – reduce dai Mondiali con l’Algeria – si dimostri all’altezza.

Lo spauracchio Challenge League

Concludendo con la parte bassa della classifica, malgrado la curiosità destata dal nuovo allenatore Marcel Koller, al momento non sembra che lo Zurigo possa ambire a risultati particolarmente migliori rispetto al decimo posto dello scorso torneo. Ma dall’altra parte della Limmat la situazione è ancora più complessa; da tre stagioni a questa parte il GC scherza con il fuoco, chiudendo al penultimo posto e salvandosi ogni volta allo spareggio. E tra l’allontanamento del direttore sportivo Alain Sutter e una rosa tuttora in costruzione, le premesse non sono rosee.

Detto del Thun, non rimane che la «new entry» Vaduz. La squadra del Principato cercherà di conservare il proprio posto in Super League e, sebbene a oggi appaia come una delle maggiori indiziate per la relegazione, la compagine del Liechtenstein può aggrapparsi al recente successo in amichevole contro il Lugano: un anno fa, sempre a Balerna, a sconfiggere i bianconeri a ridosso della ripresa del campionato fu il Thun. E sappiamo tutti come è andata a finire…

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