Cerca e trova immobili
Qatar 2022

E se dopo i Mondiali il Galles si chiamasse Cymru?

La Federcalcio gallese avvierà discussioni con le parti interessate: «Lo ha fatto anche la Turchia e noi già ci identifichiamo con quel nome» ha detto l’amministratore delegato Noel Mooney
Red. Online
01.11.2022 15:00

Ma quale Galles… Dopo i Mondiali, dovrete chiamarlo Cymru. Questa, almeno, è l’intenzione della Federcalcio gallese. No, non si tratta di uno scherzo. Anzi, la citata Football Association fa sul serio. Decisamente sul serio. Tant’è che ha già agendato alcuni incontri con giocatori e staff al termine di Qatar 2022.

Cymru, per chi non lo sapesse, è il nome gallese per Galles. La Federcalcio lo utilizza già per identificare tutte le sue squadre nazionali. Ma solo e soltanto entro i confini del Paese. Ora, appunto, l’idea è quella di farsi chiamare così anche nelle competizioni UEFA e FIFA. Musica del futuro, quantomeno, dato che ai prossimi Mondiali – i secondi per i gallesi dal 1958 – la squadra si chiamerà ancora Galles.

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: ma perché diavolo bisognerebbe cambiare nome alla nazionale di calcio, anzi alle nazionali di calcio? L’amministratore delegato della Federazione, Noel Mooney, ha spiegato che il possibile cambio di nome è legato a una sorta di «rinascimento della lingua gallese». Lo stesso Mooney ha ammesso che ci sono già stati dei pour parler con l’UEFA al riguardo.

«È come la chiamiamo noi»

Ancora Mooney: «La squadra dovrebbe sempre chiamarsi Cymru, perché è come la chiamiamo qui, da noi. Chiamiamo così tutte le nostre selezioni nazionali. Basta guardare il nostro sito web, il modo in cui parliamo di noi: Cymru, proprio così». Se internamente, insomma, il problema non si pone, diverso è il discorso sul fronte internazionale: «Dobbiamo ancora lavorarci, è vero, perciò andremo a questi Mondiali come Galles» ha spiegato Mooney. Aggiungendo che il 2023 «potrebbe essere l’anno giusto per parlarne». L’idea è di coinvolgere tutti, dai giocatori fino al governo. E, quindi, decidere sulla base delle varie discussioni. Se Cymru dev’essere, beh, c’è sia una decisione democratica e soprattutto condivisa.

Cambiare nome non è da tutti, ma non è una novità assoluta. Anzi. Mesi fa, la Turchia – su richiesta del sultano Erdogan – ha chiesto e ottenuto che alle Nazioni Unite il Paese non venisse più chiamato con la sua versione anglicizzata. Anche nel calcio, i turchi competono con il loro nome e non con quello anglicizzato. Mooney, sul tema, ha dichiarato non a caso di averne parlato con i turchi durante il sorteggio per Euro 2024. «Ne abbiamo parlato anche con l’UEFA, davanti a vari caffè, proprio per capire come avessero fatto i turchi e altre nazionali come l’Azerbaigian». Di sicuro, ha concluso, il Paese sta vivendo un’ondata di «gallesismo» incredibile. La gente è fiera, sempre più fiera del patrimonio culturale del Galles. Lingua compresa. Se vi capitasse di tifare Bale e compagni in Qatar, a questo punto, provate a portarvi avanti. E urlate pure «forza Cymru».

In questo articolo: