Calcio

Il piano degli arbitri svizzeri: meno VAR, più chiarezza

Il Dipartimento arbitri dell’ASF ha stilato un bilancio «soddisfacente» della stagione appena finita agli archivi - Il responsabile Dani Wermelinger: «Non vogliamo che chi siede davanti al video debba comportarsi come un detective»
©Keystone/EDDY RISCH
Giacomo Notari
09.06.2023 18:31

Con il finire della stagione è tempo di bilanci. Per tutti, direttori di gara compresi. In una conferenza stampa alla sede dell’ASF a Muri, tre rappresentanti del dipartimento dell’arbitraggio svizzero di élite si sono espressi: Dani Wermelinger, capo servizio degli arbitri di élite all’ASF, Brent Reiber, «Elite Referee Manager» e l’arbitro dell’ultima finale di Coppa Svizzera, Lukas Fähndrich. Un confronto con i media raro per questo tipo di attori del mondo del calcio, ma che dovrebbe risultare sempre meno un’eccezione. Nel girone di ritorno, tre arbitri si sono fermati davanti alle telecamere nel post-partita per spiegare le proprie decisioni. Lukas Fähndrich fa parte di questi. «Poter spiegare le proprie decisioni è una buona cosa, penso dia una dimensione più umana all’arbitro. Personalmente è qualcosa che mi aiuta, e penso sia anche gradevole per i giocatori, gli allenatori e i tifosi. Mi sembra giusto che la persona direttamente coinvolta nella decisione che fa discutere possa esprimersi. Non abbiamo nulla da nascondere». «Non si tratta di giustificarsi, ma di spiegare perché tale decisione è stata presa al posto di un altra quando la situazione è ambigua, - ha aggiunto Wermelinger -. È tanto che non avevamo un campionato di Super League così indeciso fino all’ultimo, ed è anche per questo che alcune decisioni hanno fatto più parlare del solito».

Ridurre gli errori in campo

Nonostante le molteplici polemiche nelle ultime settimane, il bilancio di Dani Wermelinger sulla stagione 2022-2023 rimane positivo: «Senza essere pienamente soddisfatto, sono comunque contento. Ora, però, vogliamo ridurre il numero di interventi del VAR, e per farlo bisogna aumentare la qualità delle decisioni sul campo. Non vogliamo che gli arbitri VAR debbano comportarsi come detective». Rispetto alla stagione 2021-2022, i cambi di decisione dopo check VAR sono passati da 71 a 74. Ma a far discutere sono soprattutto stati gli episodi nei quali il VAR, dopo verifica, ha deciso di non cambiare la decisione dell’arbitro. L’esempio più evidente è quello di Basilea-Zurigo, con il rigore concesso ai padroni di casa per un contatto inesistente tra Lang e Krasniqi. E ciononostante confermato dal VAR. «È l’episodio della stagione che mi ha fatto più arrabbiare» confessa Wermelinger: «Sono delle cose che non possono succedere a questo livello. La decisione è stata presa con troppa fretta. La comunicazione tra la centrale VAR e il campo non è stata buona». Un aspetto, questo, che fa parte delle priorità dell’ASF per la stagione che verrà. «La comunicazione tra Volketswil e l’arbitro dev’essere perfetta, - ha insistito Wermelinger-. Il VAR è fatto per poter salvare l’arbitro in situazioni nelle quali quest’ultimo ha commesso un errore».

Una linea più chiara

Uno dei temi caldi è anche quello dei falli di mano. Si pensa soprattutto al rigore non concesso al Sion contro il Winterthur in piena lotta-salvezza, partita dopo la quale l’arbitro Luca Cibelli si era coraggiosamente presentato davanti ai microfoni per spiegare la sua decisione. Un’iniziativa lodevole, che non deve però nascondere un importante dibattito che va aperto sui falli di mano: «Sì, dobbiamo avere una linea più chiara sui falli di mano», ha ammesso Wermelinger. «Il problema si crea quando, sul momento, il tocco non viene ravvisato» ha aggiunto Fähndrich: «Una volta chiamati dal VAR, l’interpretazione è più difficile rispetto a quando si vede l’azione dal vivo. Anche perché ogni arbitro ha sensibilità diverse». Un’eterogeneità nelle decisioni sulla quale l’ASF ha già iniziato a lavorare. «A ogni inizio di settimana, organizziamo dei gruppi di lavoro per analizzare insieme situazioni di gioco avvenute durante il weekend» ha spiegato Wermelinger: «Viene fatta un’analisi trasparente che aiuta tutti. L’obiettivo è tendere verso il minor numero possibile di errori». Se lo augurano tutti.

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