La conferenza

«Un club formatore che gioca un hockey veloce e intenso»: come l'Ambrì di Duca, ma nella versione di Weibel

Il nuovo direttore sportivo leventinese ha presentato la sua visione insieme al CEO Andreas Fischer
© CdT/Chiara Zocchetti
Fernando Lavezzo
17.01.2026 17:13

Una stagione per stabilizzarsi e due per ricostruire, al fine di tornare, nel 2029-30, a competere per i playoff. Il futuro sportivo dell’Ambrì Piotta (per conoscere quello societario bisognerà attendere l’assemblea dell’8 febbraio) si basa dunque su un piano quadriennale. A presentarlo, in conferenza stampa, sono stati il CEO Andreas Fischer e il nuovo direttore sportivo Lars Weibel. «Negli ultimi otto anni – ha esordito Fischer – il nostro ex ds Paolo Duca ha guidato il settore sportivo del club con grande impegno, competenza e senso di responsabilità, in un periodo caratterizzato da sfide strutturali ed economiche. Ha svolto un lavoro prezioso e merita il nostro sincero ringraziamento». Il CEO ha poi rivolto un pensiero anche al direttore sportivo ad interim, Alessandro Benin: «Negli ultimi mesi ha assunto questo importante incarico con grande professionalità. Il suo impegno ha garantito stabilità, continuità e una gestione solida nella fase di transizione, ponendo basi fondamentali per il futuro».

Lo sguardo di Fischer si è poi rivolto al futuro: «Alcuni giorni fa, ho dichiarato pubblicamente la nostra volontà di sviluppare una strategia sportiva che non è mai esistita finora. Sono parole forti, scelte con consapevolezza». Ma cosa significa, concretamente? Sentite Fischer: «La situazione economica attuale dei quattordici club di National League è ben nota. Il campionato si è diviso in due gruppi: società finanziariamente molto forti e altre che non possono competere nella stessa dimensione economica, per ragioni finanziarie e geografiche. Tuttavia, ciò non deve rappresentare una scusa, bensì un elemento determinante da considerare nella pianificazione e nella costruzione di una squadra competitiva. Per affrontare questa sfida, è necessaria una strategia sportiva chiara, trasparente e coerente, nella quale i pilastri fondamentali siano definiti e integrati in tutti i processi decisionali».

Cosa vuole fare, dunque, l’HCAP? E su quali basi è stato scelto Lars Weibel? «Il fulcro della nostra visione – prosegue Fischer -  può essere riassunto in un termine spesso utilizzato, ma per noi ben definito: club formatore. Crediamo fermamente nella possibilità di offrire a giovani giocatori, talentuosi e motivati, provenienti dal nostro settore giovanile, da tutta la Svizzera e da diverse leghe, una piattaforma di sviluppo strutturata. L’obiettivo è costruire nell’arco di tre o quattro anni una squadra che cresca costantemente e compia ogni stagione un passo in avanti dal punto di vista sportivo. Siamo consapevoli che questo percorso richieda anche la presenza di giocatori esperti e carismatici, in grado di assumersi responsabilità e di accompagnare i giovani nel loro percorso. Per realizzare questa visione, sono necessari due elementi fondamentali: un direttore sportivo che possa percorrere con convinzione e coerenza questa strada e un allenatore capace di sviluppare e valorizzare una squadra composta da profili diversi. Su queste basi, abbiamo avviato la ricerca del nuovo direttore sportivo, individuando in Lars Weibel la figura ideale. Nel suo ruolo di direttore delle Nazionali, Lars ha dimostrato di saper coniugare una visione chiara con una strategia altrettanto limpida. Gli obiettivi sono stati perseguiti con coerenza, grande motivazione e competenza. I risultati ottenuti dalla Nazionale maschile, con due medaglie d’argento ai Mondiali, sono evidenti, ma allo steso tempo, nei settori U18, U20 e femminile, sono state create condizioni strutturali che hanno permesso un trend di crescita costante, indipendentemente dalla forza delle singole annate. Le relazioni di Weibel, a livello nazionale e internazionale, sono ampie e ci aiuteranno a costruire un bacino di giocatori adeguato alle nostre esigenze. Vogliamo offrire a giocatori giovani ed esperti la possibilità di svilupparsi e di candidarsi per ruoli e obiettivi più ambiziosi. Siamo consapevoli che questo approccio comporta dei rischi, come la possibilità di veder partire giocatori di successo verso altri club. Nonostante ciò, siamo convinti che questo percorso rafforzerà, nel lungo termine, l’attrattività, la credibilità e la competitività dell’Ambrì. Si tratta di un vero e proprio cambiamento di direzione e proprio per questo una comunicazione aperta, chiara e trasparente verso tifosi, ospiti, sponsor e finanziatori è fondamentale. Le risorse finanziarie a nostra disposizione saranno impiegate in modo mirato, responsabile e orientato al successo. Ciò non significa in alcun modo rinunciare all’ambizione sportiva, bensì costruire il successo attraverso una strategia coerente e sostenuta da tutti».

L’orgoglio di Lars

Dopo Andreas Fischer, ha preso la parola Lars Weibel: «Sono orgoglioso di essere qui e di aver ricevuto questa possibilità. Ho grande rispetto per il lavoro svolto negli ultimi anni da Paolo Duca. Oggi ho la possibilità di continuare a sviluppare questo club a livello sportivo. Dopo le esperienze importanti con la Nazionale, mi sento pronto. Sono convinto di poter dare un nuovo DNA sportivo all’Ambrì. La visione, la direzione in cui vogliamo andare tutti insieme, è basata su un percorso iniziale di quattro anni. Non significa che vogliamo dormire, ma l’esperienza con le selezioni rossocrociate mi ha insegnato che ci vuole un po’ di tempo. La pazienza non è la mia qualità principale, ma non possiamo fare miracoli in un anno. Nella prima stagione sarà importante stabilizzarsi, per poi avviare una vera ricostruzione attraverso le decisioni giuste, prese insieme, sotto la mia responsabilità. Non abbiamo i mezzi finanziari di altri club, siamo diversi, ma è una diversità positiva. Vogliamo essere, in futuro, un indirizzo in cui i giovani giocatori vengano sapendo di poter crescere. Mi riferisco a giocatori che hanno la grinta, il cuore. Vogliamo proporre un hockey veloce, intenso, con uno spirito battagliero. Capiterà di perdere dei giocatori dopo averli sviluppati, ma creando la strada giusta, altri arriveranno per seguirla insieme a noi. Oggi ripartiamo da zero, per poi raggiungere un livello più alto nel giro di quattro anni».

Ma quindi, cosa cambia?

Club formatore e attrattivo per i giovani, hockey veloce, intenso e combattivo. A dirla tutta, sembra di sentire lo stesso mantra di Duca e Cereda. Quale sarebbe, dunque, la «strategia mai vista prima», a cui faceva riferimento Fischer? In cosa consiste il «cambio di direzione»? Lo abbiamo chiesto al CEO e al nuovo ds. «Come ha detto Lars, dobbiamo cominciare da zero», risponde Fischer. «Duca ha fatto un grande lavoro, ma l’Ambrì ha spesso parlato di obiettivi come play-in e playoff. Noi abbiamo un’altra strategia: vogliamo cominciare da una squadra con tanti giovani, forti stranieri e giocatori di esperienza per fare ogni anno un passo in avanti, senza parlare di traguardi in classifica. Vogliamo costruire qualcosa. Così facendo, in futuro avremo una squadra competitiva per poter parlare di playoff. Recentemente abbiamo mandato via dei giovani. Noi, invece, daremo loro la possibilità di giocare».

«In un club formatore – aggiunge Weibel – chi è pronto per giocare, gioca, ricevendo responsabilità. Non viene mandato in Swiss League. Qui vedo una differenza rispetto al passato». Insomma, la situazione attuale, con un Nazionale U20 (Borradori) mai schierato quest’anno in prima squadra e tre recenti nazionali U20 (Terraneo, Muggli ed Häfliger) prestati in Swiss League, non piace al nuovo direttore sportivo: «Non critico quello che succede o che è successo, ma è una cosa che vogliamo migliorare, dimostrando una linea coerente e mettendo in atto la nostra filosofia. Altrimenti non serve a niente».

Le prime scelte

Weibel ha spiegato che entrerà ufficialmente in carica a luglio. I prossimi mesi saranno dedicati alla Nazionale, con le Olimpiadi e i Mondiali casalinghi. «Prendo molto sul serio gli impegni con la Federazione. Ci saranno già alcune decisioni da prendere per l’Ambrì, che mi coinvolgeranno e alle quali dedicherò le ore libere da impegni con la Nazionale».

La scelta più importante, sarà ovviamente quella dell’allenatore. Che profilo avrà? «Come ho detto, vogliamo proporre un hockey intenso e veloce, combattivo. Idealmente sarà un allenatore che creda in questo stile di gioco, che abbia esperienza e che sia conosciuto per le sue doti nello sviluppare i giocatori. E che abbia il coraggio di percorrere la strada che abbiamo scelto, senza indugi».

Oltre ad essersi presentato alla stampa, oggi Weibel ha anche incontrato la squadra: «Non ho paura della situazione attuale, perché la paura non aiuta mai. La classifica è delicata, ma è in questi momenti che vedi chi lotta e chi ha carattere. Potrò trarre informazioni importanti anche per il futuro. È presto per parlare di contratti in essere da ridiscutere. Non ho paura di prendere decisioni forti, ma devono essere decisioni giuste e intelligenti. Prima di agire, bisogna davvero capire la situazione in modo chiaro. Mi serve ancora un po’ di tempo. Il mercato per la prossima stagione non è facile, ho le mie idee, ma è troppo presto per parlarne adesso». Evidentemente, Weibel potrà intervenire soprattutto sul pacchetto stranieri. Da direttore delle Nazionali ha sempre criticato il passaggio da quattro a sei import. E ora? «Non cambio idea. Sostengo ancora che quattro stranieri sarebbero ideali per l’hockey svizzero».

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