Mondiali 2026, il termometro di Murat Yakin

Manca ancora un mese. Poi, quell’attesa che solo un Mondiale di calcio sa regalare, cesserà di esistere. E a quel punto, a subentrare, saranno i sogni di gloria. L’esordio della Svizzera, al cospetto del Qatar, si avvicina sempre più. Prima, però – entro il 1. giugno – Murat Yakin dovrà effettuare delle scelte, assai delicate, che potrebbero essere dettate anche dallo stato di forma dei suoi uomini.
Il Friburgo si sfrega le mani
Il calciatore elvetico a prendersi le luci della ribalta, in questo scorcio finale di stagione, è senza dubbio stato Johan Manzambi. In Bundesliga, tanto quanto in Europa League – dove ha trascinato i suoi in finale – si è dimostrato un perfetto centrocampista box-to-box. E non è un caso, allora, che il prezzo del suo cartellino stia salendo vertiginosamente. Tanti club di primo piano, infatti, hanno già palesato un certo interesse nei suoi confronti e disputare una Coppa del Mondo da protagonista, per il giovane 20.enne, significherebbe perfino diventare uno dei pezzi pregiati del mercato estivo. Resta, tuttavia, una sorta di equivoco tattico, in termini di Nazionale. Già, perché Murat Yakin, almeno per ora, non lo ha mai impiegato – come invece accade per l’appunto regolarmente con il Friburgo – sulla linea centrale del campo. Il ct elvetico preferisce assegnare a Manzambi il ruolo di ala. È vero, anche in quella posizione il classe 2005 ha dimostrato di poter dare sfoggio delle sue qualità atletiche, ma forse così vengono un po’ limitate le sue doti di inserimento e incursione.
Il reparto offensivo, in generale, è quello più difficile da decriptare. Per carità, non ai livelli dell’Europeo di due anni or sono, quando – giusto per ricordare – «Muri» pescò dal mazzo il jolly Duah. Ma prevedere le future scelte del selezionatore rossocrociato rimane tutt’altro che evidente. Chi andrà preso (volente o nolente) in considerazione, è Noah Okafor. L’attaccante del Leeds United – che con il tecnico basilese, non è un segreto, è andato incontro a qualche grattacapo – sta vivendo un ottimo periodo di forma in Premier League e si candida così quale prima alternativa di Breel Embolo. Le 8 reti siglate nel miglior campionato del mondo – un record, per un calciatore svizzero – non possono essere trascurate. Restano, però, da monitorare – e non è una novità – le sue condizioni fisiche: le ultime indicazioni (vedi la recente assenza contro il Tottenham, a causa di un problema al polpaccio) non sono del tutto rassicuranti. Le alternative, ossia i vari Zeqiri, Itten, o Amdouni – con quest’ultimo che forse riuscirà a recuperare in extremis dall’infortunio – appaiono comunque di secondo piano. Davanti potrebbero figurare anche un paio di innesti dal campionato svizzero: nonostante la pessima stagione dello Young Boys, sia Sanches sia Monteiro dovrebbero farcela. Vogt, in luce con il San Gallo, verosimilmente no.
Le certezze sulla mediana
Nella formazione tipo, alle spalle della punta titolare Embolo – autore di un’annata tutto sommato convincente con la maglia del Rennes – dovrebbero agire Ndoye, Rieder e Vargas. In termini di club, le quotazioni del primo sono purtroppo in ribasso. Il passaggio al Nottingham Forest – come testimoniano l’andamento personale e quello di squadra – non ha dato i frutti sperati. A causa di qualche acciacco, inoltre, l’esterno d’attacco è ormai fuori da un mese. Ben diversa, invece, la situazione riguardante Rieder. Svariando sulla trequarti – e talvolta abbassando pure il suo raggio d’azione – il giocatore dell’Augsburg sta raccogliendo numeri importanti, fornendo altresì delle garanzie in termini di duttilità. Le stesse che è solito assicurare anche Vargas.
Certezze come quelle che contraddistinguono il reparto di centrocampo e l’inossidabile linea mediana composta dai soliti Freuler e Xhaka. Il glaronese resta insostituibile al Bologna, mentre il capitano della «Nati» è un perno imprescindibile del Sunderland, che (da neopromosso) sta ben figurando in Premier League. Stanno passando un po’ in sordina – ma meritano una menzione, considerando i 5 gol e i 3 assist incamerati nella Liga – le prestazioni di Sow con il Siviglia. Un’ottima copertura. Tra le altre riserve dovrebbero rientrare Aebischer e Sierro, così come Jashari, che però ha riscontrato non poche difficoltà – anche dal punto di vista tattico – con il Milan di Allegri. Lui – salvo colpi di scena – quantomeno ci sarà, Sohm – anch’egli sottotono in Italia – probabilmente no. Per Zakaria, infine, andranno fatte delle riflessioni in termini di ruolo.
Altre sorprese tra i pali?
Il capitano del Monaco, infatti, è solito agire da braccetto difensivo, ma con la Nazionale è stato perlopiù impiegato da mediano. Sennonché, e l’ultima amichevole con la Norvegia ne è un esempio, Yakin ha fatto intendere di vederlo come una chiave per un eventuale cambio modulo, con conseguente difesa a tre. D’altronde, nonostante le buone annate disputate da Widmer, Rodriguez e Muheim, le alternative sul fronte terzini – soprattutto destri – sono limitate. Schmidt, quindi – malgrado le difficoltà sue e del Werder Brema – dovrebbe riuscire a strappare una convocazione, anche perché Britschgi e Athekame – entrambi impegnati in Serie A e considerati quali possibili sorprese – hanno recentemente perso smalto.
Sul fronte dei centrali, invece, siamo ben coperti: a cominciare da Akanji – che domani sera potrebbe aggiudicarsi, con l’Inter, la doppietta Scudetto-Coppa Italia – ed Elvedi. Di sicura affidabilità anche il giovane duo Jaquez-Amenda, entrambi attivi in Germania. Dietro di loro, nelle gerarchie, figurano poi Cömert e Zesiger. Tra i pali, salvo sorprese, ci saranno Kobel, Mvogo e Keller. Ma occhio, perché l’ultima volta – quattro anni or sono, in Qatar – Yakin aveva addirittura azzardato la convocazione di quattro estremi difensori.
