Situazione ACB, B'zona Boys: «Tutto questo schifo non merita più il nostro tifo»

«Dopo quattro stagioni segnate da gestioni societarie tragicomiche e scellerate, siamo ormai giunti al capolinea». La tifoseria organizzata dell’AC Bellinzona non ci sta: durissima, infatti, la posizione dei B'zona Boys 2005, che in una nota stampa hanno espresso, senza troppi giri di parole, il loro disappunto per la situazione dei Granata. «La speranza di poterci finalmente lasciare alle spalle la gestione Bentancur-Martignoni si è subito infranta contro i proclami sconclusionati, le parole al vento e la sconcertante inadeguatezza di Trujillo. Il tutto si è poi facilmente tradotto in debiti, retrocessione e, a questo punto, probabile fallimento».
«Ennesima scoppola di una stagione catastrofica»
Una stagione che, si legge, non ha mai visto mancare il sostegno del gruppo, «nemmeno di fronte al susseguirsi di prestazioni sportive indecenti che hanno ben presto fatto capire come il destino sportivo dell’ACB fosse segnato». Un sostegno, quello dei B'Boys, caratterizzato dalla «follia che caratterizza il nostro amore per la maglia granata, un sentimento capace di farci superare tutte le avversità vissute negli ultimi anni senza mai perdere la rotta». Ma l’annuncio di Trujillo a inizio settimana ha spezzato il silenzio, portando la tifoseria a dare un segnale forte, «abbandonando il Comunale all’inizio del secondo tempo». Un’uscita di scena, spiegano, pianificata in precedenza «e che non ha avuto nulla a che fare con il risultato sul campo, semplicemente l’ennesima scoppola di una stagione catastrofica».
Assenti a Carouge
A non venir digerito ci sono in particolare le spiegazioni ricercate in un faccia a faccia con il DG Krasniqi, «che non si è sottratto al confronto, ma che non è comunque stato in grado di chiarire nulla». Così, quanto accaduto nel corso della settimana – definito «uno scempio» – ha portato il tifo organizzato a prendere una «delle decisioni più difficili e sofferte in oltre vent’anni al seguito dei colori granata, ossia quella di non presenziare alla partita di oggi a Carouge». La loro presenza allo stadio è infatti stata definita nella nota stampa come «ingiustificata». A bocce ferme «troveremo la forza di rialzarci e di esprimerci ancora, ma adesso vogliamo essere noi ad apporre la parola fine a questa miserabile annata. Siamo gli unici che si meritano di farlo perché, oggi più che mai, sappiamo di essere sempre stati dalla parte giusta e di non avere più nulla da dimostrare».
La retrocessione
L’ACB - lo ricordiamo - è retrocesso in Promotion League a ridosso del termine di una stagione disastrosa (stasera in programma la 35esima giornata che vedrà il Bellinzona sfidare in trasferta il Carouge ndr), chiusa all’ultimo posto della Challenge League. Dopo anni sotto la gestione di Pablo Bentancur, nell’estate 2025 il club era stato ceduto all’imprenditore colombiano Juan Carlos Trujillo, che aveva promesso rilancio e stabilità. Col passare dei mesi però sono emersi grossi problemi finanziari: stipendi pagati in ritardo, debiti milionari e tensioni tra il nuovo proprietario e Bentancur sulla reale situazione economica del club. Sul campo la squadra non è mai riuscita a salvarsi e l’11 maggio di quest'anno è arrivata la retrocessione matematica dopo la sconfitta contro il Wil. Il giorno successivo, il 12 maggio, Trujillo ha annunciato di voler lasciare il Bellinzona, parlando apertamente anche del rischio fallimento. Le sue dichiarazioni hanno provocato la dura reazione della tifoseria organizzata, che ha di fatto accusato società e dirigenza di avere portato il club al capolinea.
