Calcio

Tace a Bellinzona, ma parla in Colombia: e Trujillo non esclude il peggio

Il patron dei granata, atteso al varco dopo la retrocessione in Promotion League, si è espresso ai microfoni di una radio sudamericana - Lo ha fatto evocando tre scenari: il ritorno di Pablo Bentancur, l'avvento di nuovi investitori, la liquidazione della società
©CdT/Gabriele Putzu

Avrebbe dovuto parlare oggi, a margine - a questo punto - della retrocessione della squadra in Promotion League. Juan Carlos Truijllo, patron del Bellinzona, ha però rinviato la resa dei conti di una settimana. «Per problemi personali» ci è stato spiegato. Già. Nelle scorse ore, però, l'imprenditore colombiano si è esposto - e non poco - ai microfoni di Blu Radio, emittente sudamericana. 

Trujillo conferma l'incertezza del momento. «Dobbiamo avere chiarezza sulle finanze della società. Una chiarezza che non abbiamo mai avuto». Il proprietario dell'ACB, va da sé, chiama in causa - a più riprese - l'ex numero uno Pablo Bentancur e il passaggio di quote tra le parti, avvenuto la scorsa estate ma non ancora saldato nella sua interezza. «Gli accordi iniziali, d'altronde, vincolavano la seconda tranche del pagamento alla consegna di una situazione orfana di debiti». Stando a Trujillo, le cose sono andate diversamente. «Ma non per malafede o malizia di Bentancur. Semplicemente nemmeno lui era a conoscenza di determinati scoperti». 

Nell'intervista, al proposito, si fa riferimento ai diritti di formazione dei calciatori colombiani approdati al Comunale e per i quali la FIFA pretende circa 750.000 franchi. Come pure alle scadenze tutt'ora da rispettare, in materia di salari e oneri sociali. Gli stipendi pagati, in effetti, si fermano a marzo. Nel complesso, Trujillo parla di «debiti ingenti» e, appunto, «più elevati» di quanto concordato in fase di trattativa con Bentancur. Il contenzioso tra i due, in questo senso, prosegue. «Stiamo lavorando a una soluzione, e credo che pure Pablo sia consapevole della situazione», ha affermato Trujillo, ormai al passo d'addio come scrivevamo sabato. Per poi fornire i tre possibili scenari per il futuro del Bellinzona. «Entro una settimana - ha premesso il colombiano - vogliamo risolvere l'impasse. Nel bene o nel male. Che cosa significa nel bene? Che Bentancur riprenda in mano il club o che un nuovo gruppo di investitori subentri al sottoscritto». Okay. E nel male? «In questo caso mi presenterei volontariamente insieme all'amministratore unico Mario Rosas, fornendo il quadro economico. E cioè spiegando che l'azienda non è in grado di sostenere questo, questo e questo; che questi sono i conti e questo è l'ammontare dei miei investimenti. Tutto in totale trasparenza, per poi procedere alla liquidazione della società poiché non è redditizia». Ahia. 

Una cosa è sicura, e l'ha chiarita lo stesso Trujillo interpellato dai colleghi di Teleticino: «La mia posizione è chiara. Non continuerò con il Bellinzona. Ci sono già delle offerte e le stiamo valutando con la massima attenzione. Si sono fatti avanti tre gruppi. Di questi tre, due si sono fatti da parte per varie ragioni; ne resta uno, che deve decidere questa settimana. Voglio che il club continui, ma con la chiarezza finanziaria e la solidità che questa situazione merita. Tutte le parti coinvolte stanno lavorando affinché tutto vada per il meglio. Chiunque è interessato può parlare con Shpetim Krasniqi».

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