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Tieni traccia dei miei voli? E io ti chiudo l'account

Elon Musk ha sospeso @ElonJet, un profilo che segnalava gli spostamenti in jet del proprietario di Twitter – Alla base della decisione un episodio di stalking che ha coinvolto il figlio X
© AP
Marcello Pelizzari
15.12.2022 10:45

Elon Musk continua a far parlare di sé. Di riflesso, ogni mossa decisa nell’ambiente Twitter è destinata a creare discussione. E polemica. L’ultima, in ordine di tempo, è la sospensione di @ElonJet. Un account che riferiva, in tempo reale e in modo automatico, degli spostamenti via aereo privato dell’eccentrico miliardario.

Solo un mese fa, curiosamente ma nemmeno troppo, Musk aveva garantito che non avrebbe bandito @ElonJet. Si trattava, a suo dire, di garantire (comunque) la tanto decantata libertà di parola su Twitter. Le coordinate, però, sono cambiate. Musk ha minacciato di fare causa a Jack Sweeney, lo studente ventenne proprietario dell’account in questione, dopo che suo figlio X, di appena due anni, è stato seguito da uno «stalker pazzo».

Musk, ancora, ha chiarito il concetto: «Ogni account che diffonde informazioni personali su dove si trova una persona in tempo reale sarà sospeso in quanto violazione della sicurezza fisica». Teoricamente, quindi, chi diffonde informazioni sugli spostamenti con un piccolo ritardo, come fanno altri account di tracking dei voli, non sarà toccato dalla misura. Fra questi account rientra anche l’italiano @jetdeiricchi, balzato agli onori della cronaca lo scorso settembre per aver ricostruito gli spostamenti dell’ex premier italiano Matteo Renzi in vista del suo intervento all’Endorfine Festival di Lugano: «Ha volato da Napoli a Lugano con un jet privato, emettendo più CO2 di quanto una persona emette in un anno intero per gli spostamenti».

Musk, appunto, ha motivato la sua decisione affermando che l’automobile con a bordo suo figlio è stata seguita da una persona che, evidentemente, credeva di stare seguendo il miliardario patron di Twitter. Lo stalker ha poi «bloccato l’auto salendoci sopra» ha raccontato Musk.

Come detto, @ElonJet non è il solo profilo social – e di Twitter in particolare – che pubblica aggiornamenti automatici sugli spostamenti di miliardari, personaggi famosi e personalità politiche via jet privato. Nella stragrande maggioranza dei casi, a differenza di @ElonJet non si concentrano su un singolo personaggio ma tengono traccia di tutti. I dati cui attingono per ricostruire gli spostamenti, lo aveva chiarito a suo tempo il Guardian, sono di dominio pubblico.

Gli account di tracking, nell’ultimo anno, hanno assunto un ruolo centrale nel discorso pubblico. Anche perché attorno al ruolo dei jet privati (di recente ne abbiamo parlato qui e qui) si è acceso un ampio dibattito, legato ovviamente alle emissioni per passeggero. Il fatto che molti VIP, come Kylie Jenner o Drake, siano stati criticati per l’uso smodato dei propri aerei, con spostamenti brevissimi e inquinanti o, peggio, riposizionamenti a vuoto, ha spinto alcuni movimenti e partiti, più o meno dappertutto, a chiedere che la politica limiti il più possibile gli aerei privati.

Sweeney, tornando al caso specifico, si è visto sospendere anche altri suoi account. Dedicati agli spostamenti di Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e Bill Gates.

Musk era venuto a conoscenza di @ElonJet all’inizio dell’anno, chiedendo subito a Sweeney di eliminare l’account. «È un rischio per la sicurezza» aveva scritto Musk, all’epoca non ancora proprietario di Twitter. Già all’epoca l’istrionico miliardario aveva paventato l’ipotesi che qualcuno, all’improvviso, potesse fargli del male. A febbraio, la vicenda aveva preso una curva, diciamo così, curiosa. Sweeeny, al Guardian, aveva detto che Musk gli aveva offerto 5 mila dollari per rendere più complicato per le persone rintracciarlo e chiudere il conto. Di fronte a una controfferta, 50 mila dollari per la precisione, Musk si è tirato indietro. Alla fine, per certi versi ha preferito acquistare direttamente Twitter e chiudere, d’imperio, l’account.

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