Al Palexpo partirà il cantiere per discutere di aggregazioni

Venerdì dalle 13.30 al Palexpo di Locarno (ex Fevi) si apre il grande cantiere delle aggregazioni. O, per chi preferisce andarci piano, il «laboratorio partecipativo per riflettere sul futuro del comprensorio». Come più volte annunciato anche su queste colonne, dai sette Comuni partecipanti (Locarno, Losone, Brione sopra Minusio, Orselina, Minusio, Tenero-Contra e Mergoscia) sono state selezionate 170 persone in rappresentanza delle autorità comunali, della società civile e dell’economia. Saranno loro ad animare i lavori, nell’arco di due mezze giornate (un pomeriggio e una mattinata), per capire come mantenere o migliorare il benessere, e - soprattutto - se abbia ancora senso continuare con la configurazione di oggi o sia più opportuno valutare percorsi di unione.
Venti «isole»
«I partecipanti saranno distribuiti in venti “isole”, dieci per ciascuno dei due scenari previsti», spiega al Corriere del Ticino Marzio Della Santa, caposezione degli Enti locali del dipartimento delle Istituzioni. «Ognuna di queste rappresenta un “pubblico di riferimento”. In alcuni casi, dato il peso specifico di certi gruppi, ne sono state previste due. Per esempio, gli adulti ne avranno due, così come gli anziani e grandi anziani. Lo stesso vale per le aziende del terziario. Altri profili, come bambini e ragazzi, sono stati accorpati. Sono invece rappresentati anche i giovani, i villeggianti e le imprese del settore secondario». Ogni squadra avrà la libertà di considerare anche altri elementi ritenuti rilevanti, oltre a quelli proposti dal «conduttore», che metterà sul tavolo sei macrotendenze di riferimento.
I temi sotto la lente
«Queste andranno da temi come la denatalità all’invecchiamento, dalla digitalizzazione al possibile ritorno a economie più “sovrane”, fenomeno che potrebbe incidere per esempio sul turismo».
Tutte questioni che potrebbero influenzare in futuro il livello di serenità percepito da chi vive della regione. «Dopo questa proiezione nel futuro, però, riporteremo l’attenzione sul presente», aggiunge il nostro interlocutore. «Partiremo da quanto emerso dal lavoro svolto lo scorso autunno, con il sondaggio presentato di recente, per arrivare a chiedersi quali siano gli elementi positivi del territorio e quali, invece, rappresentano delle criticità». Una riflessione, questa, che occuperà la seconda parte del pomeriggio.
«Separati ha ancora senso?»
Le varie comitive indicheranno infine quali dimensioni siano più strategiche per il ruolo che le località sotto esame dovranno assumere nei prossimi 10-15 anni, ossia per le generazioni future. «Sabato, poi, ripartiremo da quanto emerso il giorno precedente, ma con un focus più operativo. Sarà necessario individuare, per ogni “capitolo” quali azioni, cioè quali servizi e prestazioni, gli Enti locali dovrebbero mettere in campo per mantenere o migliorare il livello di agiatezza, considerando le sfide appena discusse». La mattinata si concluderà con una riflessione più ampia, tentando di rispondere alla domanda: «Per garantire queste prestazioni, esiste ancora un motivo per continuare a mantenere i confini attuali, o è opportuno valutare percorsi aggregativi?».
Strumento in mano ai Municipi
Al termine del percorso, i coordinatori del Cantone allestiranno una relazione finale, che sarà presentata alle varie autorità politiche, «come già fatto di recente attraverso il ciclo di serate conclusosi la settimana scorsa, quando si trattava di illustrare i dati raccolti in questo primo sondaggio servito a tastare il terreno. Naturalmente, la condivideremo anche con i partecipanti, che hanno dedicato tempo prezioso al progetto, e con la popolazione, se gli Esecutivi lo riterranno opportuno».
In ogni caso, qualora dovessero emergere indicazioni a favore di uno o dell’altro «matrimonio istituzionale», spetterà comunque ai Municipi valutare l’avvio degli studi formali. «In altri contesti, come nel Basso Mendrisiotto, tra la fine del laboratorio e l’inoltro delle istanze era passato anche un anno e mezzo». Per il Locarnese, arrivare a questo punto sarebbe oggettivamente una grande svolta, dopo decenni di stallo nei quali tutto sembrava essersi congelato.

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