Viabilità

«Automobilisti, dovete avere fiducia, l’anno prossimo andrà molto meglio»

L’Ufficio federale delle strade replica alle proteste levatesi per le colonne che si formano ai nuovi semafori di Cadenazzo, introdotti a fine agosto — I sindaci dei tre Comuni interessati osservano la situazione e c’è chi si dice perplesso per l’attivazione dell’impianto malgrado il progetto sia incompleto
Entrati in funzione appena il 29 agosto, sono già al centro del dibattito © CdT/Gabriele Putzu
Jona Mantovan
16.09.2026 06:00

«Conducenti, abbiate fiducia. L’anno prossimo migliorerà». Suona più o meno così l’invito dell’Ufficio federale delle strade (Ustra), che replica alle proteste levatesi in questi giorni riguardo ai nuovi semafori a Cadenazzo, entrati in servizio il 29 agosto. L’Ustra, sollecitato dal Corriere del Ticino, ricorda che l’attivazione di questi impianti è solo il primo passo di un sistema più ampio, destinato a entrare pienamente in funzione nel 2027 e capace di adattarsi in tempo reale al traffico grazie ai sensori distribuiti sulla tratta a metà tra Locarno e Bellinzona. Intanto, tra ingorghi e tempi di attesa che sembrano allungarsi, i sindaci seguono l’evoluzione sul territorio: c’è chi non registra particolari disagi (come a Sant’Antonino) e chi invece si dice perplesso per l’attivazione anticipata, avvenuta mentre il progetto è ancora incompleto (come nel Comune di Gambarogno). L’Ustra assicura però che la taratura è prevista proprio in questa fase iniziale e che i benefici complessivi - una riduzione dei tempi di percorrenza stimata tra il 10 e il 20% - saranno misurabili solo quando tutti gli incroci saranno operativi.

Sollecitazioni dalla politica

La situazione caratterizzata da numerose lamentele passate soprattutto sui media sociali, aveva poi portato i granconsiglieri Claudio Isabella (Il Centro) e Patrick Rusconi (PLR) a sollecitare il Consiglio di Stato con un’interrogazione. Ma non è tutto, perché il consigliere nazionale dell’UDC Piero Marchesi ha chiesto al Consiglio federale se non sia il caso di sospendere l’estensione del progetto «e intervenire con i necessari correttivi», visto il «preoccupante peggioramento»Anche il collega Simone Gianini (del PLR) ha sollevato questioni simili in un atto separato. In ogni caso, di tirare le somme, anche solo per questa fase iniziale, comunque non se ne parla: «Abbiamo constatato miglioramenti già dal primo giorno, ma è troppo presto per fare un bilancio», rileva Tosca Marci, responsabile della comunicazione della Divisione del Dipartimento federale dei trasporti con sede a Bellinzona. Valutazioni effettive saranno dunque effettuate «sulla base dei dati raccolti durante un periodo di esercizio sufficientemente significativo. Eventualmente, introdotti gli opportuni adeguamenti».

Una modifica dai tempi lunghi

E, ancora: «È necessario una periodo di taratura e ottimizzazione nella situazione reale che è possibile soltanto procedendo a tappe. Inoltre, la modifica di tutta l’infrastruttura necessita tempi lunghi, lavorando di notte, per non disturbare il forte traffico». Il sistema, in ogni caso, fino all’entrata in servizio dell’incrocio alla stazione di Cadenazzo, prevista per il mese di novembre 2026, funziona in maniera parziale: «I benefici saranno appurabili a partire dalla messa in funzione degli impianti previsti nel comparto ovest tra Contone e Quartino, i cui lavori inizieranno e termineranno nel 2027».

Arrivati a quel punto, come ricorda sempre l’Ustra, le code non scompariranno, ma avranno «un maggior scorrimento e potranno “riassorbirsi” più rapidamente». Tornando ai sindaci, a Sant’Antonino Simona Zinniker ribadisce di non aver ricevuto lamentele. «Non mi sembra che ci siano cambiamenti significativi: le colonne del venerdì sera c’erano prima e ci sono adesso, ma non collego le due cose. Da parte nostra, al momento non è qualcosa che rende la circolazione invivibile». Un po’ differente il parere di Gianluigi Della Santa, sindaco di Gambarogno: «Ho qualche dubbio sul fatto che i semafori siano stati attivati senza aver completato l’intero progetto. Ma, d’altronde, è difficile capire se i tempi di percorrenza si siano davvero allungati».

Un «effetto tappo»

Per Della Santa, sarebbe stato più logico mettere in funzione tutto solo a intervento concluso, «così da poter calibrare l’intero sistema. Invece hanno acceso solo il nodo di Cadenazzo, che crea un effetto tappo». «Certo, le reazioni non sono positive. Lo vedo anch’io ogni giorno», dichiara il sindaco di Cadenazzo, Marco Bertoli, che nonostante tutto resta positivo: «Continuo a mantenere un certo ottimismo per l’effetto finale, una volta conclusi tutti i lavori. Sento che molti riconoscono che già prima la situazione non era ideale, e che ora si aggiunge un disagio ulteriore».

A2-A13, rispunta la sponda destra

Già non bastava il rinvio dell’opera all’orizzonte temporale 2055. Ora per il collegamento autostradale A2-A13 rispunta anche la variante di sponda destra. Il tracciato alternativo per il tracciato veloce tra Bellinzona e Locarno sarà messo a confronto con quello per maggior parte in galleria che si è finora approfondito. È quanto emerge dagli ultimi sviluppi presentati dall’Ufficio federale delle strade (Ustra) alla Commissione di accompagnamento politico del progetto. In una riunione svoltasi a inizio mese, ai rappresentanti di Cantone e Comuni è stata esposta la procedura in corso per l’aggiornamento della scheda del Piano settoriale dei trasporti. Procedura che considera l’inserimento del collegamento A2-A13 quale risultato intermedio, in quanto durante la consultazione federale alcuni Uffici hanno richiesto, appunto, di approfondire il confronto tra la variante di sponda destra e quella di sponda sinistra. A breve verrà avviata la procedura di consultazione del Cantone, che si occuperà di coinvolgere i Comuni e altri enti interessati.

«Nessun declassamento»

La proposta di approfondire nuovamente il confronto tra le due varianti ha suscitato il disappunto delle Commissioni di trasporti del Locarnese e del Bellinzonese. «Non solo nega quanto portato avanti dal Cantone sulla base di un lungo percorso di partecipazione e che gode di ampissimo consenso politico - recita una nota stampa congiunta -, ma soprattutto suscita perplessità e viva preoccupazione per le prevedibili ripercussioni sulle tempistiche dell’opera». Da qui le richiesta affinché il collegamento A2-A13 sia mantenuto all’orizzonte 2045 come previsto, senza porlo in alternativa al PoLuMe. Alla Confederazione si domanda inoltre che la variante finora approfondita sia iscritta senza indugio nel Piano settoriale dei trasporti quale dato acquisito e che a Comuni e popolazione sia comunicato il calendario delle tappe che condurranno all’esecuzione dell’opera.

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