Territorio

Beni culturali da proteggere, c’è il via libera del Governo

Adottata la variante del Piano regolatore della Città di Locarno che era stata votata sei anni fa dal Consiglio comunale — Riguarda una sessantina di immobili degni di protezione cantonale e un altro centinaio da preservare a livello locale
Il vincolo riguarda non solo il selciato, ma anche le facciate e i tetti dei palazzi © CdT/Gabriele Putzu
Spartaco De Bernardi
03.10.2026 06:00

Sei anni dopo il voto del Consiglio comunale, la variante del Piano regolatore concernente la tutela dei beni culturali presenti sul territorio cittadino può finalmente entrare in vigore. Il Consiglio di Stato, con una risoluzione adottata ad inizio mese alla luce delle opposizioni e delle osservazioni del Municipio presentate riguardo una precedente decisione risalente al mese di luglio dell’anno scorso, ha approvato le norme che regolano la tutela di edifici storici - sia di culto sia civili -, monumenti, statue, sculture, fontane e altri manufatti. Norme che entrano subito in vigore, malgrado sia data la possibilità di ricorrere al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) contro la decisione del Governo che è in pubblicazione sino al prossimo 16 ottobre.

Le nuove norme pianificatorie entrano subito in vigore malgrado sia possibile ricorrere al TRAM

Fari puntati su piazza Grande

La variante considera in totale una sessantina di beni di interesse cantonale e un altro centinaio di importanza locale. Tra gli oggetti degni di protezione a livello cantonale - oltre alle chiese di San Francesco e di Sant’Antonio, al Castello Visconteo, al Rivellino e al Palazzo del Pretorio, per non citarne che alcuni - spicca piazza Grande. La tutela, specifica il Governo nella sua risoluzione, non si limita allo spazio selciato dell’agorà cittadina, ma comprende anche le facciate, i prospetti laterali e le coperture degli edifici che ne definiscono il margine, inclusi quelli posti all’imbocco delle vie che vi si affacciano. E questo con lo scopo «di preservare la piazza Grande nel suo assetto attuale, quale risultato di un’evoluzione storica che ha sostanzialmente consentito di conservarne l’immagine ottocentesca. La tutela mira pertanto a garantire un’evoluzione coerente di questo spazio urbano, assicurando il mantenimento e il corretto restauro dei suoi elementi essenziali, quali la composizione e le tinteggiature delle facciate, i portici e il selciato, nel rispetto dell’immagine e della sostanza storica della piazza». Rispetto alla variante di PR votata dal Legislativo cittadino, il Governo ha esteso la tutela al palazzo con attività commerciali al numero civico 9, nella parte nord-ovest del comparto.

San Giovanni Battista, nel quartiere di Solduno © www.locarno.ch
San Giovanni Battista, nel quartiere di Solduno © www.locarno.ch
Villa Igea © www.locarno.ch
Villa Igea © www.locarno.ch

Ricorso accolto per Villa Igea

L’aggiunta di un palazzo è stata stabilita dal Governo anche per quel che concerne il perimetro di rispetto della chiesa di Sant’Antonio, della pinacoteca comunale e delle case storiche circostanti. Un perimetro di rispetto è stato istituito d’ufficio pure per la chiesa di San Giovanni a Solduno con l’accoglimento, in parte, delle osservazioni formulate dal Municipio. Come accennato all’inizio, la risoluzione governativa ha tenuto conto dei ricorsi presentati contro una prima decisione risalente allo scorso anno. Uno di questi riguardava Villa Igea, il cui vincolo di protezione era stato esteso all’edificio aggiunto nel 1950 a quello originario e al giardino. Ricorso che il TRAM ha accolto rinviando l’incarto al Governo che, alla fine, ha deciso di rinunciare alla modifica d’ufficio decisa in prima battuta. Ora spetta al Comune valutare l’opportunità di estendere la tutela del bene culturale. E ciò alla luce delle considerazioni espresse dal Consiglio di Stato nella propria risoluzione.

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