Céline Amaudruz si candida al Consiglio federale: «I figli piccoli? Potrei essere d'esempio a molte mamme»

La consigliera nazionale ginevrina Céline Amaudruz ha rotto gli indugi: intende candidarsi alla successione di Guy Parmelin in Consiglio federale, ha annunciato oggi davanti ai media la vicepresidente dell'UDC Svizzera. Il termine per presentare le candidature alla successione del consigliere federale vodese, che lascerà a fine anno, è fissato per venerdì 23 ottobre a mezzogiorno.
Parmelin si è espresso a favore di un ricambio generazionale nell'ambito della sua successione, sottolineando che diverse donne politiche dell'UDC sono all'altezza di questa carica. Dopo averci riflettuto a lungo e averne parlato con il marito e i famigliari, Amaudruz ha affermato di voler mettere al servizio del Paese le sue competenze in uno spirito di collegialità.
«Mio marito ha origini norvegesi, ma è svizzero»
La consigliera nazionale si è detta pronta ad assumersi la carica, sempre che l'assemblea federale la elegga, con determinazione e con umiltà, allo scopo di lavorare al servizio del bene della Svizzera, un Paese che ama profondamente anche per la sua diversità e il suo attaccamento alle tradizioni, ma sempre con uno sguardo aperto sul mondo.
Incalzata dalle domande dei giornalisti, la 47enne ginevrina ha affermato di avere preferenze per quanto riguarda i dipartimenti, senza tuttavia specificare quali. Alla esponente UDC è stato pure chiesto se il marito, Michael Andersen, sia effettivamente svizzero e cosa ciò implichi per la sua politica migratoria: «Mio marito ha origini norvegesi, ma è svizzero», ha risposto.
Amaudruz ha poi affermato che «la violenza domestica è più diffusa tra le persone provenienti da altre culture», aggiungendo che il fenomeno comunque è «sempre inaccettabile»: «Non dobbiamo chiudere un occhio», ha dichiarato promettendo di volersi impegnare in materia.
Un esercito forte e confini rafforzati
Per la 47enne le maggiori sfide per la Svizzera sono legate alla situazione geopolitica mondiale: «Oggi in molti Paesi c'è la guerra», ha spiegato, il nostro Paese deve «impegnarsi per la pace e il dialogo». Amaudruz, in questo senso, ha detto di voler promuovere un esercito forte, rafforzando al contempo la sicurezza dei confini nazionali. Ha poi menzionato la questione economica, evidenziando come il potere d'acquisto delle persone diminuisca di giorno in giorno. «Questo è un problema grave. Bisogna rafforzare la classe media e sostenere l'agricoltura». Per quanto riguarda i Bilaterali III, la ginevrina ha detto che «minacciano la nostra indipendenza e sovranità».
«Potrei essere d'esempio a molte mamme»
In merito ad alcuni articoli usciti sui media circa la conciliabilità tra l'essere madre di figli ancora piccoli e il Consiglio federale, Amaudruz si è detta «esterrefatta» che in un Paese come la Svizzera circolino ancora idee del genere. Anzi, ha aggiunto facendo trasparire una certa irritazione, «se venissi eletta potrei essere d'esempio a molte mamme».
Prendendo la parola, il presidente della sezione ginevrina dell'UDC, Lionel Dugerdil, ha aggiunto che la candidatura di Amaudruz sarà sottoposta all'assemblea della sezione il 20 ottobre prossimo. L'idea è di portare all'attenzione dell'UDC Svizzera una personalità proveniente da un Cantone non più rappresentato nell'esecutivo federale dal 2011, ossia dalla partenza di Micheline Calmy-Rey (PS). Per il viticoltore di professione, la candidatura Amaudruz, oltre a far bene alla Romandia, ricorda anche l'importanza di un Cantone che, grazie alla sua piazza finanziaria e alle sue industrie, rappresenta un importante polmone economico per la Svizzera. Solo nel 2025, ha sottolineato, Ginevra ha contribuito alla perequazione finanziaria con 542 milioni di franchi.

