Centovallina ogni trenta minuti, il potenziamento arriverà soltanto dal 2028

Il potenziamento dell'orario della Centovallina si allontana. Prima di vederlo, si dovrà pazientare ancora un po’. Ma - proprio come uno degli sferraglianti convogli che si muovono tra le montagne alle spalle di Locarno - è sicuro che arriverà, anche se con un leggero ritardo. L’obiettivo è di aumentare la frequenza delle corse, così da averne una ogni trenta minuti sulla tratta fra la Città e Intragna. Una modifica, annunciata proprio su queste colonne sei mesi fa, che avrebbe dovuto essere introdotta dal dicembre del 2027 e che, invece, slitterà di un anno, se tutto andrà per il verso giusto. Lo ha confermato al Corriere del Ticino il direttore delle Ferrovie autolinee regionali ticinesi (FART), Claudio Blotti, il quale ha precisato che si attende ancora il via libera da Berna: «Il progetto si trova all’esame dell’Ufficio federale dei trasporti per l’approvazione e la decisione ci dovrebbe essere comunicata nelle prossime settimane».
Due cantieri pronti per l'apertura
Una volta superato questo scoglio, sarà dunque possibile avviare i due cantieri che renderanno possibile l’importante sviluppo: «Il primo sarà a Tegna, dove realizzeremo un incrocio, mentre il secondo intervento riguarda Intragna, dov’è prevista la costruzione di un terzo binario», ha aggiunto ancora Blotti. Lo sguardo, però, va più lontano - sia geograficamente, sia concettualmente - anche per un altro progetto sul quale l’azienda di trasporto pubblico locarnese intende scommettere, alfine di rilanciare una realtà periferica (e di confine) come quella del Comune che dà il nome alla ferrovia ultracentenaria. Giovedì, infatti, è stato inaugurato a Camedo, frazione di Centovalli, un centro eventi all’avanguardia. Costato 650 mila franchi, è stato edificato proprio nel punto dove fino agli anni Settanta era attivo il buffet della stazione.
Un aspetto contemporaneo
Oggi si presenta agli occhi del pubblico con un aspetto contemporaneo grazie alle facciate in legno, a listoni orizzontali. Come indicato dall’architetto Bruno Buzzini, incaricato della realizzazione, il fabbricato originale è stato quasi totalmente demolito ed è stato sostituito da un volume analogo. L’unica parte sopravvissuta è quella sotterranea, con le cantine.
Vista la vicinanza con la strada ferrata, si è resa necessaria l’applicazione e la verifica di una serie di misure di sicurezza che mirano a garantirne la tenuta anche nel remoto caso di un deragliamento e successivo urto da parte di un treno. Al di là della curiosità, altrettanta attenzione è stata riservata «al dialogo con il paesaggio, nel rispetto dell’identità originaria dello stabile, e con il contesto della pittoresca frazione», ha affermato Buzzini.
Tra seminari e congressi
La portavoce delle FART, Cecilia Brenni, ha illustrato una serie di esempi sul futuro della nuova opera: «Quel che fu un punto di ristoro è stato ripensato per ospitare attività come seminari, incontri aziendali e tutti gli appuntamenti legati alle iniziative che coinvolgono il materiale rotabile storico, come la cena con delitto o il brunch del primo agosto. L’idea è di offrire un luogo accogliente per i passeggeri che partecipano a queste esperienze».
Gli interni sono in grado di ricevere fino a cento persone: «Lo spazio è comunque versatile e si presta a molte configurazioni. E, grazie a una cucina professionale, è possibile organizzare pranzi o cene più complesse. Ci auguriamo che possa diventare una dimora anche per proposte culturali o spunti di chiunque voglia sfruttare questa possibilità dai toni più intimi a contatto con la natura».
«Un recupero intelligente»
Presente al «battesimo» anche il Consigliere di Stato Claudio Zali, che ha definito il Centro eventi «un recupero attento e intelligente, a favore della comunità, che riesce a valorizzare la fermata di frontiera».
Gli ha fatto eco il presidente del consiglio d’amministrazione delle FART, Paolo Caroni: «Le richieste pervenute ancora prima dell’apertura dimostrano che c’è interesse». Soddisfazione anche da parte del vicesindaco di Centovalli, Andrea Fenaroli: «Un’opportunità concreta che ci dà lustro».
«Il segmento degli incontri pubblici e delle riunioni genera il 20% dei pernottamenti in Ticino», ha infine ricordato il direttore di Ticino Turismo, Angelo Trotta, evidenziando come la richiesta di sale di questo tipo sia in crescita. E il fatto che una, da oggi, sia collocata lungo un tracciato riconosciuto da Lonely Planet, CNN e New York Times come una delle migliori esperienze da vivere in ambito ferroviario, è tutto di guadagnato.




