Bellinzona

Chiude un altro storico bar: «Questa era casa mia, purtroppo devo andarmene»

Ultime ore per il bar Bruno in viale Officina nella capitale, inaugurato nel 1943 - Entro domani deve chiudere - Il complesso è stato venduto e non ci sarà più spazio per un ritrovo pubblico - Il gerente Osman «Mimmo» Mohamed: «Non c'è nulla da fare, mi spiace soprattutto per i clienti»
Mimmo dietro il bancone. © CdT/ADD
Alan Del Don
27.10.2026 12:47

«Non c’è niente da fare, purtroppo. Devo andarmene in quanto il proprietario del complesso ha deciso di vendere. Mi spiace per i clienti». Mimmo, classe 1956, di origini egiziane, è più deluso che arrabbiato. A Bellinzona lo chiamano tutti con il soprannome, anche se all’anagrafe è Osman Mohamed. Come appreso dal Corriere del Ticino, entro domani, dopo 35 anni, dovrà dire addio all’osteria bar Bruno in viale Officina 17, vis-à-vis l’entrata principale dello stabilimento industriale delle FFS. Un ritrovo storico della capitale, aperto nel 1943, nel mezzo della Seconda guerra mondiale. Anni cupi in cui la Turrita (che allora contava circa 11-12 mila abitanti), in qualità di capitale del Ticino, fu coinvolta nella gestione dell’emergenza dei profughi e degli internati. Si racconta che, con ogni probabilità, qualcuno fu accolto persino nelle cantine dell’esercizio pubblico, alla luce della sua vicinanza con la linea ferroviaria.

Viavai di persone

In queste ultime ore, nel locale, il viavai di persone è più incessante del solito. Proprio perché tutti vogliono, chi simbolicamente chi per davvero, dare un abbraccio a Mimmo per consolarlo. Alcuni piangono, altri non capiscono. «È stato un fulmine a ciel sereno. L’ho saputo negli scorsi giorni. E in fretta e furia ho dovuto organizzarmi, dato che il termine è stato fissato per domani. Mi è stato detto che, in futuro, non ci sarà più spazio per un bar», ci spiega il diretto interessato, mentre sta liberando gli spazi. È in pensione da una decina d’anni, afferma con il sorriso, ma «sono sempre qui, in quanto questa è la mia casa». Osman Mohamed è, de facto, l’unico vero dipendente, in quanto i camerieri lavorano ad ore. Quando c’è bisogno, li chiamava. I clienti più affezionati sono indubbiamente gli operai delle Officine. Il caffè la mattina, la pausa pranzo, le chiacchiere a fine giornata. «È un peccato. Spero veramente che possa esserci un ripensamento e che il bar possa continuare ad accoglierci. L’ambiente è veramente familiare», ci dice un avventore. Molti, tra i fedelissimi, i giovani. Per loro il ritrovo era un punto di incontro, di aggregazione. «35 anni di luci accese, non spegnete i nostri sorrisi al nostro amato bar Bruno», recita lo striscione all'esterno, verso la strada cantonale.

Fra ACB e Marilyn

Alle pareti sono appese vecchie fotografie dell'Associazione calcio Bellinzona. All'angolo sinistro del bancone spunta persino lei, una foto in bianco e nero della grandissima Marilyn Monroe. Quel suo sorriso, oggi, sembra più malinconico del solito. In mezzo al bar, appoggiati sui tavoli accatastati, ci sono altri scatti d'epoca. Come quello del primo giorno di Mimmo al timone del bar. «Ho fatto la gavetta a Roma. È proprio lì che mi hanno affibbiato il soprannome. Mi è piaciuto fin da subito. Arrivato a Bellinzona ho gestito dapprima il bar del tennis poi sono entrato al bar Bruno. Nel mezzo qualche esperienza come cameriere, sempre nella Turrita. Una città che amo», afferma il nostro interlocutore. Nel frattempo entra un altro avventore. Un altro abbraccio. Una stretta di mano vigorosa. Quasi a voler dire «non lasciarci» o «grazie di tutto». Perché i gesti, a volte, valgono più di mille parole.

La capitale come Lugano

Bellinzona come Lugano, insomma. Nella città sul Ceresio, ricorderete, ad inizio mese ha abbassato definitivamente la saracinesca il bar Laura in via Bossi. Dopo 32 anni è stata scritta la parola fine. Così come i commerci, purtroppo, pure gli esercizi pubblici non se la passano per nulla bene. Dopo la pandemia da coronavirus la situazione pare addirittura essere peggiorata. Certo, i motivi sono disparati. Tuttavia a chiudere non è semplicemente un locale, ma a venire cancellato è molto spesso un pezzo di storia. Come nel caso del bar Bruno.

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