L'idea

«Disegno il mio Gambarogno tra leggende e colori pastello»

L’illustratrice bellinzonese Federica Michels-Villa ci svela il progetto per promuovere il turismo nella località sul Verbano — «Il mio lavoro di diploma è dedicato ad una destinazione poco conosciuta che ho scoperto anni fa, quando ero ancora bambina»
Il poster del progetto dedicato al Gambarogno; in primo piano, l'illustratrice bellinzonese Federica Michels-Villa. © MAD
Jona Mantovan
20.04.2026 06:00

Forme sinuose e astratte vanno a evocare situazioni e personaggi che sembrano galleggiare in un sogno dai colori pastello: c’è chi nuota nel lago, chi prende il sole o chi, ancora, pratica yoga sulle rive del Verbano. Sullo sfondo, sempre ritratta con lo stesso tocco, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Vira, frazione di Gambarogno. È questa la visione dell’illustratrice bellinzonese Federica Michels-Villa, che ha appena realizzato - al termine della formazione alla Schule für Kunst und Design di Zurigo - un progetto per promuovere una regione che ritiene ancora poco conosciuta, soprattutto tra i suoi colleghi d’oltralpe.

Un iter lungo

Ma, per arrivare sin qui, l’iter è stato lungo. Dopo aver frequentato Scienze della comunicazione all’USI e aver conseguito una specializzazione a Milano, inizia a lavorare nel mondo della pubblicità e, da un decennio, è attiva nella capitale economica svizzera. A 35 anni, tuttavia, si rende conto che il disegno - praticato sin da piccola e che non ha mai lasciato - è la sua vera strada. E così si iscrive al citato corso triennale, alla conclusione del quale è prevista la presentazione di un elaborato: «Ho deciso di raccontare il territorio adottando un approccio autoriale, conferendogli una personalità forte, riconoscibile e originale», racconta la nostra interlocutrice. Per avviare il progetto, dopo un incontro con le autorità, esplora i dintorni raccogliendo suggestioni dagli angoli meno noti. «Lungo questo itinerario ho trovato o ritrovato, ad esempio, alcune piccole leggende, il valore del Parco botanico e la ricchezza naturalistica delle Bolle».

Tra le storie locali che la colpiscono, quella dei «Cento campi», che racconta di un sagrestano che desiderava coltivare dei terreni rivelatisi impraticabili. Stipula dunque un patto con il diavolo: in cambio della sua anima, avrebbe ribaltato la situazione entro il rintocco delle campane all’alba.

Volevo raccontare questi luoghi in modo un po’ diverso, e così ho cercato di dare loro una personalità forte
Federica Michels-Villa, illustratrice

Esperienze tra gioielli nascosti

Rendendosi conto dell’errore, il custode anticipa la suonata, facendo fuggire il maligno, gabbato e furioso, che aveva però appena concluso la preparazione delle superfici, lasciandole così pronte per la semina. Tornando all’opera di Michels-Villa, la scelta è stata di sviluppare due prodotti: un manifesto e una guida. «Nel primo, ho rappresentato le attività che si possono praticare nella regione: dalle esperienze come la navigazione alle escursioni e all’osservazione degli uccelli migratori». La seconda, invece, porta qualche sfida in più: «Ho preferito costruire un percorso personale, in otto tappe. Un viaggio che inizia sul Lago Maggiore, in battello, e prosegue fino alla sponda orientale, accompagnando chi legge alla scoperta di gioielli nascosti».

Il clima mediterraneo

Lo stile è emerso gradualmente, attraverso numerose bozze, che le hanno permesso di individuare un tono a lei affine, «bidimensionale, con una prospettiva frontale. Le figure sono presenti, ma rimangono morbide e stilizzate, più evocative che descrittive. Anche la scelta cromatica è stata molto importante. Ho utilizzato una palette che richiama il clima mediterraneo, con sfumature di verdi, terracotte e tonalità calde, pensate per trasmettere un senso di accoglienza e invogliare a visitare questi posti idilliaci».

L’obiettivo sarebbe la creazione di un’identità per questa particolare fetta del Locarnese. «Attualmente, sono in dialogo con il Comune. La speranza è di poter concretizzare questa ricerca in un’ottica di valorizzazione turistica. In prospettiva, mi piacerebbe ampliare il discorso, adattando quanto studiato in questi due casi anche ad altre regioni svizzere altrettanto poco popolari, offrendo loro un linguaggio visivo unico e coerente, riconoscibile a colpo d’occhio». A questo proposito, promette aggiornamenti in merito sul suo sito, raggiungibile all’indirizzo www.fevitales.ch.

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