#Spiegato

Caccia a easyJet: perché Castlelake vuole la compagnia preferita dai ticinesi

Offerte rifiutate, slot pregiati a Ginevra e Malpensa, una flotta da 5,8 miliardi di euro: cosa c'è, davvero, in gioco nell'assalto alla low cost britannica
©Gabriele Putzu
Marcello Pelizzari
30.06.2026 09:00

L’Economist, nella sua analisi, è stato volutamente ironico. Quasi spietato. Della serie: se offri voli a buon mercato, per osmosi chiunque si affacci per acquistare il tuo business cercherà di strappare un sì a prezzi di saldo. Stiamo parlando, evidentemente, di easyJet e dell’interesse di Castlelake, società di investimento statunitense uscita allo scoperto lo scorso 22 giugno con un’offerta – appunto – giudicata troppo bassa: 4,7 miliardi di sterline, più o meno 5,5 miliardi di euro, per mettere le mani sulla low cost britannica. Una delle compagnie più usate dai ticinesi in partenza da Milano Malpensa, per intenderci. Castlelake ha pure rivelato che due offerte precedenti, inferiori, erano state respinte. Grazie ma no grazie, insomma, con easyJet che, pur accusando il fondo di voler comprare la compagnia «a prezzi stracciati» e pur rifiutando, il 25 giugno, un’ulteriore offerta da 5,7 miliardi di euro, ha fatto sapere di essere disposta a parlare. Fino al 5 luglio. 

Diamo i numeri

Domanda: ha senso, per Castlelake, spendere tutti quei soldi per un vettore aereo? Soprattutto, ha senso ora? Snì. L’aviazione è un settore duro e altamente competitivo. Caratterizzato, da un lato, da profitti generalmente magri e, dall’altro, da sconvolgimenti improvvisi e pesanti. L’impennata del prezzo del cherosene, complici il conflitto fra Iran e Stati Uniti e le strozzature legate a Hormuz, ha spinto la IATA, l’Associazione di categoria, a rivedere al ribasso le previsioni sugli utili netti del settore. C’è chi, nel frattempo, è andato gambe all’aria, come Spirit

I dati di easyJet, indubbiamente, sono invitanti. Esaminando l’anno finanziario 2025, terminato a settembre, emerge un piacevole +9% alla voce profitti (665 milioni di sterline) grazie ai pacchetti vacanze venduti tramite easyJet Holidays. E ancora: i ricavi sono saliti dell’8,6% raggiungendo 10,1 miliardi di sterline con 93,4 milioni di passeggeri trasportati rispetto agli 89,7 milioni dello scorso anno. Il tasso di riempimento delle cabine è oltre il 90%. Wow. La citata crisi in Medio Oriente, per contro, ha spaventato i passeggeri. I quali, temendo di ritrovarsi chissà dove senza carburante per ritornare a casa, hanno rinviato la prenotazione delle ferie. Di riflesso, la compagnia si è vista costretta a mantenere bassi i biglietti. Con tutte le conseguenze del caso: il primo semestre, in questo 2026, è stato negativo, con perdite riportate pari a 532 milioni di sterline contro i 359 milioni del 2025 per lo stesso periodo. Un peggioramento del 44%. 

La struttura di easyJet

Senza scomodare l’annosa questione dell’uovo e della gallina, riassumibile nella domanda «chi è nato prima?», è difficile dire se Castlelake sia parte del problema o della soluzione. La struttura stessa di easyJet, con la famiglia greco-cipriota Haji-Ioannou al 16%, e parliamo di chi ha fondato il vettore, espone la compagnia a possibili scalate. L’offensiva del fondo, alimentata dalle indiscrezioni di una possibile acquisizione, ha fatto volare il titolo in Borsa, dopo che lo stesso era crollato a causa della guerra in Medio Oriente. Con Castlelake al 2,14%, gli altri investitori di easyJet potrebbero essere tentati da un’eventuale offerta rivista al rialzo. 

Il valore nascosto

Arrivati a questo punto, tuttavia, un’altra domanda sorge spontanea: che cosa intende fare, un fondo come Castlelake, con easyJet? La società americana, per farla breve, non è un corpo estraneo se ci limitiamo all’aviazione. Ha guidato il consorzio che ha salvato dal fallimento SAS, vettore scandinavo, nel 2023, salvo poi cedere la propria quota al colosso Air France-KLM, partner nell'operazione. A conferma, se vogliamo, che come qualsiasi altro fondo non cerca impegni duraturi. Tanto più in un business come questo. 

In Wall Street, film seminale di Oliver Stone, Gordon Gekko a un certo punto decide di accompagnare Bud Fox nell’acquisito di una compagnia aerea al solo scopo di smembrarla. Guidato dal «valore intrappolato» della stessa. Castlelake gestisce già centinaia di aerei in leasing. La prospettiva di aggiungere al proprio totale la flotta di proprietà di easyJet potrebbe, dunque, essere la molla del tentativo di acquisizione. La low cost possiede il 58% dei suoi Airbus A320. Se consideriamo anche gli A320neo e gli A321neo, i velivoli di ultima generazione meno avidi di cherosene, la quota sale addirittura all’85%. Altri, come Wizz Air, prediligono invece il noleggio. L’altra ricchezza nascosta di easyJet è il suo portafoglio ordini: 290 Airbus da consegnare nei prossimi otto anni, per svecchiare il parco macchine attuale. La flotta è valutata circa 5,8 miliardi di euro, più dell'ultima offerta, e potrebbe salire a 8,7 miliardi entro il 2028. Si tratta di asset preziosi, dato l'enorme arretrato di Airbus, oltre 9.000 aerei, e forse un'attesa di dieci anni per i nuovi ordini.

Quegli slot a Cointrin

A proposito di ricchezze, Castlelake sembra apprezzare la scelta, mirata, fatta da easyJet in questi anni. La compagnia si è discostata dal modello ultra low cost perseguito da Ryanair e, soprattutto, Wizz Air. Ha scelto e continua a scegliere aeroporti centrali. Di qui il portafoglio di slot che, va da sé, fa gola ai vettori tradizionali europei. Le posizioni sono di peso: la compagnia controlla il 44% delle capacità di Londra Gatwick e il 43% di quelle di Ginevra Cointrin, con quote di rilievo anche a Milano Linate, dove è entrata con forza come remedy taker nell’ambito della cessione di slot da parte di ITA Airways dopo l’ingresso di Lufthansa, Parigi-Charles de Gaulle e Milano Malpensa. In Brughiera, il primo scalo dei ticinesi, easyJet è da anni la prima compagnia per passeggeri. La sua flotta serve quasi 1.300 rotte, 37 paesi e 165 aeroporti.

La compagnia, parallelamente, ha costruito un fiorente business delle vacanze. Lanciato nel 2019, easyJet Holidays rappresenta oggi oltre un terzo degli utili ante imposte: nel 2025 ha pesato per il 38% del totale del gruppo. In un anno, i clienti sono passati da 1 a 1,3 milioni (+22%), il fatturato è balzato del 30%, a circa 600 milioni di euro, e l'utile ante imposte del 39%, a circa 70 milioni di euro, per una redditività del 9% (ben superiore a quella del trasporto aereo tradizionale). Detto che è difficile sapere quanto varrebbe questa attività se scorporata, altri vettori europei con vocazioni turistiche, come British Airways o Jet2, potrebbero essere interessati.

Ultima domanda: avrebbe senso, per Castlelake, mettere le mani su easyJet per scorporarla? Gli esperti suggeriscono che una manovra del genere, eufemismo, sarebbe coraggiosa. D’altro canto, la stessa compagnia – a metà strada fra una low cost e un vettore tradizionale – ha fatto del coraggio un tratto distintivo.