Giustizia in città, un accordo tutto da trovare: «Il Cantone non può rapinarci i terreni»

Per la Giustizia a Viganello restano ancora vari nodi da sciogliere. Nodi economici, certo, ma anche politici e procedurali. Insomma, la fumata bianca ancora non c’è. Tanto che il Municipio di Lugano proporrà al Cantone delle possibili alternative, sia al sedime ex PTT e sia, soprattutto, per il Ministero pubblico e la Polizia cantonale. Per l’Esecutivo luganese mantenere il Terzo potere dello Stato in città è un obiettivo prioritario. Ma, come detto, ci sono alcuni punti da chiarire con il Cantone. E la strada è tutt’altro che in discesa. Il primo è di natura finanziaria. L’offerta per il terreno di Viganello pervenuta sulle scrivanie di Palazzo Civico è di 15,7 milioni di franchi: troppo pochi per la Città, che lo aveva acquistato sotto la sindacatura di Giorgio Giudici per 11,3 milioni, investendone altri 6,1 per una parziale ristrutturazione, e lo valuta almeno una cinquantina di milioni. A questo punto, ne parlavamo il 27 gennaio scorso, si andrà verosimilmente verso una perizia “super partes”.
«Va trovato un consenso»
Pur salutando positivamente l’apertura di un canale di dialogo, il sindaco di Lugano Michele Foletti è scettico sul modus operandi del responsabile politico della Giustizia, il ministro Claudio Zali: «Capisco l’esigenza di contenere le spese, ma non si possono rapinare i Comuni dei propri terreni per le esigenze del Cantone. Quest'ultimo non può venire a dirci “Ve lo pago e basta”», dice al Corriere del Ticino. «Stiamo comunque parlando di uno dei pochi grandi terreni di proprietà della Città». Questo ci porta a un’altra questione, quella politica. Già, perché sul sedime di Viganello in questione, il Consiglio comunale ha approvato nel 2019 una mozione dell’allora PPD a favore di un quartiere residenziale intergenerazionale. «C’è da costruire un consenso all’interno del Legislativo su un eventuale cessione al Cantone», rimarca Foletti. Oltre alla compravendita del fondo (che andrà avallata dal Gran Consiglio e dallo stesso Consiglio comunale) bisognerà inoltre mettere in conto una variante di Piano regolatore e la successiva procedura edilizia. Scenario che si ripeterà a Bioggio, dove è stato individuato un terreno agricolo a Cavezzolo che andrà azzonato a edificabile (e la sua “perdita” dovrà essere compensata). Anche in questo caso, a far storcere il naso in riva al Ceresio è la “corsia preferenziale” che il Cantone concederebbe a sé stesso.
In affitto?
Rimanendo in tema di considerazioni politiche, se in Municipio a Lugano ci sono perplessità sull’offerta economica, ve ne sono anche sul prospettato spostamento del Ministero pubblico a Bioggio. «Se l’obiettivo è quello di tenere separati il Tribunale di Appello e il Ministero pubblico, sul tavolo abbiamo già qualche idea per la Magistratura e la Polizia cantonale», dice il sindaco. Si tratta di possibili soluzioni «più vicine al carcere e all’autostrada». Per Foletti, «bisogna cercare la soluzione che possa incontrare un consenso generale, non solo in Gran Consiglio e in Consiglio comune ma anche tra gli addetti ai lavori. Come Municipio – prosegue – ci impegneremo a fare tutte le valutazioni del caso, sia sul terreno ex PTT, sia su altre soluzioni in città. È chiaro che se la questione ideologica di fondo è che non si vuole mandare la Giustizia in affitto, allora il ventaglio di possibilità si riduce». Anche se, rimarca Foletti, «a Berna è stata creata una cittadella della Giustizia grazie a un partenariato pubblico privato e il Terzo potere è in affitto...». Nelle prossime settimane, il Municipio metterà nero su bianco una risposta da inviare a Zali, comprese le possibili soluzioni alternative. Sullo sfondo resta comunque uno spettro non indifferente: quello di vedere la Giustizia traslocare definitivamente da Lugano, qualora oltre allo stabile EFG bocciato in votazione popolare nel 2024 dovessero sfumare per un motivo o per l’altro anche le varie opzioni in città (o nel Luganese).
Le lettere del DT
Come riferito il 23 gennaio scorso, tre settimane fa Zali ha scritto al Municipio di Lugano confermando l’interesse per il comparto ex PTT di Viganello. Un terreno dove gli edifici presenti saranno abbattuti e ricostruiti per ospitare i giudici penali e civili durante la ristrutturazione di Palazzo di Giustizia, e in futuro, l’amministrazione. Parallelamente, a Bioggio è stato individuato un terreno comunale nel comparto Cavezzolo, vicino alla futura fermata del tram-treno. L’idea è destinarlo al Ministero pubblico e alla Polizia cantonale.
Nel 2024, ricordiamo, Lugano si era fatta avanti proponendo la torre Est del PSE, uno scenario poi sfumato, mentre la partecipata Lugano Next (ex AIL Servizi) aveva messo sul tavolo tre blocchi del comparto EFG in via Peri. Pure questa offerta era stata respinta. Anche il gruppo immobiliare della famiglia Artioli si era fatto avanti con un blocco, mentre Migros Ticino aveva messo a disposizione degli spazi in via Pretorio 15, proprio di fronte a Palazzo di Giustizia.



