Il dibattito

Il Governo torna sotto pressione per la navigazione sul Verbano

Un’interrogazione di Amalia Mirante (Avanti con Ticino&Lavoro) chiede come il Consiglio di Stato voglia garantire il futuro del servizio di trasporto nautico sul lago Maggiore: «È ora di capire quali rischi il Cantone e altri enti dovranno assumersi»
Nelle discussioni si parla della compagnia di trasporto pubblico con sede a Locarno, le FART; nell'adesivo in primo piano, la granconsigliera Amalia Mirante (Avanti con Ticino&Lavoro) © Ti-Press/CdT, elaborazione CdT
Red. Locarno
17.06.2026 06:00

Si riaccende il dibattito sulla navigazione del lago Maggiore. Il Consiglio di Stato è messo sotto pressione da un’interrogazione di Amalia Mirante (Avanti con Ticino&Lavoro, cofirmatari Evaristo Roncelli e Giovanni Albertini), che chiede se e come il Governo voglia garantire il futuro del servizio di trasporto nautico: «Non si tratta soltanto di stabilire chi debba gestire un servizio pubblico, ma anche quali rischi finanziari, imprenditoriali e organizzativi il Cantone e gli altri enti pubblici siano eventualmente intenzionati ad assumersi», si legge nel testo dell’atto parlamentare. Nel quale si evidenzia pure la delicata situazione delle finanze cantonali: «Mentre si chiedono risparmi, si avvia una revisione della spesa e si discutono riduzioni o contenimenti delle prestazioni pubbliche, non sarebbe comprensibile avviare nuove attività imprenditoriali a carico dello Stato senza un’analisi trasparente dei costi, dei rischi e delle alternative», aggiunge Mirante, che intende sapere se il Consiglio di Stato stia valutando un cambiamento di strategia di tale offerta sullo specchio d’acqua.

Una mozione inevasa da tempo

Ma non è tutto. L’esponente di Avanti, infatti, ricorda la mozione tuttora inevasa (il cui termine di risposta è scaduto il 17 maggio scorso, evidenzia) presentata sul Progetto cantonale della navigazione sui laghi ticinesi, illustrato anni fa. Un progetto, questo, che prevede «un preciso modello organizzativo e di sviluppo per la navigazione pubblica sui laghi ticinesi».

Il documento solleva anche l’ipotesi, tornata «con una certa insistenza», di un possibile coinvolgimento delle Ferrovie autolinee regionali ticinesi (FART) nella futura gestione della navigazione sul lago Maggiore. Una prospettiva, questa, che «solleva interrogativi concreti. Nel 2017 e nel 2019, lo stesso Governo aveva indicato che l’opzione risultava più onerosa e meno sostenibile rispetto al modello adottato. Non è chiaro se nel frattempo siano intervenuti nuovi elementi tali da modificare quelle valutazioni. Non è nemmeno noto se siano in corso studi, contatti o approfondimenti riguardanti un diverso assetto della navigazione pubblica sul lago Maggiore». È quindi necessario, sollecita ancora Amalia Mirante, che l’Esecutivo chiarisca le proprie intenzioni, renda note le valutazioni già svolte e indichi chi dovrebbe sostenere i costi e assumere i rischi di un eventuale nuovo modello. In tutto sono 17 le domande sottoposte sui vari aspetti della questione al Consiglio di Stato, che intendono far luce sulla situazione.

A partire dalla conferma del sostegno al modello di sviluppo previsto dal citato progetto cantonale e, in caso negativo, «quali modelli sono in fase di valutazione e per quali ragioni ritiene necessario modificare l’impostazione finora adottata?». E, ancora: «Ci sono stati incontri, studi o analisi per una diversa organizzazione della navigazione sul lago Maggiore? Sono in corso valutazioni su un futuro coinvolgimento delle FART?», domandano Mirante e colleghi. Che insistono sull’esistenza di valutazioni che vertono su una diversa organizzazione della navigazione sul Verbano, sotto qualsiasi forma (tramite contatti o scambi informali, note interne, studi, simulazioni finanziarie, attribuzioni di mandato o altri approfondimenti). Tutte mosse, queste, che giocoforza andrebbero a toccare i Comuni, che si chiede se siano stati coinvolti nelle valutazioni e, in caso positivo, quali posizioni abbiano espresso.

Il ruolo di «Verbano26»

Infine si cita anche l’associazione Verbano26, nata con finalità culturali e celebrative per il bicentenario delle attività di navigazione, i cui promotori sono tuttavia intervenuti «anche nel confronto relativo al futuro assetto organizzativo e gestionale». Ebbene, per quanto riguarda questo capitolo si vuole sapere quale sia ruolo, mandato e competenze che il Consiglio di Stato attribuisce a questa realtà nell’ambito delle riflessioni sul futuro della navigazione sul Verbano: «Quali rapporti istituzionali, incontri, scambi o forme di collaborazione intrattiene con l’associazione e con i promotori dell’iniziativa?», conclude l’interrogazione.

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