«Importante trauma cranico-facciale» per Jessica Moretti dopo l'aggressione del marito

Emergono nuovi dettagli dopo che Jacques Moretti è stato posto in carcerazione preventiva con l'accusa di violenza domestica sulla moglie Jessica. A fornire nuovi elementi è il Corriere della Sera che, riportando quanto riferito da una fonte ospedaliera, dice che la donna ha riportato un «importante trauma cranico-facciale» per la quale è stata ricoverata nel reparto di traumatologia. Chi ha visto Jessica Moretti in ospedale parla poi di una donna ferita in modo «brutale» che porta sul proprio corpo «segni bruttissimi». A essere segnato non sarebbe però solo il fisico della donna, ma anche la sua psiche: Jessica sarebbe infatti traumatizzata dal punto di vista psicologico.
Nei confronti di Jacques Moretti la procura ha intanto aperto un fascicolo. Finora sembrerebbe però, sempre secondo quanto riporta il foglio milanese, che Jessica non abbia ancora provveduto a sporgere denuncia nei confronti del marito.
Altra domanda emersa negli scorsi giorni riguarda dove si trovi la donna: se ancora all'ospedale o a casa. Ebbene, Jessica Moretti avrebbe fatto rientro al domicilio. Anche su questo punto, però, i nodi da sciogliere non mancano. Se infatti la donna è data come dimessa dall'ospedale di Sion, dove era ricoverata, nessuno l’ha vista in questi ultimi giorni, spiega sempre il quotidiano italiano. E le tapparelle di casa risultano abbassate ormai da diversi giorni.
Che cosa è successo?
I fatti per i quali Jacques Moretti è finito in detenzione preventiva sono avvenuti nella notte tra l11 e il 12 agosto. Preoccupati dalle urla che sentivano provenire dalla casa dei coniugi Moretti, i vicini avevano chiamato la Polizia che, recatasi sul posto, aveva provveduto all'arresto dell'uomo. Jessica era invece stata portata in ospedale. Nonostante le indiscrezioni sulle ferite riportate dalla donna, ad oggi non si sa ancora ufficialmente cosa sia successo quella notte di agosto nell'abitazione della coppia.
Le ripercussioni sulle indagini inerenti il rogo di Capodanno
A seguito dell'arresto di Jacques Moretti, gli avvocati della coppia avevano dichiarato che i fatti avvenuti nella notte tra l'11 e il 12 agosto «non vanno confusi con quelli riguardanti la tragedia del Constellation. Essi si iscrivono però in un contesto che non può essere ignorato: quello di una prova particolarmente intensa che i Moretti hanno tentato di fronteggiare assieme dallo scorso 1. gennaio».
Nonostante quanto dichiarato dagli avvocati, l'inchiesta sul rogo di Capodanno potrebbe comunque subire ripercussioni. Come spiegato alla RTS da diverse persone a conoscenza del dossier, infatti, i coniugi, che fino a oggi si sono sostenuti a vicenda, potrebbero ora accusarsi tra loro. Ecco allora che Jessica potrebbe far ricadere la colpa su Jacques, e viceversa, in occasione degli interrogatori di novembre e dicembre.
La nuova accusa mossa contro Jacques Moretti potrebbe poi aumentare il rischio di fuga dell'uomo in quanto non lavora più, i suoi conti sono bloccati e ora il suo matrimonio è in crisi. Per questa ragione, i magistrati potrebbero chiedere il prolungamento della detenzione preventiva.
Le dichiarazioni di Leonardo Bove
Dei coniugi Moretti ha parlato all'ANSA anche il 16.enne Leonardo Bove, tra i feriti gravi dell'incendio scoppiato al Constellation la notte di Capodanno. «I Moretti dovrebbero prendersi le loro responsabilità, ma non mi interessano, mi interessa solo la mia vita. L’ho vista sfuggire una notte e non voglio più perderla». E proprio della gioia di uscire dall'ospedale, di tornare a vivere e di essere invitato dall'Inter, sua squadra del cuore, ad assistere all'esordio in campionato allo Stadio di San Siro il giovane aveva parlato qualche giorno prima. «Per me è una gioia immensa, una rinascita», aveva confidato alla Gazzetta dello Sport. «Ho capito che ce l'avrei fatta quando ho finalmente ricominciato a camminare. In ospedale, le giornate non finivano mai, soprattutto quando non riuscivo a muovermi e vedevo tutto nero, ma non sono mai stato solo», aveva detto il ragazzo ringraziando poi il personale medico e gli amici che lo hanno sostenuto.



