Il caso

«In quei locali non vi sono mai stati disordini»

Bellinzona, è reclamo da parte di sette esercenti contro la decisione del Municipio di imporre due agenti di sicurezza in ogni esercizio pubblico durante il Rabadan - La speranza è che l'Esecutivo accolga la controproposta, evitando così il ricorso al Consiglio di Stato
© CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
12.01.2026 10:28

Un reclamo che partirà oggi, che è poi una controproposta, nella speranza che il Municipio comprenda le ragioni degli esercenti. Così da evitare il ricorso al Consiglio di Stato che andrebbe interposto entro fine gennaio. Manca un mese all’inizio del carnevale Rabadan e a Bellinzona tiene banco la richiesta dell’Esecutivo - avanzata prima di Natale, come riferito giovedì scorso dal «Quotidiano» della RSI - di garantire la presenza di almeno due agenti di sicurezza all’interno degli esercizi pubblici. Altrimenti non potranno aprire alle 18, 19 o 21 fino alle 3, 4 o 5 a dipendenza delle notti di bagordi. «La Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR) prevede un simile ordine unicamente se nel locale vi sono stati più volte dei disordini e non a titolo generale e preventivo, come nella fattispecie. Preciso che la questione non ha nulla a che vedere con la tematica degli incendi, ma unicamente per prevenire disordini all’interno dei ritrovi. Gli esercenti sono i primi a non volere casini nel locale e si sono sempre organizzati in tal senso», ci spiega l’avvocato Marco Garbani, patrocinatore di sette titolari di bar e/o esercizi nei quali - ci è stato assicurato - in passato non vi sono mai stati problemi.

Aumenterebbe la spesa

Raddoppiare il numero di agenti significherebbe dover spendere di più. Circa 8 mila franchi per locale, cioè «oltre il triplo di quanto hanno sempre organizzato gli esercenti con il proprio personale assunto a fare da sicurezza». Ciò che viene altresì contestato è il fatto che il Municipio impone la presenza di due agenti indipendentemente dalle dimensioni del locale. La proposta degli esercenti è incentrata sulla disponibilità a fornire alla Polizia comunale il nome del gerente e dei dipendenti presenti in quella determinata sera nel bar. Se l’Esecutivo dovesse accettarla - come sembra probabile - si eviterebbe come detto il ricorso al Governo per la parte riguardante la LEAR.