«La canicola rallenta gli affari, ma per fortuna abbiamo il Moon+Stars»

Dopo un inizio di stagione entusiasmante, la canicola ha rovinato le feste di ristoratori e commercianti (e chissà che la pioggia di ieri non abbia segnato un cambio di passo?). «Con queste temperature così alte e con quest’afa, gli affari rallentano», ribadiscono quasi in coro a Locarno gli addetti del settore attorno alla piazza Grande (probabilmente lo stesso discorso vale un po’ per tutti i loro colleghi), preoccupati dall’ondata di calore che erode la clientela. C’è comunque soddisfazione per la presenza della grande rassegna di concerti estivi «Moon+Stars», ancora in corso (e i cui organizzatori si sono appena visti rinnovare da Palazzo Marcacci il permesso fino al 2032) che dà una mano a fatturare. Anche se qualcuno sperava in un’afflusso più marcato: «Rispetto agli altri anni, siamo un po’ indietro». La manifestazione canora, però, è ancora in corso (fino al 19 luglio) e non è detto che - a conti fatti - il risultato non sia così malvagio per le casse delle varie attività.
«Il locale si riempie»
Più entusiasta, tuttavia, la voce di Stefano Giordana, del Cantina 1896: «Con l’arrivo del pubblico che vuole assistere alle rappresentazioni, il locale si riempie, sia all’esterno, sia all’interno. C’è varietà negli avventori. Giovani, famiglie, adulti, anziani. Dipende pure dal tipo di musica della serata, ma vediamo persone da ogni dove. Turisti tedeschi, svizzeri, francesi, ma anche americani. Naturalmente, non mancano i ticinesi».
Ben differente il riscontro di Caterina Suli, titolare del negozio di abbigliamento «Di Prego»: «Questo periodo mi sembra proceda a rilento. I vacanzieri ci sono, ma li vedo soprattutto di passaggio. Arrivano, apprezzano, e poi ripartono senza fermarsi molto». La nostra interlocutrice non nega che l’iniziativa artistica crei movimento, ma nel tempo è cambiata la relazione con i venditori e, più in generale, con il mondo dei dettaglianti. «Gli acquirenti abituali rimangono quelli di sempre. I visitatori portano qualcosa, certo, ma non una quota particolarmente significativa».
Un’agorà che si svuota
Le fa eco la «collega» del Nile, Fabiana Luraschi, anche se per lei il cambio di atteggiamento nei confronti della categoria non rappresenta una minaccia immediata quanto la calura: «Nel pomeriggio la nostra “agorà” si svuota e immagino che le mete preferite siano i fiumi, il lago o, in ogni caso, luoghi più freschi. Lavoriamo bene al mattino, poi cala tutto e solo la sera si ricomincia. Alle 18.30 dobbiamo abbassare la saracinesca per lasciar spazio alle stelle in procinto di salire sul palco».
Sulla stessa lunghezza d’onda Salvatore Tavano, «veterano» del bar Piazza, che però aggiunge alla lista il periodo ricco di sfide che sta attraversando il settore della ristorazione. «Il comportamento dei frequentatori è cambiato. Spesso scelgono una sola portata e dobbiamo quasi invitarli a chiedere».
Spostandosi verso Largo Zorzi - che è l’altro baricentro della kermesse grazie agli spettacoli gratuiti della «Piazza Piccola», senza dimenticare i «complementi» (ruota panoramica di fronte all’imbarcadero e cibo da asporto dalle numerose cucine mobili) -, ecco George Ravelli, che l’anno scorso ha rilevato l’omonima attività ultrasecolare della famiglia.
Partenza «più lenta»
«La passata edizione di esibizioni è stata molto proficua. Questa volta la partenza è stata più lenta. Dipende anche dagli artisti, ma per fortuna abbiamo il Moon+Stars», esclama. E aggiunge di vedere i passanti soffrire il clima torrido: «Si muovono più lentamente, sembrano boccheggiare e sono molto meno reattivi, per così dire. Ci credo che tutti vogliano andarsene nelle valli o vicino all’acqua. Di conseguenza, vediamo scendere le consumazioni».
«Dopo pranzo, tutti al Lido»
Infine, rientrando nel fulcro dell’evento, Gloria Coatti - al Caffè Verbano dal 2017 - racconta l’emozione e il privilegio di vedere artisti e tecnici da vicino grazie alla collaborazione con i promotori: «Hanno un’area dedicata ai camerini nel palazzo della Posta, ma capita che passino da noi. Fino alle 16, ad ogni modo, siamo aperti a qualsiasi frequentatore. Certo, queste temperature tropicali ci penalizzano. Dopo il pranzo, dalle 14.30, si nota l’assenza. La gente punta sul Lido, ad esempio. Al mattino da questa parte abbiamo ombra, quindi colazioni e pranzi funzionano sempre molto bene».
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