L'idea

La Città di Locarno si immerge nell'antica Roma

Un fine settimana al Castello Visconteo porta il pubblico indietro nel tempo di circa duemila anni, tra legioni, rituali e ricostruzioni curate dalla Legio VIII Avgvsta‑Helvetia
In primo piano, Francesco Albi, consigliere comunale di Locarno e membro dell'associazione Legio VIII Avgvsta‑Helvetia
Jona Mantovan
14.09.2026 19:20

Al Castello Visconteo, nel fine settimana dedicato alle Giornate europee del patrimonio che si sono svolte il 12 e il 13 settembre, Locarno ha scelto di immergersi nell’antica Roma con una rievocazione storica che, per la prima volta in Ticino, assume la forma di un vero festival. A guidare il pubblico tra armature, rituali e ricostruzioni filologiche sono i membri della Legio VIII Avgvsta‑Helvetia, associazione che da dieci anni porta nelle piazze la cultura materiale e spirituale del mondo romano, ricostruita con rigore e passione.

«È la prima volta che una città ticinese propone ufficialmente un festival dedicato alla rievocazione antico-romana, e per noi è una grande soddisfazione», racconta Francesco Albi, consigliere comunale di Locarno e architetto, oggi in veste di legionario. Accanto a lui c’è il presidente Simone Triscari, romano di origine e nella vita impiegato nel settore amministrativo, che sottolinea come sia stata proprio Locarno a cercare l'associazione per organizzare questo evento. E, al Corriere del Ticino, conferma: «Sì, la nostra legione è storicamente esistita. È stata fondata da Giulio Cesare durante le campagne di Gallia, ed è una delle più longeve. Noi abbiamo aggiunto “Helvetia” perché il gruppo è nato qui, in Canton Ticino». Anche i più piccoli possono farsi valere. Alessandro, nipote di uno del gruppo, è infatti il «signifier», ossia il vessiliero-alfiere che espone lo stendardo di stoffa rigorosamente rossa («il colore di Marte», fa notare Triscari) mentre i legionari provano le varie formazioni degli scudi durante la marcia.

La manifestazione non si limita alle dimostrazioni militari: il pubblico è accompagnato anche nel mondo dei culti, delle superstizioni e dei simboli sacri dell’antichità. «Mi occupo degli aspetti religiosi e rituali», spiega Adriano Mattia Cefis, tecnico cinofilo e appassionato di storia, numismatica e archeologia. «Portiamo oggetti che raccontano il rapporto con il divino: per esempio una riproduzione del «fegato di Piacenza», una sorta di manufatto in bronzo impiegato dai sacerdoti etruschi per interpretare la volontà degli dèi, oppure un calco proveniente dalla Val Camonica, capitale mondiale dell’arte rupestre. Cerchiamo sempre di collegare questi elementi anche alle regioni alpine e al nord Italia».

Fin nei minimi dettagli

Tra le mura del Castello, i visitatori scoprono quanto lavoro si nasconda dietro ogni dettaglio. Le armature, gli elmi, le calzature e le armi sono ricostruiti sulla base di reperti archeologici, spesso realizzati da artigiani specializzati. «Indosso un'armatura ad anelli in ferro e acciaio che pesa sette chili, e solo lo scudo ne pesa quindici», spiega Albi. «Portarlo per ore non è semplice, ma la passione comune fa dimenticare la fatica». Triscari aggiunge che «un equipaggiamento completo può costare tra i 500 e i 600 franchi, mentre un elmo varia dai 100 ai 500. Il mio, decorato in argento e foglia d’oro, arriva a 1500... ma io sono un vero appassionato, forse anche un po’... malato?!», esclama con un sorriso.

Oltre lo spettacolo

La Legio VIII Avgvsta‑Helvetia non è solo spettacolo: è divulgazione. I membri spiegano al pubblico l’armamentario, le tecniche di combattimento, le tradizioni, l’erboristeria e la medicina romana, mostrando come l’esercito dell’alto impero abbia saputo assimilare le competenze dei popoli celtici nella lavorazione del ferro. «Ogni incontro è un’occasione per imparare qualcosa di nuovo», afferma Albi. «Nessuno di noi lo fa di professione: condividiamo una passione che ci porta a girare tutta la Svizzera e l’Europa».

Un'esperienza da ripetere

E mentre il Castello Visconteo si anima di legionari, centurioni e sacerdoti etruschi, l’associazione guarda già al futuro. «Ci piacerebbe riproporre l’evento e magari invitare autori di romanzi storici sull’antica Roma», anticipa Triscari. «Sarebbero felici di presentare i loro libri, e noi potremmo alternare le loro parole alle nostre dimostrazioni: spiegare cos’è un gladio, come si usava, raccontare la vita quotidiana dei legionari». Intanto, la Legio VIII Avgvsta‑Helvetia continua a cercare nuovi membri: «Cerchiamo sempre nuovi legionari», conferma Triscari. «Beh, loro sono legionari… io, invece, sono un centurione, eh?», conclude con la simpatia del suo accento romano.

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