La fionda ed il gigante: «Non ne possiamo più di quei treni»

«Il Municipio intende coordinarsi con altri Comuni interessati dalla medesima problematica (in particolare Riviera, che ha già svolto uno studio specifico) per presentare un fronte comune nelle rivendicazioni nei confronti delle autorità federali». Certo, se da una parte troviamo Pollegio e dall’altra le Ferrovie sembra a tutti gli effetti una riproposizione dello scontro biblico fra Davide e Golia.
Si è mosso il Legislativo
Il primo con la fionda, il secondo un gigante. Sfida, sulla carta impari. Ma se ci si mette assieme, allora, anche l’impossibile può diventare possibile. L’Esecutivo dell’ente locale bassoleventinese, guidato dal sindaco Igor Righini (ex presidente del Partito socialista ticinese), ha reso edotto prima di Natale il Legislativo sulla questione dei rumori e delle vibrazioni provocate dai treni che transitano a cielo aperto. Lo ha fatto rispondendo all’interpellanza presentata dai consiglieri comunali del gruppo PS-GISO-Verdi-Indipendenti.
La lettera senza risposta
Un piccolo passo indietro, prima di prendere la rincorsa. Lo scorso settembre il Gran Consiglio aveva approvato praticamente all’unanimità (69 sì ed un’astensione) la mozione targata PLR (primo firmatario Tiziano Zanetti) che chiede degli studi specialistici sull’impatto fonico e sui pericoli per la popolazione in caso di incidenti lungo la tratta ferroviaria fra Pollegio e Chiasso. Secondo Cantone e FFS la linea ferroviaria in Ticino presenta un «rischio sopportabile» per i cittadini, specialmente pensando ai treni merci.
L'ex regia e le rivendicazioni
Secondo il plenum cantonale, tuttavia, passare ai raggi X la tratta AlpTransit è fondamentale per poter avere una radiografia completa e dettagliata in virtù della quale rivolgersi poi all’Ufficio federale dei trasporti (UFT), responsabile della gestione dei rischi. Un anno fa, nel dicembre 2024, l’Esecutivo aveva risollecitato l’ex regia federale. La risposta alla lettera non è mai giunta. Il sostegno indiretto del Parlamento alle rivendicazioni di Pollegio, adesso, cambia però le carte in tavola e «ci fornisce argomenti politici più solidi per insistere con le FFS e l’UFT».

Invocato un aggiornamento
Il Municipio tornerà dunque a chiedere lumi alle Ferrovie, pretendendo innanzitutto «con fermezza i risultati delle perizie foniche che avrebbero dovuto essere condotte dopo il 2016, una valutazione aggiornata dell’impatto acustico e delle vibrazioni sulla tratta di collegamento a Pollegio ed un piano d’azione concreto con tempistiche definite per la realizzazione dei necessari ripari fonici». L’ente locale, d’altronde, è uno di quelli che più di altri risente dell’impatto fonico del passaggio dei convogli.
Le specificità sotto la lente
L’Esecutivo si adopererà allo scopo che «il nostro territorio venga incluso nello studio richiesto dalla mozione (quella accolta dal Gran Consiglio; n.d.r.) e affinché vengano adeguatamente considerate le specificità della situazione, ovvero l’aumento della popolazione residente negli ultimi anni, le nuove edificazioni realizzate nelle vicinanze della bretella, il transito quotidiano di decine di treni merci vecchi e rumorosi e l’assenza di qualsiasi protezione fonica, a differenza delle tratte limitrofe».

«Situazione preoccupante»
Dicevamo, in precedenza, di quanto in questi casi sia fondamentale fare gioco di squadra. Detto, fatto. Igor Righini e colleghi busseranno pure alla porta del Consiglio di Stato e del Dipartimento del territorio per assicurarsi che appoggino le loro richieste. Il Municipio solleciterà «il sostegno cantonale alla nostra vertenza con le FFS e l’UFT, richiamando l’approvazione della mozione» e le conclusioni del rapporto della Commissione ambiente, territorio ed energia del Gran Consiglio.
Non solo. Il Comune bassoleventinese auspica un coinvolgimento attivo nello studio che verrà commissionato dal Cantone, essendo a questo proposito pronto a fornire «tutta la documentazione in nostro possesso e facilitando le necessarie rilevazioni sul territorio». Di pari passo, l’Esecutivo terrà costantemente informato il Legislativo degli sviluppi delle trattative.
«La situazione attuale, con una zona densamente abitata esposta a rumori e vibrazioni senza alcuna protezione, non è più accettabile e contrasta con i principi di tutela della salute pubblica e della qualità di vita che devono guidare l’azione delle autorità a tutti i livelli», conclude il consesso di Pollegio, ribadendo la sua forte preoccupazione.
Quelle opere tanto attese
Gli studi preconizzati dalla mozione approvata dal Gran Consiglio dovranno costituire la base per poter «spingere la politica federale a chinarsi immediatamente» sulla necessità di completare la tratta a sud della galleria di base «con le opere previste a progetto e non ancora realizzate». Ossia il binario di sorpasso in direzione sud ed il «Salto montone» alla Giustizia a Biasca, l’aggiramento della Riviera e la circonvallazione ferroviaria di Bellinzona con il completamento a sud di Lugano per il prosieguo del traffico merci verso l’Italia «in sicurezza per i centri urbani, limitando al massimo gli influssi negativi».








