Le scuole di Losone verso le stelle con il progetto «Orsa maggiore»

«È un traguardo importante per la comunità». È con queste parole che Fausto Fornera, vicesindaco di Losone, annuncia al Corriere del Ticino il nome del progetto di riqualificazione degli edifici scolastici che, per oltre mezzo secolo, hanno visto formarsi generazioni di bambini. Si tratta di «Orsa maggiore» del gruppo interdisciplinare guidato dagli architetti Pia Durisch e Aldo Nolli che - se tutto andrà per il meglio - nel giro di qualche anno, e con una spesa di trenta milioni, consegnerà alla località al di là del fiume Maggia una rinnovata scuola elementare, e una dell’infanzia ampliata. «Cosa c’è di meglio, come luogo e come istituzione, per rappresentare il futuro della società? Da questo punto di vista, abbiamo la responsabilità, ma anche il piacere, di pensare sul lungo periodo», aggiunge il nostro interlocutore.
Una scelta coraggiosa
Fornera sottolinea poi la scelta «coraggiosa» di non demolire o rifare ex novo, ma di conservare e risanare, «perché abbiamo riconosciuto il valore architettonico e la funzionalità dei manufatti dopo cinquant’anni, per merito delle matite degli architetti Marco Bernasconi e Vittorio Pedrocchi, che li hanno disegnati negli anni Settanta».
Gli fa eco il sindaco, Ivan Catarin, che in un comunicato dichiara come l’operazione che si vuole attuare sia prima di tutto «una capitalizzazione sul nostro futuro, perché svolgere il percorso didattico in un luogo bello, accogliente e in linea con gli standard moderni, può fare la differenza. A fine lavori, inoltre, piazza Municipio assumerà il suo assetto definitivo, con i diversi edifici a vocazione civica a disposizione della cittadinanza».
I partecipanti alla competizione, indetta la scorsa primavera, si sono confrontati soprattutto con il tema del riutilizzo, dell’ottimizzazione e del potenziamento. I progetti presentati sono stati venti, ma solo sei sono arrivati in finale.

Valutazione in due turni
Una delle sfide più ardue è stata la pianificazione dello spostamento di 350 tra allievi, docenti e altro personale senza interrompere la didattica.
Il cantiere delle elementari, infatti, sarà aperto solo dopo aver ultimato gli interventi su altri tre edifici: la scuola dell’infanzia, l’ex asilo (ambedue inclusi nel bando) e l’ex casa comunale (inserita nel progetto già affidato allo studio Baserga e Mozzetti, autore pure della nuova casa comunale).
Una volta ristrutturati (e in parte ampliati), questi stabili accoglieranno le classi e il personale amministrativo durante il risanamento della scuola, per poi tornare ad assumere destinazioni diverse a opera compiuta. La giuria, coordinata dall’architetto Stefano Tibiletti e composta dai municipali Fausto Fornera, Gianluigi Daldoss e Alfredo Soldati e da altri architetti, si è riunita a metà settembre. Oltre a definire il vincitore, ha deciso all’unanimità la ripartizione del montepremi tra le proposte migliori.
Progetti - che fra l’altro dopo l’inaugurazione di questa sera saranno in esposizione fino al 23 ottobre all’Istituto scolastico - valutati in due turni: prima in relazione agli aspetti urbanistici, e - in un secondo tempo - per gli aspetti architettonici, tenendo conto della pianificazione a tappe dei lavori.
Rafforzata l’idea di «campus»
Poteva essere «Leitmotiv», «Caleidoscopio», «Il cortile dei goss», «Innesti» oppure «L’espace couvert». Ma, alla fine, è stato favorito «Orsa maggiore», che con gli altri ha condiviso un montepremi di 292 mila franchi (assegnato sempre stasera). «Si inserisce bene nel contesto del comparto scolastico esistente e contribuisce a valorizzarlo ulteriormente. Accanto alle scuole comunali sorgono infatti anche le scuole medie, e l’intervento rafforza l’idea di un vero e proprio campus scolastico che accompagna i giovani dalla scuola dell’infanzia alla scuola media», rileva ancora Fornera.
Spazi da sfruttare
E, ancora: «Crediamo sia importante che questi spazi possano essere utilizzati anche per momenti e attività della vita comunitaria. Da questo punto di vista, la scelta risponde bene agli obiettivi che ci eravamo prefissati».
Il prossimo passo sarà l’attribuzione del mandato di progettazione, per la quale sarà richiesto un credito specifico. «Se tutto procederà senza intoppi, immagino che i lavori possano partire tra due o tre anni, ma naturalmente occorre tenere conto delle procedure, dei tempi amministrativi e pure dell’eventualità di ricorsi», conclude Fornera.



